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  1. #1
    MONTINI
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    Predefinito Ferrovie: Il Caso E’ Serio!

    FERROVIE: IL CASO E’ SERIO!

    Se basta un’avaria a un carrello dell’Intercity Lecce-Milano a bloccare per ore il traffico ferroviario lungo l’intera linea adriatica, come è avvenuto ieri mattina, vuol dire che queste sono davvero settimane nere per le Ferrovie dello Stato dove la realtà viene svelata agli occhi degli utenti dopo le recenti pompose e costosissime celebrazioni del loro centenario. Un’avaria può sempre verificarsi, un incidente anche (vivo è il ricordo di Roccasecca), ma quello che nella normalità e onestà amministrativa sarebbe inammissibile è lo stillicidio di guasti ai locomotori, al segnalamento, agli scambi, l’inagibilità delle porte di intercomunicazione, toilettes e impianti di riscaldamento su cui è meglio stendere un pietosissimo velo. Tutte queste inefficienze sono il pane quotidiano di chi è costretto ad usare il treno (poi ti ringraziano per aver scelto FS, come se ci fosse la possibilità di fare diversamente) e gli ultimi gravissimi disagi sono compagni di viaggio non occasionali dei viaggiatori paganti. Come i ritardi continui e, perfida usanza di recente adozione, addirittura le soppressioni di convogli.
    Sgomenta constatare la stratosferica distanza tra le ambizioni di un’azienda proiettata su progetti di alta velocità europea e la completa incuria della quotidianità, all’ordinarietà feriale del trasporto su treno. Un paese che non sa tenere le ferrovie di oggi neanche in sommarie condizioni di efficienza sicuramente non avrà domani un’alta velocità efficiente né sicura.
    Qui stà il punto: efficienza, razionalità, tempestività degli interventi sono men che chimere. Per non dire di quella elementare forma di buona creanza traducibile nell’informazione corretta ai viaggiatori che continuamente incappano in contrattempi che si traducono in ore di attesa in mezzo al nulla nel vuoto di spiegazioni: nessuna comunicazione, nessuna assistenza, nessuna certezza tranne quella del rimpallo continuo delle responsabilità e competenze.
    Colpa di un sistema al cui interno un responsabile non esiste mai, sicchè ogni imprevisto è addebitabile a qualcun altro (a chi? ai macellai? agli imbianchini?). Ovvio che così nessuno paga, nessuna testa salta, nessuno viene fatto sloggiare dalla sua poltrona.
    A cento anni dalla nazionalizzazione le ferrovie scontano un deficit culturale che è il più grave dei loro guai. Difettano pesantemente la cultura della precisione e quella della puntualità, e nessuno rimpiange “gli anni in cui c’era Lui”: durante il Ventennio i ritardi non c’erano; oggi, invece, con le innovazioni della tecnica sì.
    Manca, poi, la cultura civile dell’attenzione alle esigenze della comunità, altrimenti non si spiegherebbero orari demenziali e misure fatte apposta per penalizzare gli utenti.
    Manca -carenza più rilevante e imperdonabile- la cultura del servizio al cittadino, che si traduce nell’orgoglio di svolgere un servizio di pubblica utilità. Durante il ventennio questa consapevolezza esisteva ed era molto forte. Oggi è andata completamente persa. Un altro danno della falsa democrazia!

  2. #2
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    A malincuore occorre dire che hai ragione.

    Ormai da molti anni sulla nostra rete circolano inutilmente i costosissimi, e non sfruttati, "pendolini" su di una infrastruttura che è in condizioni critiche.

    In molte zone non si è ancora realizzata l'elettrificazione della rete, costringendo a circolare i vecchi treni a gasolio. Con il costo di un (inutilissimo) pendolino chissà quanti treni moderni, funzionali ed essenziali (senza gli inutili fronzoli che non interessano a nessuno) potrebbero essere realizzati.
    Purtroppo sono stati spesi moltissimi soldi per l'elite di viaggiatori occasionali che si possono permettere di viaggiare in pendolino e molti pochi soldi per i pendolari, quelli che usano il treno tutti i giorni e che ingrossano il fatturato delle FFSS, che devono viaggiare su treni arretratissimi e su reti poco efficienti.

  3. #3
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    E dire che il povero BURLANDO fu crocifisso dai destri per le inneficienze croniche del comparto...dopo 5 anni di creatività siamo al punto di partenza...poveri noi.

 

 

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