



da brividi: così non solo giustifichi in nome dell'onore un comportamento 'barbaro' socialmente considerato come accettabile, ma addirittura un comportamento 'barbaro' considerato socialmente inaccetabile ma considerato 'onorevole' da chi lo pone in essere.
esempio: il serial killer che dichiara (ed ècapitato millanta volte) dio mi ha detto di farlo!
brrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrr rrrrrrrrr


La finiamo di ridurre Gesù al profeta del vivi e lascia vivere? Non ha mai detto quella frase:
Mt 7:7-14Chiedete e vi sarà dato; cercate e troverete; bussate e vi sarà aperto; perché chiunque chiede riceve, e chi cerca trova e a chi bussa sarà aperto. Chi tra di voi al figlio che gli chiede un pane darà una pietra? O se gli chiede un pesce, darà una serpe? Se voi dunque che siete cattivi sapete dare cose buone ai vostri figli, quanto più il Padre vostro che è nei cieli darà cose buone a quelli che gliele domandano! Tutto quanto volete che gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro: questa infatti è la Legge ed i Profeti. Entrate per la porta stretta, perché larga è la porta e spaziosa la via che conduce alla perdizione, e molti sono quelli che entrano per essa; quanto stretta invece è la porta e angusta la via che conduce alla vita, e quanto pochi sono quelli che la trovano!




Se hai la necessità di scegliere tra un uomo e un Kobra,
preferisci chi striscia.
E se ti serve un amico, trovati un cane.




Un giorno ho sentito due civilissimi signori parlare tra loro e usare impudicamente la parola “onore”. Era davvero tanto che non la sentivo. Onore è una parola obsoleta, inattuale, consumata dal suo abuso, messa definitivamente al bando dalla political e sexual correctness. In primo piano mettiamo il fatto che in nome dell’onore sono state fatte cose che la morale corrente giudica inaccettabili. Un infinito numero di volte i codici dell’onore hanno offerto un ordine simbolico, con relativo sconto di pena, al terribile disordine della violenza maschile sulle donne. Quei codici oggi sono in disuso, mentre sangue e violenza restano più in uso che mai. Per un marito o un fidanzato che ammazzano la compagna oggi la sociologia ricorre all’ossimoro “delitti d’amore”, ma secondo Anna Baldry, studiosa del fenomeno, la definizione “delitti d’onore” andrebbe ancora benissimo in gran parte dei casi.
La giovane pakistana-bresciana Hina è stata sacrificata per ragioni d’onore. Ci mettiamo di mezzo l’Islam, ma così confondiamo solo le acque. Qualche mese fa una ragazza siciliana è stata uccisa dal fratello perché aveva disonorato la famiglia. Un qualsiasi ex marito cristiano uccide la moglie che l’ha lasciato, e può essere benissimo essere che l’onore c’entri. L’onore dev’essere una cosa molto importante per gli uomini, se sono disposti a tanto per difenderlo. Mio nonno era un uomo dolce e buono e non musulmano, ma picchiava la sua amatissima figlia, mia madre, per contrastare la minaccia della sua vistosa bellezza. Gli uomini si danno onore, e le donne devono custodirlo.
Sento nominare l’onore in un contesto civile e per niente sanguinoso, e aguzzo le orecchie. L’etimologia della parola è sconosciuta, le radici non si individuano con certezza. Mi avventuro in un territorio che non è il mio, prove di etimologia fantastica: forse onore ha a che fare con homo e con orno (dotare, equipaggiare, abbellire, adornare). L’onore, quindi, come qualcosa che rende bello l’uomo, come la sua specifica bellezza, diversa dalla bellezza femminile. Il senso torna. Essere disonorati vuol dire vedere sfregiata la propria bellezza, essere privati dei propri ornamenti.
VD 79 Terragni
si può leggere tutto.
Ultima modifica di Fulvia; 28-12-09 alle 11:22


Dell'articolo della Terragni non condivido nulla. Il suo excursus nei significati del termine è esclusivamente negativo, declinato al femminile moderno e colmo di risentimento verso il mondo degli uomini. L'onore può anche essere quello che lei descrive, ma la sua accezione fondamentale rimanda invece soprattutto ad una integrità interiore verso sè stessi, ad un rispetto nei confronti di un sistema di valori propri e sentiti profondamente che non muta nel tempo nè si svilisce attraverso il cambiamento sociale.
Ovviamente vi è anche il significato di rispetto di alcune regole sociali che mutano nel tempo: una volta ad esempio l'onore calpestato poteva essere ricomposto con il duello e le sue precise regole...una società dà a sè stessa alcune regole fondamentali che devono essere rispettate, pena il discredito e la messa al bando. Rifiutare tutto questo in nome della nostra ottica modernista significa essere miopi. Il fatto che oggi nella nostra società questo tipo di senso dell'onore non esista più non ci dà il diritto di giudicare negativamente il passato: significa nessuna comprensione della prospettiva storica. Ed è questo che la Terragni mostra, a mio avviso.
Ultima modifica di primahyadum; 28-12-09 alle 11:56
"Così penseremo di questo mondo fluttuante: una stella all'alba; una bolla in un flusso; la luce di un lampo in una nube d'estate; una lampada tremula, un fantasma ed un sogno:"
(Sutra di diamante)


perchè tu intendi l'onore in modo sbagliato, ovvero in modo simile a quello dei mafiosi, impregnato di familismo amorale; io invece intendo la parola onore come una sorta di morale interna, di tipo kantiano, una serie di valori interni, a cui ci si attiene non per via di un ordine esterno (es: Dio), ma perchè promuove il proprio senso di coerenza, dignità e di stare bene con sè stessi
i valori che sottostanno al significato di onore, per me, devono essere positivi (appunto ho indicato Kant) pertanto comportamenti truculenti come quelli da te elencati nella mia concettualizzazione di onore sono impossibili


Onore: Definizione e significato del termine Onore - Dizionario della lingua italiana - Corriere della Sera
onore [o-nó-re] s.m.
1 Buona reputazione, rispettabilità di cui gode chi si comporta con onestà e rettitudine; senso della propria dignità che impone di comportarsi con onestà e coerenza morale; orgoglio, stima di sé: calpestare l'o. di una persona; ne va del mio, del tuo o. || dare la parola d'o., affermare o promettere qlco. impegnando il proprio onore | uomo d'o., onesto; dove vige l'omertà, fidato, che non tradisce
2 Motivo di vanto; merito che procura stima || fare o. a, essere motivo di orgoglio per qlcu. o per qlco.: questa azione non ti fa o. | farsi o., comportarsi in modo degno di lode
3 Valore attribuito in certe società alla verginità della donna e agli atteggiamenti e rituali che la circondano SIN castità: attentare all'o. di una fanciulla || dir. delitto d'o., omicidio compiuto per punire o vendicare un'offesa al proprio o. di coniuge o parente tradito di una donna disonorata
4 Dimostrazione di deferenza; omaggio; manifestazione di stima e trattamento di riguardo con cui si esprime riconoscimento per il valore e per i meriti di qlcu. o qlco.: pranzo in o. di qlcu. || o. delle armi, quello concesso dal vincitore ai nemici che hanno combattuto eroicamente | fare gli o. di casa, accogliere gentilmente gli ospiti | tribuna, palco d'o., quelli delle autorità | fare o. alla tavola, mangiare con gusto e abbondantemente | Vostro O., traduce il titolo dato in inglese ai magistrati • loc. cong. testuale a onor del vero, a dire la verità
5 Privilegio, motivo di orgoglio: avere l'o. di presentare i vincitori
6 (spec. pl.) Carica, titolo onorifico: pervenire ai più alti o.
7 Culto, venerazione: rendere o. a Dio
• sec. XIII
"Bad karma"