Amico dei pedofili?
PS: ma cosa starà mai bevendo?![]()


Amico dei pedofili?
PS: ma cosa starà mai bevendo?![]()


Aguas, mio malgrado devo dare ragione ai cattolici..... questo articolo non centra nulla con la chiesa. Da come è scritto sembra che la colpa del fatto sia da attribuire al Vaticano![]()
Per quanto la chiesa possa avere tante colpe non penso che abbia mai istigato i padri a picchiare le figlie se scoperte ad avere rapporti omosessuali. Al massimo si può dire che la chiesa è colpevole di diffondere la convinzione che l'omosessualità (e il sesso in generale) siano qualcosa di peccaminoso..... ma in questo specifico caso penso che la colpa sia da attribuire unicamente all'ignoranza che in alcune zone è ancora molto diffusa


Ma questo cosa c'entra con l'argomento di cui si parlava?Originariamente Scritto da aprile crudele
Comunque, visto che parli di pedofilia, riporto il medesimo commento che ho scritto nella relativa discussione.
La pedofilia è un problema molto grave ma non si possono condannare a morte quelli che sono affetti da tale grave problema. Sono persone che vanno aiutate, proprio per evitare che il loro problema li condizioni al punto tale da mettere in pratica la loro perversione.
Quindi ogni discriminazione e demonizzazione di queste persone non farà altro che istigarle a compiere gli atti gravissimi che tutti conosciamo, che la legge deve perseguire nei modi previsti e senza nessuna giustificazione. Ora, è evidente che i pedofili hanno un problema gravissimo, una deviazione che storpia la loro personalità. Proviamo ad immaginarci come debba sentirsi una persona, dotata di coscienza, che è affetta da questa deviazione. Si sentirà un mostro. E invece non lo è, è solo una persona sfortunata. Allora le si presentano due possibili strade: abbandonarsi a questa deviazione e quindi metterla in atto, oppure cercare aiuto. Ma se si sente demonizzata dalla gente, questa seconda strada non verrà mai scelta. Anche se non è detto che il prender coscienza del proprio problema come deviazione significhi, per un pedofilo, poter guarire, un atteggiamento di odio verso di lui non gli permetterà di fare la scelta giusta, che è quella di non seguire le sue tendenze oggettivamente perverse, nella speranza e allo scopo di poter riacquistare una più giusta sessualità.


Originariamente Scritto da umanista89
Ho notato che da qualche tempo non è più considerato disdicevole andare off-topic e mi sono adeguato, niente di più. Del resto se uno continua a lordare il forum cattolico con offese al Papa e alla Chiesa se lo deve come minimo aspettareVenendo a ciò che hai scritto: sono contrario ad infliggere la pena di morte ad una persona malata (sempre che non commetta reati), ma ritengo doveroso stabilire dei punti fermi ed incontrovertibili sulla questione, proprio per evitare che dalla tolleranza si passi alla comprensione e poi all'incoraggiamento (cosa che peraltro, come dimostra il dottissimo dossier sopra riportato, i radicali già fanno). L'inclinazine alla pedofilia è una malattia grave, un profondo disturbo mentale da equipararsi alla schizofrenia e come tale va curato (anche chimicamente); se c'è il reato poi, si discuta pure della pena di morte.


"Lo sanno a memoria il diritto divino e scordano sempre il perdono"
F.De Andrè, Album la buona novella canzone il testamento di Tito
non sarà mai possibile con la ragione pervenire a qualche verità assoluta


La pena di morte? Credevo che almeno sui dieci comandamenti fossero tutti d'accordo, progressisti, conservatori, ortodossi, neocatecumenali etc. E credevo anche che uno di essi fosse "Non uccidere".Originariamente Scritto da aprile crudele
Ma, dico, sei fuori di testa?
A parte il fatto che non mi sembri molto preparato per quel che concerne la psichiatria (difatti la pedofilia è una deviazione sessuale, mentre la schizofrenia non riguarda il sesso bensì una serie di altri campi ed è caratterizzata dalla dissociazione mentale con la realtà, mentre invece i pedofili sono perfettamente in grado di intendere e di volere, inoltre una "cura" chimica non servirebbe assolutamente a nulla), mi sembra indiscutibile che essere favorevoli alla pena di morte sia estremamente anticristiano oltreché antiumano. Come, infatti, ha precisato Giovanni Paolo II nell'Evangelium vitae, "in questo orizzonte si colloca anche il problema della pena di morte, su cui si registra, nella Chiesa come nella società civile, una crescente tendenza che ne chiede un'applicazione assai limitata ed anzi una totale abolizione. Il problema va inquadrato nell'ottica di una giustizia penale che sia sempre più conforme alla dignità dell'uomo e pertanto, in ultima analisi, al disegno di Dio sull'uomo e sulla società. In effetti, la pena che la società infligge «ha come primo scopo di riparare al disordine introdotto dalla colpa». 46 La pubblica autorità deve farsi vindice della violazione dei diritti personali e sociali mediante l'imposizione al reo di una adeguata espiazione del crimine, quale condizione per essere riammesso all'esercizio della propria libertà. In tal modo l'autorità ottiene anche lo scopo di difendere l'ordine pubblico e la sicurezza delle persone, non senza offrire allo stesso reo uno stimolo e un aiuto a correggersi e redimersi. 47 È chiaro che, proprio per conseguire tutte queste finalità, la misura e la qualità della pena devono essere attentamente valutate e decise, e non devono giungere alla misura estrema della soppressione del reo se non in casi di assoluta necessità, quando cioè la difesa della società non fosse possibile altrimenti. Oggi, però, a seguito dell'organizzazione sempre più adeguata dell'istituzione penale, questi casi sono ormai molto rari, se non addirittura praticamente inesistenti.
In ogni caso resta valido il principio indicato dal nuovo Catechismo della Chiesa Cattolica, secondo cui «se i mezzi incruenti sono sufficienti per difendere le vite umane dall'aggressore e per proteggere l'ordine pubblico e la sicurezza delle persone, l'autorità si limiterà a questi mezzi, poiché essi sono meglio rispondenti alle condizioni concrete del bene comune e sono più conformi alla dignità della persona umana».
E ovviamente non è il caso di un pedofilo. Il carcere è la giusta pena, dal momento che è più che sufficiente per tutelare la popolazione, come infatti notava Wojtyla nell'enciclica ormai i casi in cui non ci sia altro mezzo per tutelare le persone dall'aggressore sono quasi impossibili, quindi nel 99,9% dei casi risulterebbe un omicidio gratuito ed immotivato, anche perché lo scopo della pena non è quello di vendicare, bensì quello di punire e riformare la persona.
E, tornando al discorso della pedofilia, ti faccio notare che è proprio la demonizzazione di queste persone (demonizzazione che tra la gente è indiscutibilmente diffusa) a far sì che queste persone, sole e abbandonate da tutti, si lascino andare e cedano ai loro istinti. Istinti che non vanno legittimati, altrimenti come dicevi tu dalla legittimazione di tali istinti si può facilmente arrivare alla legittimazione anche degli atti che ne derivano (essendone gli atti diretta conseguenza), tuttavia vanno compresi, e le persone che ne soffrono aiutate.


Possiamo calmarci?
E magari evitare di finire sempre su Sesso & co...? Insomma....
RIpeto per la 1000esima volta che non m'interessa granché frugare nei letti altri... altrimenti si salverebbero in pochi.
Non sono perfetta da poter stilare giudizi morali su altri... Ciascuno decida per sé e per sé sbagli. Nel peggiore dei casi, ha imparato una lezione per il futuro. Così credo io.


PS: Freud parla - lui stesso - di "sessualità" nei bambini, ma NON certo nel senso - perverso per non dire peggio - che i pedofili credono.
Mi auguro caldamente che nessuno, nessuno al mondo, vada a credere che i bambini desiderino avere rapporti o similia... per amore del Cielo.


quindi?Originariamente Scritto da aprile crudele
"pedofilofilo"?
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Allora: piantiamola immediatamente con questo "pedofilo" qua e là.
Se no si chiudono tutte le discussioni del genere.
Adesso basta.