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Citazione:
Originariamente Scritto da epixx
non c'entra la morale, no c'entra nulla.
nell'articolo si parla di etica, tutt'al più, e non c'è alcun riferimento a giudizi di valore.
anzi, a me pare che sia molto chiaro nel dfinire la normalità non secondo una logica "moralista", ma che la leghi intimamente al rapporto tra i partner
il problema etico è risolto col fatto dell'accordo col partner. automaticamente viene meno il concetto stesso di perversione
salvo si decida una classificazione della tipologia del rapporto in base appunto a giudizi di valore (che nell'articolo nn ci sono)
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Citazione:
Originariamente Scritto da Il_Grigio
Mi fai torto; l'articolo l'ho letto ed è proprio per quello che, senza aver letto il libro, lo considero come una semplice operazione commerciale.
Un libro scritto per dare l'impressione a tutti di essere un po trasgressivi e bohemienne, per far sentire chi non lo è come un pericoloso vizioso dalle oscure brame. In linea di principio diffido di chi si appella clichè così facili, specie poi se collegati al sesso (che rende la vendita ancor più appetibile per l'editore ).
A me non sembra, perlomeno dall'articolo.
Alcune riflessioni sono interessanti, vedi
Citazione:
In che senso lei dice che ogni atto perverso si compie in un registro etico?
«Io abbandono il criterio comportamentale, mi allontano da un´analisi di certe condotte farsesche dei perversi. È chiaro che anch´io tendo a presentare le perversioni come una messa in scena, un´impostura. Ma in realtà non conta tanto che cosa uno fa eroticamente e con chi, quanto piuttosto se e come è presente l´altro con cui lo fa. E così che si entra in un registro squisitamente etico».
Citazione:
Per dirla più chiaramente: quando un atto sessuale non è perverso?
«Quando l´altro è un fine per me, quando desidero il suo benessere. Non può bastarmi il piacere che traggo dall´altro, nemmeno la fierezza per il mio potere di gratificarlo sessualmente, ma il fatto che l´altro provi piacere sessuale, o anche altro piacere, assieme a me... In questo senso, che so, andare a puttane - atto eterosessuale considerato da sempre normalissimo - a me sembra senz´altro perverso. Al contrario, un atto omosessuale non lo è affatto nella misura in cui i due partner traggono reciprocamente piacere non solo uno dall´altro, ma anche uno dal piacere dell´altro».
Credo sia essenziale che lo studio della sessualità parta da un approccio relazionale. Nel senso che è assolutamente vero che una delle "scissioni" tra perversioni di tipo psicopatologico e "comportamenti denominati perversi" è proprio che mentre il pervertito di per se' pensa solo alla risoluzione del proprio problema sessuale, sia esso identitario o comportamentale, i cosiddetti "comportamenti perversi" visti nell'ambito del rapporto sia di coppia con relative estensioni non rappresentano di per se' una qualche psicopatologia, ma bensi una ricerca di "accordo" tra le varie fantasie sessuali dei due partner.
In tal senso penso che in questo ambito, ci siano varie forme non appunto di perversione, ma di "estensione" dei riferimenti sessuali.
E credo che un fenomeno di questo tipo non sia affatto un indice di una qualche "immoralità" ma semplicemente naturale, in quanto di per se' la sessualita' meccanicistica diventa abitudinaria e causa del calo del desiderio, fenomeno assolutamente normale.
A questo punto entrano in gioco elementi che posso essere diversi, dal "luogo" (es. c'è chi magari adorerebbe farlo in ascensore), al contesto, (in luoghi pubblici magari facendosi guardare), con oggetti o quant'altro, fino alla prima "barriera" che è quella di interventi di "estranei" alla coppia.
Al riguardo, credo che nell'ambito di "estensione" di questi riferimenti il piu' classico è quello delle coppie scambiste, perche' rappresenta di per se' stesso uno "scambio alla pari" senza la cosiddetta "paura del confronto" nè per l'uno nè per l'altro componente della coppia.
C'è pero appunto da rilevare che queste casistiche (normalmente spinte dal maschio) nascono molto piu' frequentemente all'interno di coppie con "bisogni o componenti sessuali" di tipo diverso o comunque non esprimibile nell'ambito di coppia.
Il caso classico è che frequentemente nella componente femminile (o raramente maschile) le coppie scambiste sono bisex. Proprio perche' un tale tipo di riferimento sessuale non puo' essere "completato" nell'ambito di coppia.
Un altra casistica è quella dell'esibizionismo puro, in cui normalmente si ha a che fare con donne fortemente egocentriche magari di alta estrazione sociale, ricercatissime nell'abbigliamento intimo, che amano essere "desiderate" e "scegliersi" i partner come soggetti di proprio dominio, non potendo avvalersi di questa facolta' con il proprio partner di coppia.
Un' altra casistica è quella del masochismo o della "sindrome de la Bue" (nome esatto di quella volgarmente denominata ninfomania patologica), in cui uno dei partner ha necessità di essere dominato, "brutalizzato e goduto" (in senso lato si badi bene) da uno o piu' partner, casistica rara ma pericolosa e alquanto destabilizzante sopratutto per l'altro partner.
Quello che penso è che tutta questa "gamma" di comportamenti definibili "perversi" non sia altro che una ricerca di un equilibrio ottimale, che non sempre si attua solo ed esclusivamente nell'ambito della coppia, nonchè della possibilità di ravvivare un desiderio che puo' chiaramente calare con il tempo e con l'abitudine.
C'è anche da dire che sorprendentemente se le maggiori "remore" in tal senso in fase iniziale sono femminili, i maggiori "danni" successivi li subisce la parte maschile, sopratutto se non riesce a scindere la componente "giocosa" del sesso da quella affettiva.
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Citazione:
Originariamente Scritto da epixx
cito:
Per dirla più chiaramente: quando un atto sessuale non è perverso?
«Quando l´altro è un fine per me, quando desidero il suo benessere. Non può bastarmi il piacere che traggo dall´altro, nemmeno la fierezza per il mio potere di gratificarlo sessualmente, ma il fatto che l´altro provi piacere sessuale, o anche altro piacere, assieme a me... In questo senso, che so, andare a puttane - atto eterosessuale considerato da sempre normalissimo - a me sembra senz´altro perverso. Al contrario, un atto omosessuale non lo è affatto nella misura in cui i due partner traggono reciprocamente piacere non solo uno dall´altro, ma anche uno dal piacere dell´altro».
mi pare che di morale qui non ci sia l'ombra. è etica applicata al rapporto tra i partner, quanto di più lontano dalla classificazione aprioristica ci sia...
ne consegue che se io accarezzo la mia partner fino a farla venire, in quel momento IO sono etico (perchè mi preoccupo del suo piacere) mentre lei, tendenzialmente, non lo sarebbe, visto che non si sta preoccupando del fattto che io provi piacere o meno....??
più ci addentriamo nella discussione, più mi pare che l'autore sia un filo confuso....
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Citazione:
Originariamente Scritto da epixx
cito:
Per dirla più chiaramente: quando un atto sessuale non è perverso?
«Quando l´altro è un fine per me, quando desidero il suo benessere. Non può bastarmi il piacere che traggo dall´altro, nemmeno la fierezza per il mio potere di gratificarlo sessualmente, ma il fatto che l´altro provi piacere sessuale, o anche altro piacere, assieme a me
Insomma, aria fritta. Tanto per restare nell'ambito ed utilizzare la stessa definizione di questo scrittore, se un uomo ed una donna si frustano a vicenda, si tagliano le vene e sbattono con la testa nel muro durante l'atto sessuale, ma si trovano entrambi in uno stato di benessere, non c'è perversione. E del resto così è. Au revoir!
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Originariamente Scritto da Fuori_schema
A me non sembra, perlomeno dall'articolo.
Alcune riflessioni sono interessanti, vedi
[...omissis....]
Quello che penso è che tutta questa "gamma" di comportamenti definibili "perversi" non sia altro che una ricerca di un equilibrio ottimale, che non sempre si attua solo ed esclusivamente nell'ambito della coppia, nonchè della possibilità di ravvivare un desiderio che puo' chiaramente calare con il tempo e con l'abitudine.
C'è anche da dire che sorprendentemente se le maggiori "remore" in tal senso in fase iniziale sono femminili, i maggiori "danni" successivi li subisce la parte maschile, sopratutto se non riesce a scindere la componente "giocosa" del sesso da quella affettiva.
Mi sono sobbarcato tutto il tuo papello ma non ho capito come quello che scrivi mi contraddica....:confused:
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Che belli questi discorsi :D
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Citazione:
Originariamente Scritto da neroblu
ne consegue che se io accarezzo la mia partner fino a farla venire, in quel momento IO sono etico (perchè mi preoccupo del suo piacere) mentre lei, tendenzialmente, non lo sarebbe, visto che non si sta preoccupando del fattto che io provi piacere o meno....??
più ci addentriamo nella discussione, più mi pare che l'autore sia un filo confuso....
ma no, ma perchè devi assolutizzare...questo che scrive è uno psicologo, parla di perversioni e le affronta da un punto di vista a mio avviso piuttosto originale...
per rispondere all'esempio che fai tu, potrebbe essere una perversione se tu accrezzassi la tua partner non per darle piacere ma perchè quell'atto è l'unico che ti fa provare piacere, come dire, se nel tuo gesto non vi fosse l'interesse per la partner ma solo la ricerca della risposta al tuo bisogno.
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Citazione:
Originariamente Scritto da neroblu
ne consegue che se io accarezzo la mia partner fino a farla venire, in quel momento IO sono etico (perchè mi preoccupo del suo piacere) mentre lei, tendenzialmente, non lo sarebbe, visto che non si sta preoccupando del fattto che io provi piacere o meno....??
più ci addentriamo nella discussione, più mi pare che l'autore sia un filo confuso....
credo che per etica intenda semplicemente atteggiamento rispettoso della altrui soggettività
infatti il discorso regge finche si parla di etica nello scambio.
regge meno quando decide di cancellare il concetto stesso di perversione coll'assurdo esempio della sessualità femminile come implicitamente perversa
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Citazione:
Originariamente Scritto da Il_Grigio
Mi sono sobbarcato tutto il tuo papello ma non ho capito come quello che scrivi mi contraddica....:confused:
Il Grigio Dixit:
Citazione:
Un libro scritto per dare l'impressione a tutti di essere un po trasgressivi e bohemienne, per far sentire chi non lo è come un pericoloso vizioso dalle oscure brame. In linea di principio diffido di chi si appella clichè così facili, specie poi se collegati al sesso (che rende la vendita ancor più appetibile per l'editore ).
Non credo che ci sia l'intenzione da parte dell'autore di "dare impressione a tutti di essere trasgressivi", ma sopratutto con il tuo "per far sentire chi non lo è" in realtà non hai capito il messaggio, in quanto se tu o chi per te si senta "escluso" da questa presunta "perversione" hai scisso una casistica che in realtà non doveva essere scissa, in quanto il concetto stesso di perversione, in termini psicoanalitici e non "commerciali" è in realtà presente in ciascuno di noi, in varie forme e tipologie.
Se poi ti fai sviare dall'etimo comune di "perversione" allora è un problema tuo di cognizione non dell'autore.
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Citazione:
Originariamente Scritto da epixx
ma no, ma perchè devi assolutizzare...questo che scrive è uno psicologo, parla di perversioni e le affronta da un punto di vista a mio avviso piuttosto originale...
Il voler vedere la perversione in un atto così normale, così naturale come dovrebbe essere la penetrazione di una donna da parte di un uomo mi sembra una ricerca dell'originalità ad ogni costo...diventa perversione quando è vissuta in modo anormale, però questo non può valere per tutte le donne ed entriamo nella patologia...