Perchè ho scritto quanto sopra:
Perchè a livello intellettuale il vs discorso può anche apparire lineare.
Ma a livello politico crea i presupposti per danni e contraddizioni enormi.


Perchè ho scritto quanto sopra:
Perchè a livello intellettuale il vs discorso può anche apparire lineare.
Ma a livello politico crea i presupposti per danni e contraddizioni enormi.


Credo che stiamo perdendo tempo, ti ripeto, a noi non interessa se uno è liberista o socialista, interessa ciò che fa, interessa se lavora per la sua nazione o lavora per saccheggiarla, se poi buona parte di questi signori appartengono politicamente all'area liberista, non è colpa nostra, è un dato di fatto, se dovessero appartenere alla controparte (sinistrese) il giudizio sarebbe (è) identico, Repubricà, non siamo schierati, ci interessa il bene supremo della Natzione Sarda, punto. Do u understand ?
salude.
Originariamente Scritto da repubricanu


Che siano stati tutti liberisti nella maggiorparte ne dubito, probabilmente non erano nulla.
Non c'è mai stato in Sardegna un vero pensiero liberaldemocratico.
E forse è anche questo un limite dell'indipendentismo, essere convissuto per anni in acque socialiste e ritrovarsi di colpo a gestire una società che non ha nulla a che vedere con quella realtà.
E con questo parlo in generale, senza riferimenti diretti a nessuno.
Quello a cui bisogna fare attenzione lavorando per la Sardegna è NON prendere parte ad associazioni/manifestazioni/conferenze che, inevitabilmente finiscono per proiettarvi altrove.
E poi si rischia di ritrovarsi come altri, che devono continuamente spiegare che "non siamo a destra e ne a sinistra" perchè la cosa non starebbe in piedi....
Ciao


No asa nadu ancora si sese po sas multinatzionales o po sos imprendidores pitticcos, artesanos, aziendas de massajos......Originariamente Scritto da repubricanu
Po a mie su liberu melcadu tenet de esse reguladu dae su printzipiu de sa difesa Natzionale (In Sardinnya innantis sos Sardos o sos ki balorizzan sa Traditzione Sarda ).


Sono per entrambi:
Non può esistere un libero mercato senza tali componenti.
Una buona politica economica è colei che coniuga la grande con la piccola distribuzione, sia per quanto riguarda la concorrenza esterna che interna,non esistono altre soluzioni.


In Sudtirolo sas dittas locales suni postas innantis a cussas de fora...... Tottu poden imbestire, ma solu sas dittas ki tenen residentes comente meres e occupan residentes suni favoridas cun contributos e no pagan tassas!Originariamente Scritto da repubricanu
Po custu sos produttos locales costan de mancu de cussos bennidos dae fora e in tottu sos supermercados suni postos innantis a sos atteros......
Custa deo la naro politica natzionalista seria!
E po custu sa Südtiroler Volkspartei, ki la attuat, jughet su 52% de sos votos!


Condivido appieno, prima ristabiliamo la giusta logica delle cose.Originariamente Scritto da Kornus


Le cose non funzionano esattamente così.


In sa Provincia pius ricca e cun su tassu de disoccupazione pius basciu de s'Istadu itaglianu imbesse funtzionan propiu goi...... E est Guvernada fintzamenta dae su Partidu Etnicu pius forte!Originariamente Scritto da repubricanu


Gestire un mercato in chiave "natzionalista" è un lavoro più complesso di quello che sembra, sopratutto gestire le dinamiche di una nazione che deve mirare anche all'export per aumentare i suoi utili da redistribuire.
Lasciando da parte il sudtiroler che tra l'altro ha i suoi finanziamenti da terzi, in Sardegna nella nostra realtà non abbiamo neppure un sindacato che operi per i ns lavoratori per tutelarli contro i grandi gruppi: gruppi che dovrebbero e potrebbero esportare i nostri prodotti a prezzi vantaggiosi.
Ma non c'è una politica degli scambi.
Poi dare sgravi fiscali a questi piuttosto che ad altri non è un buon modo di attrarre investitori esteri: e noi siamo una nazione che per tenere il passo con il mercato globale dobbiamo essere attivi si tutti i fronti.
Si può piuttosto sviluppare un sistema cooperativistico sulla falsariga del modello messo in piedi in Italia dalle Coop per iniziare e creare un tessuto produttivo autonomo.
Ma pensare che "diminuire ai nostri per avvantaggiarli" è un'azione che dopo comporta tutta una serie di problematiche non solo economiche e di sviluppo (anche oltre il mercato interno) e di problematiche anche per quanto riguarda la parità di condizioni in un mercato libero.
Non abbiamo neppure un ns sistema bancario per creare un sistema del risparmio (vedi www.urn-indipendentzia.com) che investa sul territorio gli eventuali utili dati dalla ns stessa produzione.
Da altre parti c'è...
Insomma, pensare che solo riducendo le tasse alle ns imprese sia la ricetta per tenere il passo, è una considerazione approssimata dell'economia attuale sarda.
Non lo dico per te Kornus eh, ma da noi si fa sempre l'errore di guardare altrove come esempi senza ben valutare la ns realtà.
Penso che lo spettro d'azione di una politica economica sia ben più ampio per potersi definire politica economica.