
Originariamente Scritto da
Mjollnir
« Molto mi piace la lieta stagione di primavera »
Molto mi piace la lieta stagione di primavera
Che fa spuntar foglie e fiori,
E mi piace quand'odo la festa
Degli uccelli che fan risuonare
II loro canto pel bosco,
E mi piace quando vedo su pei prati
Tende e padiglioni rizzati,
Ed ho grande allegrezza
Quando per la campagna vedo a schiera
Cavalieri e cavalli armati.
E mi piace quando gli scorridori
Mettono in fuga le genti con ogni lor roba,
E mi piace quando vedo dietro a loro
Gran numero d'armati avanzar tutti insieme,
E mi compiaccio nel mio cuore
Quando vedo assediar forti castelli
E i baluardi rovinati in breccia,
E vedo l'esercito sul vallo
Che tutto intorno è cinto di fossati
Con fitte palizzate di robuste palanche.
Ed altresì mi piace quando vedo
Che il signore è il primo all'assalto,
A cavallo, armato, senza tema,
Che ai suoi infonde ardire
Così, con gagliardo valore;
E poi eh'è ingaggiata la mischia
Ciascuno dev'essere pronto
Volonteroso a seguirlo,
Che niuno è avuto in pregio
Se non ha molti colpi preso e dato.
Mazze ferrate e brandi, elmi di vario colore,
Scudi forare e fracassare
Vedremo al primo scontrarsi
E più vassalli insieme colpire,
Onde erreranno sbandati
I cavalli dei morti e dei feriti.
E quando sarà entrato nella mischia
Ogni uomo d'alto sangue
Non pensi che a mozzare teste e broccia:
Meglio morto che vivo e sconfitto!
Io vi dico che non mi da tanto gusto
Mangiare, bere o dormire,
Come quand'odo gridare « all'assalto »
Da ambo le parti, e annitrire
Cavalli sciolti per l'ombra,
E odo gridare: « aiuta, aiuta! »
E vedo cader pei fossati
Umili e grandi tra l'erbe,
E vedo i morti che attraverso il petto
Han tronconi di lancia coi pennoncelli.
Baroni, date a pegno
Castelli, borgate e città,
Piuttosto che cessare di guerreggiarvi l'un l'altro.
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Tratto da: A. Roncaglia, Poesia dell'età cortese. Milano, Nuova Accademia, 1961, pp. 351-53)