Signor Presidente della Repubblica Islamica dell'Iran
Noi non La conosciamo e Lei non conosce noi. Un profondo abisso infatti ci separa e ci divide, un abisso teologico, metafisico e storico: Lei islamico osservante, Noi cattolici romani integrali.
Ma se è giusto e doveroso riconoscere il Vero, ovunque e da chiunque sia detto e difeso, vorremmo che Lei ricevesse i sensi della nostra rispettosa stima per le sue recenti prese di posizione riguardo lo "stato" ebraico, riguardo la condizione di sudditanza e servaggio del mondo politico europeo (per tacere dell'americano) nei confronti di questo sottile potere lobbystico che domina, pressochè incontrastato, il mondo d'oggi e riguardo la storia d'Europa del secolo appena trascorso.
Sono prese di posizione che onorano Lei e la carica che ricopre e che disonorano noi "occidentali", senz'anima, senza coraggio, senza dignità, senza alcun sussulto di indipendenza dalla tetra dittatura del politicamente corretto.
Non abbiamo debiti nei Suoi riguardi e Lei non ha nei nostri: Le scriviamo solo con disinteressata e gratuita cavalleria, come si costuma tra gentiluomini.
Auguri sinceri di mantenere sempre la stessa libertà di giudizio e il medesimo coraggio nel prendere posizioni "leonine" in un mondo di pecore e buoi.
E che la Santissima Trinità possa toccare il Suo cuore e quello del Suo popolo.
Guelfo Nero




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