Dicono che adesso, dopo il boomerang che gli è tornato sulle corna, quel furbastro di Franceschiello sia seriamente intenzionato a licenziare lo spin doctor che gli ha suggerito la furbata di invitare il Berlusca a partecipare alla Festa Nazionale di Liberazione.
E' bastato un attimo al nostro GP (Grande Presidente) per capire che quell'invito era una trappola e nel mezzo attimo seguente è arrivata la risposta: avrebbe partecipato pure lui. Forse...
Il resto è storia.
Di come sia andato, di come abbia parlato e detto cose apprezzabbbbili, di come abbia spiazzato gli avversari con lo spostamento del G8 a L'Aquila, di come abbia tagliato le unghie a certi delinquenti che ora si trovano col cerino in mano ma non possono più appiccare il fuoco...
Tutte belle cose... Da GS (Grande Statista) qual'è diventato con un gesto pacificatorio ha teso la mano (qualcuno ci vede già il saluto romano ma poco importa) ad una sinistra in gramaglie orfana di ideologie e di passato cui ancorarsi, travolta dalla storia, dimentica dei suoi principi per averli traditi con un discorso peloso, buonista, un volemose bbene che i sinistrati (in mancanza d'altro) hanno perfino gradito.
Salvo qualche ridicolo distinguo...
Il problema, caro GP, è che non si può generalizzare così: a noi sta benissimo che il 25 Aprile sia la Festa della Libertà o della Liberazione dal nazifascismo, a noi sta benissimo che tale merito sia riconosciuto alle forze partigiane e quelle azioni di rivolta abbiano riscattato la Nazione agli occhi del mondo...
... ma non bisogna mai dimenticare ciò che è accaduto dal 26 Aprile in poi in Italia ad opera della partigianeria comunista, delle purghe, delle cacce all'uomo, delle collusioni con la Jugoslavia di Tito e anche più in là... di quella guerra civile taciuta, sottaciuta, nascosta e negata che insanguinò il Paese per mesi... di quella guerra di propaganda comunista che per decenni ha svillaneggiato il concetto di Nazione e di Patria tesa com'era a svendere l'Italia ad un paese nemico... di quell'appropriazione indebita di concetti valoriali e universali quali Libertà e Democrazia che avrebbero dovuto essere patrimonio condiviso di TUTTI gli italiani e che invece venivano presentati come una conquista ad opera di una sola parte politica.
Solo negli ultimi anni ci siamo resi conto di quanto invadente, potente e nefasta sia stata l'ingerenza del pensiero comunista in tutti i campi a cominciare dall'istruzione scolastica per arrivare al controllo sulla cultura e, in parte, sull'informazione giornalistica con quel segreto compromesso con la vecchia classe politica per cui ai rossi non era consentito governare ma, in cambio, potevano fare ciò che volevano.
Cancellare tutto questo, caro Silvio, può essere il gesto magnanimo del vincitore che non deve mai stravincere, può essere un ponte teso all'altra sponda, può avere certamente dei risvolti positivi in termini di consenso ma non può certo contentare tutti.
Non quelli che non dimenticano e non voglioni dimenticare.




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