



Non puoi!
In più ti tocca pure sopportare i tentativi idioti di presa per il culo dai masso-terroni.
Una cosa sola per ora hanno scampato: il taglio dei trasferimenti dei nostri soldini.
Quando avverrà andremo a ridere.
Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.


"I socialisti sono come Cristoforo Colombo: partono senza sapere dove vanno. Quando arrivano non sanno dove sono. Tutto questo con i soldi degli altri."


Tu sei solo un gran cafone maleducato che viene qui chiaramente col solo scopo molto "intelligente" di provocare.
Il tuo "altruismo" sull'indipendenza altrui non ci fa neppure sorridere.
Se solo avessi un po' di buon gusto eviteresti di sprecare il tuo tempo in questo modo.
Ora fai tu: o non ti fai più vedere spontaneamente o lo dovrai fare forzatamente, come sempre accade ai più furbi.
A te la scelta, sperando che almeno in questa tu possa dimostrare qualcosa di sensato.
Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.


Visto che la butti su questo tono, visto che non accetto minaccie da nessuno e visto che non mi fai per niente paura, penso che rimarrò con voi almeno fino a quando non infrangerò il regolamento.
Per tutelarmi in ogni caso farò una copia immagine di ogni mio intervento, se e quando deciderò di farne ovviamente.
"I socialisti sono come Cristoforo Colombo: partono senza sapere dove vanno. Quando arrivano non sanno dove sono. Tutto questo con i soldi degli altri."


Qui nessuno minaccia o intende fare inutilmente sciocca paura.
Qui semplicemente si chiede rispetto, se capisci cos'è.
E in qualche modo lo abbiamo finora sempre ottenuto.
Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.


Lascia perdere, non hai colto quella che voleva essere solo una estemporanea parentesi ironica che sarebbe nata e finità li.. e hai voluto far intendere che se non lascio questo forum mi cancellate i messaggi, a prescindere se infrangono o non infrangono il regolamento.
Altra cosa.. in itagliano .. Il rispetto è un atteggiamento e un comportamento improntato alla consapevolezza dei diritti e dei meriti altrui, dell'importanza e del valore morale e culturale di qualcuno.
Quello che intendi tu è il rispetto mafioso.
Che è ben altra cosa.
Ultima modifica di Supermario; 28-08-15 alle 13:59
"I socialisti sono come Cristoforo Colombo: partono senza sapere dove vanno. Quando arrivano non sanno dove sono. Tutto questo con i soldi degli altri."


Con questo tuo intervento hai toccato il fondo.
In tutti i sensi.
E' un condensato di codardìa e di frittata rigirata per comodità, in quanto cerchi di svicolare dalle tue responsabilità, ben precise, essendo tu andato appositamente a ricercare un vecchio intervento di Eridano, estrapolandolo da ogni suo significato nel discorso di allora, per poter entrare e sfottere.
Per poi passare ad altre provocazioni e a derisioni varie, ora diventate per comodità ironia. Cosa che neppure conosci.
Come non conosci il rispetto, se non quello mafioso che impudentemente arrivi persino ad appioppare a me e indirettamente a chi scrive su Padania.
Per conoscere il significato di quell'altro hai dovuto andartelo ad imparare sul dizionario, ma una cosa fondamentale non l'hai capita: il rispetto chi lo pretende deve prima di tutto meritarselo, cosa che non fa proprio al caso tuo.
In sintesi: mi sei completamente scaduto. Sinceramente mi ero illuso che almeno fossi intelligente, anche se avrei dovuto capire tutto da quell'avatar con il testimonial ebete della nuova renault espace.
Una vera delusione.
Che con immenso piacere non avrà seguito.
Hai toccato il fondo, come dicevo.
Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.




1 aprile 2016
Non ci cambieranno
Siamo al sicuro nelle nostre case. Siamo in cucina, in soggiorno, in camera da letto. Leggiamo i giornali o guardiamo in tv le immagini dell’ultimo attentato dell’Isis, mentre aspettiamo che cominci la fiction, o la partita. Ma siamo anche al bar di sotto, in ufficio, in macchina, a scuola, al supermercato. Facciamo le nostre solite cose, ascoltando la radio che aggiorna la cosiddetta contabilità della strage: 12 morti, no 34, anzi 32, però ci sono dei feriti molto gravi. Molti di loro hanno subito amputazioni, scopriamo scolando la pasta. È caccia all’uomo per il terrorista che non si è fatto esplodere, apprendiamo mentre ci prepariamo per la nostra oretta di tennis, o per l’aperitivo con gli amici, o la partita di burraco.
Siamo sconvolti? Siamo terrorizzati? Macché. Mica dobbiamo andare all’aeroporto, domani. E poi da noi i servizi segreti finora hanno funzionato (finora), mica come quelli dei belgi, gente che non a caso popola le barzellette dei francesi. È la nostra normalità. Il terrore come un’eco lontana, soltanto amplificata da stampa e tv. Una questione che non ci riguarda (finora), noi che siamo ben più preoccupati della rata del mutuo, della cartella di Equitalia, di quel piccolo guaio di salute, di quel parente con cui continuiamo a litigare… Che cos’è una bomba esplosa a centinaia o migliaia di chilometri di distanza a confronto con le nostre innumerevoli grane quotidiane? È brutto dirlo, vero?
Ma quanti sono (finora) coloro i quali hanno cambiato le proprie abitudini o il proprio stile di vita a causa dei kamikaze islamici e dei tagliagole di Raqqa? Certo, ci si comincia a chiedere se sia sicuro prendere quel treno o quell’aereo, se vale la pena andare a quel concerto o allo stadio, e se magari non conviene rimandare quel viaggetto a cui tenevamo tanto. Ma poi prevale il buon senso, il ragionamento statistico, il fatalismo. E continuiamo a vivere come abbiamo sempre vissuto, con qualche minuscola inquietudine in più. Finora.
Non chiamatela indifferenza, per favore. Non c’entra nulla, l’indifferenza. Piuttosto, sono forme legittime di autodifesa, psicologica prima ancora che fisica. È in corso la Terza guerra mondiale, «a pezzetti», come ha detto il Papa. Una guerra iniziata l’11 settembre 2001 ed esplosa realmente con la devastante decisione di Bush junior di invadere l’Iraq, due anni dopo. Dal gennaio 2015 la guerra è arrivata in Europa, mentre l’Isis perde terreno in Siria e ne conquista in Libia, a poche decine di miglia dalle nostre coste, e mentre il dramma dei profughi mette in crisi l’idea stessa di unione continentale. Le bombe, gli attentati, gli ammazzamenti, le sparatorie, le morti assurde anche di nostri connazionali non sono che il sottofondo indistinto di qualcosa che ci sfiora ma non ci ha ancora colpito. E la nostra autodifesa consiste proprio nella pervicacia con cui ci rifiutiamo di cambiare le abitudini. Noi viviamo dentro la civiltà democratica occidentale. Loro, i nemici, i fanatici di ciò che è stato efficacemente descritto come uno scisma dalla religione islamica, vogliono ucciderci o sottometterci. Noi non glielo lasceremo fare, e la nostra prima trincea è proprio in quella banale quotidianità che non permetteremo venga scalfita.
Poi, d’accordo, occorre anche combatterli. Conoscerli, combatterli e sconfiggerli. «Sarà una guerra lunga», ha detto il premier Matteo Renzi. La vinceremo, se l’Europa saprà presentarsi davvero unita, e se il mondo musulmano – che non intendo chiamare moderato – imparerà a prendere le distanze dagli jihadisti, invece di invocare incongrue dichiarazioni di reciprocità (ho sentito in tv un imam dire: «Perché piangete i morti di Bruxelles e non piangete i nostri morti in Siria?»). Questa guerra non la vinceremo solo con le armi, e neppure con la nostra cocciuta resistenza quotidiana. La vinceremo tutti insieme il giorno in cui i musulmani per primi ripudieranno il medioevo barbarico nel quale qualche migliaio di loro estremisti vorrebbe farci ripiombare.
Non ci cambieranno | Blog del direttore
Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
Tacito, Agricola, 30/32.