Berlusconi col cappello da panettiere![]()


Berlusconi col cappello da panettiere![]()


C’è un’Italia - fatta di famiglie che hanno bisogno della badante per le persone anziane; di piccole imprese che vorrebbero regolarizzare il lavoratore immigrato che impiegano in nero ormai da mesi o addirittura anni; di clandestini che vorrebbero lavorare onestamente rifiutando l’arruolamento nella manovalanza della piccola o grande criminalità - che si è messa da giorni in fila allo sportello delle raccomandate di tutti gli uffici postali.
Obiettivo: conquistare il timbro buono - quello delle ore quattordici e trenta più un secondo - sulla richiesta di assunzione che un cittadino italiano - famiglia o imprenditore che sia - rivolge ad un cittadino extracomunitario, avviando così la procedura che consente il suo «ingresso legale» in Italia.
È la fiera del malgoverno e della ipocrisia. Del malgoverno, perché il sacrosanto principio della programmazione degli ingressi di lavoratori extracomunitari in Italia - con i relativi, periodici decreti sulla determinazione dei flussi da ogni paese ed area geografica - è stato applicato dalla Bossi-Fini in una chiave inutilmente punitiva - quasi che il nostro sistema economico e sociale non avesse un assoluto bisogno di questi lavoratori - così da determinare una sistematica sottostima delle esigenze e un difficile rapporto con i Paesi di origine.
Dell’ipocrisia, perché dietro la faccia truce di chi impone questa defatigante procedura - decreto sui flussi, emanato in data incerta e sempre diversa di anno in anno; domanda del datore di lavoro; accettazione di un numero limitato di domande, in base ad una graduatoria determinata dai minuti secondi della presentazione; procedura da espletare presso ambasciate e consolati italiani - c’è la perfetta consapevolezza di una realtà del tutto diversa da quella formalmente prevista dalla legge. In primo luogo, le domande - regolarmente firmate da datori italiani, impegnati a garantire anche la disponibilità di un alloggio per il lavoratore che chiedono di poter assumere - sono sistematicamente un multiplo degli ingressi “programmati”. Perché non “programmare” finalmente ciò che serve, visto che la responsabilità del datore italiano è piena? O, almeno, perchè non “tenere buone” le domande insoddisfatte di oggi, in vista dell’applicazione del decreto flussi del prossimo anno, con la sola condizione della riconferma di volontà da parte del datore? È del tutto fuori luogo sospettare che non si faccia né l’una, né l'altra cosa per alimentare, invece che combattere, l’immigrazione clandestina?
In secondo luogo, le code agli sportelli sono in larga misura composte dagli stessi lavoratori extracomunitari che la “legge” vorrebbe nei loro Paesi di origine, in fiduciosa e trepida attesa di ricevere la chiamata dell’ambasciata italiana per la concessione del visto di ingresso nel nostro Paese. Il governo di centro-destra che individua e rimpatria i clandestini? Cerchiamo di essere seri, solo un irresponsabile come Calderoli potrebbe nutrire propositi di questo tipo... qui, l’unico rimpatrio che effettivamente avverrà è quello dei pochi lavoratori che vedranno accolta la domanda del datore di lavoro che li riguarda: essi infatti - una volta acquisita la certezza dell’accoglimento della stessa - torneranno nel Paese d’origine per completare la procedura presso le sedi diplomatiche italiane e ritornare “regolarmente” in Italia. Spese enormi - a carico del datore italiano, o del lavoratore extracomunitario, o di entrambi - che testimoniano, con la loro stessa entità, del sacrificio cui l’uno e l’altro sono costretti a sottoporsi, al solo scopo di garantirsi un bene - la prestazione regolare di lavoro - che rientra nell’interesse generale del Paese.
La soluzione? Flussi quantitativamente e qualitativamente misurati sulle esigenze delle famiglie e delle imprese italiane. Più severo controllo della clandestinità, ridimensionata dalla crescente regolarizzazione di quanti lavorano onestamente in Italia. Procedure che non costringano a ricominciare ogni anno tutto da capo e non obblighino migliaia di imprenditori e cittadini onesti a fare carte false per ottenere una regolare e normale prestazione di lavoro.




Beh, i sondaggi possono portare a conclusioni errate quando danno scarti dello 0,5-1%, ma quando cominciamo a parlare di quasi il 7, con trend in crescita ...Originariamente Scritto da salerno69


Il nano dice che i sondaggisti sono COMUNISTIOriginariamente Scritto da vend. solitario
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e tutti i bananas ci credono
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Beh il campione potrebbe anche essere distorto, ma dal momento che il distacco è superiore al 6%, la probabilità che la cdl abbia la maggioranza è decisamente piccola ( non la considerei, a lume di naso, superiore allo 0,5-1%, ad essere generosi). Bisognerebbe però capire, in base alla nuova legge truffa, che cosa può accadere ( anche secondo la distribuzione dei voti nei vari collegi) relativamente all'assegnazione dei seggi.Originariamente Scritto da salerno69


Avremo comunque una netta maggioranzaOriginariamente Scritto da vend. solitario
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Scrivevo così perché ho letto (relata refero) che la legge contiene dei trucchi ( guarda caso!) che, secondo alcuni, in caso di maggioranza di voti inferiore al 3% darebbe la maggioranza dei seggi alla destra. Non so se sia vero. Sono quasi certo, però, che la maggioranza del csx sarà maggiore del 3% (mi auguro superiore al 7). In tal caso rimangono solo i brogli elettorali (stiamo attenti, questi sono dei superbastardi!).Originariamente Scritto da salerno69


straquoto... è una "porcheria"...Originariamente Scritto da vend. solitario
Se lo dice lui che l'ha scritta :P
Forte quando Prodi gli ha risposto "Non avevamo bisogno certo che ce lo dicesse lui..." (il furbacchione della lega).


PROFONDAMENTE SCHIFATO!Originariamente Scritto da PhantomXK9
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