Mi piacerebbe capire da voi perchè l'Mre ha fatto la scelta di aderire al listone invece di andare nella lista di Boselli che, secondo me, sarebbe stata per voi un approdo più congeniale. Grazie![]()


Mi piacerebbe capire da voi perchè l'Mre ha fatto la scelta di aderire al listone invece di andare nella lista di Boselli che, secondo me, sarebbe stata per voi un approdo più congeniale. Grazie![]()


ma io credo che pannella non ne voglia sapere dei repubblicani, siano di destra o di sinistra. Eh si che la Sbarbati era per abolire il concordato già nel '96. Ora però il problema piuttosto è se l'ulivo riprende l'mre o cosa, visto che le dichiarazioni della luciana sono piuttosto sul furibondo oggi. Scusate ma mi sento uno delle mre anch'io, per lo meno in questi giorni.![]()


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saluti
echiesa![]()


allora facciamo un po' il punto politico della situazione. Io vi leggo da anni e ho capito quali sono i vostri sentimenti, per cui non ho nessun interesse strumentale. Ritengo più che legittimo per un repubblicano non volerne nemmeno sentire parlare di Berlusconi, al punto di fregarsene di ogni questione per quanto rilevante accessoria. E comprendo che chi non ha avuto un rapporto diretto con il pri - quindi qui non te papero - non senta il bisogno di accettarne le decisioni e rompa. Badate che io questo lo riterrò pur sempre un errore perchè non è indebolendo uno strumento politico democratico come quello che è stato il mio partito, che si fa un servizio al paese, anche e a maggior ragione, se il mio partito sbaglia. Ma questa è un'opinione che può benissimo non essere condivisa. La questione politica invece è che anche il pri fondò l'ulivo, io credo che la luciana all'unità dica esattamente questo, perchè nel documento del '96 fondativo c'è la firma di La Malfa, che lei sosteneva alla segreteria del partito. Allora però ci accorgemmo che si intendeva l'ulivo in due modi diversi. Quello di Prodi e Parisi, che voleva un soggetto nuovo proveniente dalle tradizioni democratiche dell'arco costituzionale, un qualcosa che non aveva riferimenti europei e storici. Un punto d'inizio, un colpo di pistola, costruito su quello che si poteva prendere di meglio dai vecchi partiti. E quella di d'alema che voleva un arco di forze distinte impiegate dialetticamente per un progetto comune. Poi anche d'alema cambiò idea e dunque le identitè di ciascuno dovevano fondersi nell'acido del partito unitario. Badate che io posso anche capire una tesi di questo genere. Ma è che non ci credo. Non ci credo che ds e margherita rinuncino alla loro identità. Penso che spostino più avanti l'apertura del loro conflitto, e lo penso per la semplice ragione che popolari e socialisti siano e progettino cose diverse in Europa e dunque anche in Italia. E popolari e socialisti quelli restano. Come noi restiamo repubblicani. Ci dividiamo sul modo di intentendere l'identità repubblicana, magari, ed è scusate anche comprensibile se leggiamo cento anni di storia, ma nessuno ci vuole rinunciare. Nemmeno la luciana. E questo è il punto. Socialisti e cattolici hanno solo un punto d'accordo in comune: dargli addosso ai repubblicani. Se gli togli quello che cosa resta della loro alleanza? Così noi siamo prima stati sbattuti fuori dal centrosinistra, la luciana non ci ha creduto, era convinta che volessimo salire sul treno del berlusca, quando invece la malfa voleva salire sul treno perdente dell'ulivo. Ma non lo fecero salire nemmeno quando sapevano che avrebbero perso! Ed io sono ancora grato fdi questo a Veltroni e rutelli. E ora la storia si ripete per voi. Prendetela con filosofia. E' il miglior tributo che potevano dare al vostro repubblicanesimo. Questa, il vostro, il nostro repubblicanesimo, scusatemi, mi sembra l'unica cosa che oggi conti.![]()


Che a Pannella non sia mai importato nulla dei repubblicani mi sembra plausibile.
In generale, prima di quanto accaduto, avrei detto che aderire ad una lista che si propone di essere "un nuovo soggetto politico" per noi non avrebbe avuto senso, e che individuare la laicità come unico denominatore comune di un'alleanza non mi sarebbe sembrato sufficiente.
Comunque questa è una possibilità che ora valuterei, se non altro perché siamo stati cacciati; così come valuterei anche la possibilità di presentarsi da soli, se è praticabile. Magari non al Senato, dove non avrebbe senso e farebbe solo danni all'Unione; ma alla Camera sì.
E su questo ci potrebbe essere una sorpresa...ma voglio aspettare l'approvazione di questa legge per studiarmela un po'.


E' chiaro, Calvin, che la tua lettura repubblicanocentrica oggi acquisisce un quid di veridicità in più rispetto al passato. Personalmente mi convinci solo a metà, anche perché il mondo socialista ha dimostrato di essere molto meno berlusconizzato di voi, al momento buono, e il che è tutto dire....Originariamente Scritto da calvin
Comunque, ritengo interessante la tua opinione, cui voglio aggiungere qualche cosa.
Nemmeno io credo che il Partito Democratico riuscirà mai a decollare. E lo desumo da diversi fattori.
Prodi ha avuto gioco nel costruire un progetto unitario, lavorando sullo svuotamento politico di Ds e Margherita.
I Ds sono un partito che, caduto il comunismo e scartata l’eredità socialista, è cresciuto nella vaghezza: quattro componenti lo hanno rifondato (quella socialista, l’ambientalista, la cattolico-sociale e la repubblicana). Quattro componenti tra loro diverse, i cui esponenti hanno spesso vissuto il nuovo partito come un veicolo, come un contenitore dove continuare a sentirsi parte della propria tradizione d’origine. Un esempio sono proprio quelli di Sinistra Repubblicana: repubblicani a tutti gli effetti, prima ancora che diessini.
La Margherita invece è un mostro bifronte, in cui la testa laica e liberale e il corpo cattolico e sociale non sono mai andati d’accordo, dando origine ad un agglomerato politico catto-laico senz’anima e con poco mordente nell’uno e nell’altro versante.
Puntare alla fusione di questi ibridi in un ibrido più grande, appunto il Partito Democratico, è stata un'operazione che ha trovato un discreto margine per camminare.
Tuttavia, l’ibrido dei Ds e della Margherita si è fondato anche su un nocciolo culturale e identitario ben radicato nella tradizione: quello della militanza ex-comunista da un lato, quello del mondo cattolico dall’altro.
Quest’insieme di cose, unito al fatto che il calderone prodiano aveva l’ambizione di contenere anche partiti più piccoli ma di spiccata identità politica, ha indebolito molto il suo progetto. Senza contare poi l’incapacità del Professore di esercitare una guida ideale, un ruolo trainante sulla base di nuovi contenuti, nuovi programmi e nuove idee.
Dunque oggi cosa resta: resta un progetto a due, giacché i piccoli o si sono defilati (vedi Boselli) o non trovano spazio in quanto partiti (vedi Sbarbati). E resta un progetto a due indebolito dalle componenti dei duri e puri (i militanti ds di vecchio corso e il mondo cattolico dei Dl).
Se aggiungiamo che il nuovo sistema elettorale è di per sé un deterrente a questo progetto, ecco che il futuro di ciò che resta del Partito Democratico si sfalda come un castello di carte.
Detto questo, si impone un’analisi sulle strategie dei repubblicani. Oggi siamo impegnati affinché, malgrado gli errori commessi, si riesca a salvare qualcosa. Ma sarà difficile. Quello che ci può rincuorare è sapere che di repubblicani in Italia ne esistono ancora molti e che la ricerca di un’unità tra di noi (almeno a sinistra) è il primo punto di forza da costruire. E’ la strada che avremmo dovuto perseguire dall’inizio.
Oggi quest’occasione si ripresenta di nuovo: ignorarla sarebbe un suicidio.


Paolo, hai rotto con quest'antifona.Originariamente Scritto da Paolo Arsena
Come se fossimo noi ad ignorare qualcuno.
Perché non ci racconti (o non chiedi a Gizzi) cos'è stato detto della Sbarbati all'assemblea di Roma, eh?


che è stato detto alla mia lucianona, che manco io lo so?
Paolo scusa come fai a dire che siamo berlusconizzati se l'economist distrugge berlusca e salva il piano di la malfa oltre che il suo pri? Al limite mi potrai dire che Berlusconi non riuscirà a riconvertirsi al repubblicanesimo all'ultimo momento.


Non capisco il motivo di certe provocazioni artificiose. Ero presente dall'inizio alla fine, e a Luciana Sbarbati è stato unicamente rivolto un invito molto caloroso, negli stessi toni e nei contenuti che potete leggere nel documento finale approvato e pubblicato sul sito www.repubblicanidemocratici.it


Ho anch'io le mie fonti, Paolo.Originariamente Scritto da Paolo Arsena