Ieri Bruno Vespa ha ricordato a Massimo D'Alema (particolarmente rigido sulle intercettazioni telefoniche) l'articolo dell'eccellente Mario Pirani il quale, convenendo con un articolo di Valentino Parlato comparso sul Manifesto e consultandosi con l'ex garante dell'authority per la tutela dei dati personali Stefano Rodotà, peraltro primo Presidente del neonato PDS, poi dimessosi, giungeva alla conclusione che per le persone pubbliche e tantgoppiù per i politici la trasparenza assoluta dovrebbe essere l'unica aspirazione cui ispirarsi (se non gli va bene potevanoo fare un altro mestiere...). E, concludeva l'articolo di due giorni fa Pirani che è preferibile diffondere intercettazioni telefoniche seppure ottenute in modi non proprio limpidi che coltivare l'omertà tanto cara ai politici che sentonon sempre compromesso un diritto quasi divino di lesa maestà.
Sono assolutamente d'accordoo anche se il buon Max come è suo solito ha reagito a questa "provocazione" coon uno scocciato "non scherziamo"....
Dispostissimo dunque a discutere la legge liberticida del Polo in merito ricordandosi probabilmente i bei tempi andati della bicamerale, travolta la quale Berlusconi fu premiato anche con l'assicurazione (come ci ha ricordato Violante in Parlamento) che le sue televisioni non sarebbero state toccate né fatte leggi durante il governo dell'Ulivoo che potessero penalizzarlo. Insomma, piovve sul bagnato...