Nel qual caso mi associo nell'invitare Caravaggio a tornare a dipingere e a lasciar stare le equazioni differenziali.


Nel qual caso mi associo nell'invitare Caravaggio a tornare a dipingere e a lasciar stare le equazioni differenziali.
Possiamo perdonare un bambino quando ha paura del buio. La vera tragedia della vita è quando un uomo ha paura della luce.


Ultima modifica di eq...; 30-12-09 alle 17:34
Dio scrive dritto anche sulle righe storte degli uomini.




Giudicare un'opera d'arte usando un linguaggio matematico è certamente fattibile.
Anche la logica può essere vista come una realtà empirica, determinata dalle capacità cognitive della nostra mente. Il principio di non contraddizione è un presupposto non solo per poter fare scienza, ma anche per prendere l'autobus o cuocere un piatto di pasta. Non vedo cosa c'entri questa affermazione con l'applicabilità del metodo scientifico. Inoltre falsificabilità non significa necessariamente empirismo. La sua applicazione non è limitata all'ambito empirico o alle scienze naturali. Sono falsificabili anche teorie storiche, e le scienze naturali fanno spesso uso di esperimenti mentali che non sono empirici. Si tratta di un bollino di qualità, in assenza del quale un determinato ragionamento risulta meno affidabile, ma non necessariamente sbagliato.Lo stesso vale per il creazionismo, che i teologi introducono per sanare argomentazioni logiche zoppicanti e che gli scienziati ammoniscono di non sottostare all'osservazione empirica - quasi che la totalità del senso debba essere ridotta alla totalità di ciò che è esperito empiricamente, senza per altro saper motivare questa decisione.
Un conto è parlare di ontologia e logica e un conto di scienze empiriche, cogliere la differenza è abbastanza banalotto per una mente sufficientemente attrezzata.
Inoltre le regole che presiedono alla discussione delle prime - logica e ontologia - valgono per le seconde (visto che senza pdnc nessun discorso scientifico ha senso), dunque è da sprovveduti criticarle invertendo la rotta di marcia.
Quindi si tratta di capire che le motivazioni, i livelli di indagine e gli ambiti sono diversi, prima lo si capisce e prima la si finisce di scrivere idiozie su cose di cui non si conosce l'abc.






E' interessante che quando mancano argomenti nel merito la discussione scivoli, grazie ai soliti filosofi, su cosa debba significare scienza e metodo scientifico.
Per tornare in tema, tale R. De Mattei, professore associato di Storia del Cristianesimo e della Chiesa che qualcuno ha messo in una poltrona che non si merita, potrebbe farsi ad es. un paio di click su talkorigin:
29+ Evidences for Macroevolution: the Scientific Case for Common Descent
e tentare di colmare la sua personale ignoranza su cio di cui parla.
Ultima modifica di pseudovector; 31-12-09 alle 01:22


Dal Blog di formenti
attacchi all'evoluzionismo - 2009
i link a 4 articoli del Foglio , paladino dei creazionisti biblici.
Rassegna Stampa
Rassegna Stampa
Rassegna Stampa
Rassegna Stampa
A parte le solite fregnacce da un punto di vista scientifico sulla termodinamica e l'abiogenesi(che fra l'altro le teorie evoluzionistiche non trattano) , si può notare come il dibattito sia in realtà interno alla chiesa cattolica.
Una sola domanda ma che cazzo di consulente scientifico hanno al foglio?
Sempre che ce l'abbiamo e faccia tutto il panzone, al che si capiscono certe cose.
Da notare che sia libero ed il giornale sono gli ulteriori paladini del De mattei non proponendo uno straccio di replica dal mondo scientifico .Forse è tutta una questione ideologica? domanda ovviamente retorica


Ah certo, e chi? Forse qualcuno in cui la volgarità ha preso dimora a tal punto da impedirgli di apprezzare armonia, pregnanza e profondità secondo il buon gusto, preservando l'intelletto per altre mansioni. La matematica dice ciò che deve dire in base a domande predeterminate, esprimendo quantitativamente le proprie conclusioni..e cosa dirà mai del bello, del santo, del sublime? Non darà risposta, perchè la domanda era impostata in modo diverso e le sue risposte non conoscono il dono della flessibilità. Chi, per altro, tanto rozzo, si esibirebbe mai in una critica scientifica di un'opera d'arte? Sorpreso magari durante un solenne convito? E' evidente, solo chi l'arte non sappia nemmeno dove stia di casa, privo anche solo della sensibilità per nominarla.
Ottima osservazione, ma il cognitivismo e in generale la concezione 'fisicalistica' che la scienza propone della mente e della coscienza sono tutt'altro che fuori discussione - non dicevamo tra l'altro che ogni asserzione scientifica lo è? Stante il tipo di relazione che le neuroscienze ritengono intercorra tra mente e cervello - intendendo la mente come cosa tra le cose - è inevitabile un certo esito gnoseologico che propriamente domina il pensiero dei moderni, quello per cui il mondo esperito è solo la rappresentazione di quello reale. Da ciò segue che la logica non ha presa sulla realtà in sè e si deve dar ragione a Kant e rilevare il fallimento di Cartesio nel tentare l'accordo tra i due mondi.Anche la logica può essere vista come una realtà empirica, determinata dalle capacità cognitive della nostra mente.
Ovviamente questa concezione della conoscenza - strumentale - ha valore a patto che se ne accettino quei presupposti, che vengono invece criticati da chi (e a giusta ragione) come Aristotele rivendicava il carattere intenzionale del sapere: non a caso l'idealismo, nel porre fine alla stagione della filosofia moderna, indicherà la contraddittorietà di quel presupposto riaffermando il valore di Aristotele. Questo è un forum e come ogni forum si finisce per fare quattro chiacchiere con la consapevolezza che ognuno ha una propria formazione, limitata d eterogenea rispetto a quella di ogni altro utente perciò trovo inutile e noioso dilungarmi su argomenti sui quali potrai imbatterti in modo più proficuo e comprensibile altrove. Per questo mi limito a consigliarti la lettura di Studi di Filosofia Moderna di Gustavo Bontadini, dove si ripercorrono le fasi salienti dell'avanzare dello gnoseologismo nel pensiero moderno anche a causa dell'influenza della nascente scienza moderna e si indicano i paradossi sopra accennati e il loro togliemento.
Il principio di non contraddizione non è un presupposto, è un principio non trascendibile che è ben altra cosa. Ho detto esplicitamente che il teorema di creazione è introdotto dai medievali al fine di salvaguardarlo, sicchè è da stolti pensare di confutare il creazionismo dicendo che non è inferibile a partire dai criteri scientifici di conoscenza della realtà: anzitutto perchè non sono categorici ma congetturali e in secondo luogo perchè essi stessi dipendono da quel principio che rischierebbero di mettere in dubbio negando il creazionismo - questo a prescindere dal fatto che il creazionismo sia effettivamente una soluzione, come credevano i teologi, io ho ottimi motivi per dichiararne l'insostenibilità ma ciò non va a favore delle tesi evoluzionistiche.Il principio di non contraddizione è un presupposto non solo per poter fare scienza, ma anche per prendere l'autobus o cuocere un piatto di pasta. Non vedo cosa c'entri questa affermazione con l'applicabilità del metodo scientifico.
Infatti non ho detto che falsificabilità sta in equazione con empirismo, l'atteggiamento empirico di Hume e Wittgeinstein ha decretato la fine stessa della scienza come sapere universale, mentre residui di oggettività permangono ancora nell'atteggiamento popperiano. Se poi con gli esperimenti mentali credi di poter dire che essi si possano esimere dall'osservazione stai negando la base stessa del falsificazionismo, che è il riferimento all'esperienza.falsificabilità non significa necessariamente empirismo. La sua applicazione non è limitata all'ambito empirico o alle scienze naturali. Sono falsificabili anche teorie storiche, e le scienze naturali fanno spesso uso di esperimenti mentali che non sono empirici. Si tratta di un bollino di qualità, in assenza del quale un determinato ragionamento risulta meno affidabile, ma non necessariamente sbagliato.
Ultima modifica di Platone; 31-12-09 alle 02:03
Possiamo perdonare un bambino quando ha paura del buio. La vera tragedia della vita è quando un uomo ha paura della luce.


Neanche a me, sei il primo che riprende questo post effettivamente
Per chi ignora la lingua greca oltre che la genesi e lo sviluppo della filosofia non dovrebbe destare scalpore2. ontologia è una parola senza senso.
Fortuna che ci sei tu a farmelo notare3. Heisenberg si scrive con la n.
Ultima modifica di Platone; 31-12-09 alle 02:09
Possiamo perdonare un bambino quando ha paura del buio. La vera tragedia della vita è quando un uomo ha paura della luce.