Dal famoso monologo di Gaber, riveduto e corretto![]()
Uh? No, non è vero, io non ho niente da rimproverarmi. Voglio dire... non mi sembra di aver fatto delle cose gravi.
La mia vita? Una vita normale. Non ho mai rubato, neanche in casa da piccolo, non ho ammazzato nessuno, figuriamoci!... Qualche atto impuro ma è normale no?
Lavoro, ho una famiglia, pago le tasse. Non mi sembra di avere delle colpe... non vado neanche a caccia!
Uh? Ah, voi parlavate di prima! Ah... ma prima... ma prima mi sono comportato come tutti.
Come mi vestivo? Mi vestivo, mi vestivo come ora… beh non proprio come ora, un po’ più… sì, jeans, maglione, la camicia verde. Perché? Non va bene? Era comodo.
Cosa cantavo? Questa poi, volete sapere cosa cantavo. Ma sì certo, anche canzoni popolari, sì… “O mia bela madunina”. Devo parlar più forte? Sì, “O mia bela madunina” l’ho cantata, d’accordo, e anche l’“Va’ Pensiero”, però in coro eh!
Sì, quello sì, lo ammetto, sì, ci sono andato, sì, li ho visti anch’io giurare a Venezia... però non ho pianto!
Come? Se in camera ho delle foto? Che discorsi, certo, le foto dei miei genitori, mia moglie, mia…
Manifesti? Non mi pare... Forse uno, piccolo proprio.... Pontida 1996. Ma che cos’è, un processo questo qui?
No, no, no, io quello no, io il pugno non l’ho mai fatto, il pugno no, mai. Beh insomma, una volta ma… un pugnettino, rapido proprio…
Come? Se ero leghista? Eh. Mi piacciono le domande dirette! Volete sapere se ero leghista? No, no finalmente perché adesso non ne parla più nessuno, tutti fanno finta di niente e invece è giusto chiarirle queste cose, una volta per tutte, ohhh!
Se ero leghista. Mah! In che senso? No, voglio dire…
Qualcuno era leghista perché era nato in Val Brembana.
Qualcuno era leghista perché il nonno, lo zio, il papà… la mamma no.
Qualcuno era leghista perché vedeva la Svizzera come una promessa, la Scozia come una poesia, il federalismo come il Paradiso Terrestre.
Qualcuno era leghista perché si sentiva solo.
Qualcuno era leghista perché aveva avuto un’educazione troppo cattolica.
Qualcuno era leghista perché il cinema lo esigeva, il teatro lo esigeva, la pittura lo esigeva, la letteratura anche… lo esigevano tutti.
Qualcuno era leghista perché “La Storia è dalla nostra parte!”.
Qualcuno era leghista perché glielo avevano detto.
Qualcuno era leghista perché non gli avevano detto tutto.
Qualcuno era leghista perché prima era fascista.
Qualcuno era leghista perché aveva capito che la Svizzera andava piano ma lontano.
Qualcuno era leghista perché Bossi era una brava persona.
Qualcuno era leghista perché Berlusconi non era una brava persona.
Qualcuno era leghista perché era ricco ma amava il popolo.
Qualcuno era leghista perché beveva il vino e si commuoveva alle feste popolari.
Qualcuno era leghista perché era così ateo che aveva bisogno di un altro Dio.
Qualcuno era leghista perché era talmente affascinato dai padani che voleva essere uno di loro.
Qualcuno era leghista perché non ne poteva più di fare l’operaio.
Qualcuno era leghista perché voleva l’aumento di stipendio.
Qualcuno era leghista perché l’identità la tradizione il popolo padano. Facile no?
Qualcuno era leghista perché la secessione oggi no, domani forse, ma dopo domani sicuramente…
Qualcuno era leghista perché “Viva Cattaneo, viva Miglio, viva Bossi”.
Qualcuno era leghista per fare rabbia a suo padre.
Qualcuno era leghista perché guardava sempre TelePadania.
Qualcuno era leghista per moda, qualcuno per principio, qualcuno per frustrazione.
Qualcuno era leghista perché voleva secedere da tutto.
Qualcuno era leghista perché non conosceva gli impiegati statali, parastatali e affini.
Qualcuno era leghista perché aveva scambiato la secessione per il “Vangelo secondo Bossi”.
Qualcuno era leghista perché era convinto d’avere dietro di sé il popolo padano.
Qualcuno era leghista perché era più leghista degli altri.
Qualcuno era leghista perché c’era la grande Lega Nord.
Qualcuno era leghista nonostante ci fosse la grande Lega Nord.
Qualcuno era leghista perché non c’era niente di meglio.
Qualcuno era leghista perché abbiamo il peggiore Partito Socialista d’Europa.
Qualcuno era leghista perché lo Stato peggio che da noi solo l’Uganda.
Qualcuno era leghista perché non ne poteva più di quarant’anni di governi viscidi e ruffiani.
Qualcuno era leghista perché piazza Fontana, Brescia, la stazione di Bologna, l’Italicus, Ustica, eccetera, eccetera, eccetera.
Qualcuno era leghista perché chi era contro era leghista.
Qualcuno era leghista perché non sopportava più quella cosa sporca che ci ostiniamo a chiamare democrazia.
Qualcuno credeva di essere leghista e forse era qualcos’altro.
Qualcuno era leghista perché sognava una libertà diversa da quella americana.
Qualcuno era leghista perché pensava di poter essere vivo e felice solo se lo erano anche gli altri.
Qualcuno era leghista perché aveva bisogno di una spinta verso qualcosa di nuovo, perché era disposto a cambiare ogni giorno, perché sentiva la necessità di una morale diversa, perché forse era solo una forza, un volo, un sogno, era solo uno slancio, un desiderio di cambiare le cose, di cambiare la vita.
Qualcuno era leghista perché con accanto questo slancio ognuno era come più di se stesso, era come due persone in una. Da una parte la personale fatica quotidiana e dall’altra il senso di appartenenza a una razza che voleva spiccare il volo per cambiare veramente la vita.
No, niente rimpianti. Forse anche allora molti avevano aperto le ali senza essere capaci di volare, come dei gabbiani ipotetici.
E ora? Anche ora ci si sente come in due: da una parte l’uomo inserito che attraversa ossequiosamente lo squallore della propria sopravvivenza quotidiana e dall’altra il gabbiano, senza più neanche l’intenzione del volo, perché ormai il sogno si è rattrappito.
Due miserie in un corpo solo.
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