Risultati da 1 a 7 di 7

Discussione: Gli Esiliati

  1. #1
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    Predefinito Gli Esiliati

    GLI ESILIATI
    (dal blog: http://conlalingua.splinder.com )

    Durante la maratona radiotelevisiva-elettorale del nostro presidente del consiglio (solo tra venerdi’ e sabato SETTE ore di presenza in video, che nemmeno Fidel Castro aveva mai osato tanto) sono volate di nuovo parole inquietanti quali: se vince la sinistra tornerebbe un regime di terrore e di morte, e l’unica soluzione per i democratici sarebbe l’esilio, da contrapporsi agli scenari paventati dalla sinistra che prevedono, in caso di vittoria di Berlusconi, un ritorno al regime fascista, senza liberta’ di espressione, di stampa e (si mormora ma non si grida) non e’ esclusa purga e manganello.
    Anche in questo caso, l’unica soluzione democratica potrebbe essere l’esilio.

    Ora, io che di fatto vivo in esilio da decenni, prima come emigrante in Germania, poi come lavoratore in Francia, minatore in Belgio, e via via nella scala sociale fino ad arrivare ad essere non-umano in Giappone (all’aeroporto di Tokio, all’ufficio immigrazione c’era l’ideogramma che divideva le file: da una parte VERI UOMINI, dall’altra, la mia: ALIENI) mi chiedo come sia possibile in un Paese che e’ sempre stato un esempio di Civilta’, Pensiero e Bellezza, che non si sia in grado di offrire ai cittadini una campagna elettorale dove siano esposte con serenita’ PROGRAMMI DI GOVERNO!!
    E non le solite trite e ritrite demagogie…

    Mah.

    A proposito di esilio pero’ c’e’ un’altra nota dolente che vorrei sottolineare.
    D’Alema e Fassino stanno tentando di recuperare l’irrecuperabile dicendo che si’, qualche errore l’avranno pure commesso ma non rubato.
    Sara’.
    Ma se tra gli errori commessi c’e’ quello di aver buttato al macero la questione morale della Sinistra, allora dovrebbero riflettere. Perche’ tra questi errori c’e’ pure quello irreversibile d’aver rivalutato Craxi e il suo ultimo discorso al Parlamento, prima di finire in ESILIO i suoi giorni.
    Eh si’, perche’ ormai e’ appurato, di esilio si tratta.
    In occasione dell’anniversario della morte, non solo Cossiga da Hammamet (ma non aveva lasciato la politica attiva?) ma persino il TG3 e la Repubblica del 20 Gennaio scorso parlano di ESILIO di Craxi che invece, secondo l’illeterato Di Pietro trattasi di LATITANZA.

    Vuoi vedere che stanno tentando di mandare in esilio pure i nostri cervelli?


    ***



    «Detoscanizzare l'Italia? Solo una battuta»
    Poi Berlusconi aggiunge: «Noi siamo stati corretti con tutte le regioni»
    FIRENZE - La famosa battuta sulla necessità di 'detoscanizzare l'Italia' «non era uno slogan coniato, era una battuta durante una mia visita in un tour elettorale per le elezioni regionali. Ebbi occasione di fermarmi in Toscana e allora risposi ad una battuta che mi veniva rivolta, con un'altra battuta». Lo ha detto il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi in un'intervista rilasciata al Tg3 della Toscana.

    Titolo:
    “LA ROSEA” SENZA DI ROSA:
    Traduzione: La Gazzetta dello Sport (di colore rosa) ha lasciato a casa il suo direttore Di Rosa, e ha nominato Carlo Verdelli (che contrariamente al cognome ha un colorito roseo)

    *

  2. #2
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    bravo

  3. #3
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    grazzzie

  4. #4
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    "Spero che fra non troppo tempo gli italiani decideranno di consegnare Silvio Berlusconi al cestino della storia dal quale non sarebbe mai dovuto emergere"
    (Ken Livingstone, sindaco di Londra a Milano addi 21 gennaio 2006)

    ADINOLFI su EUROPA:
    A Ballarò Silvio Berlusconi aveva detto che avremmo trovato quei sondaggi su Internet. Diligentemente, siamo tornati sui siti della propaganda forzitaliota. Sul mitico Motore Azzurro (www.motoreazzurro.it), quello dove si ritrovano i fantomatici presidenti dei "comitati per la vittoria", che avrebbero bisogno come il pane dei sondaggi sbandierati dal premier in ogni occasione pubblica. Niente, non si trova niente. E allora andiamo a finire sul sito ufficiale di Forza Italia (www.forzaitalia.it). C'è l'annuncio dell'ennesima performance televisiva del presidente del Consiglio, il programma di pura propaganda governativa Dopo Tg1 in mano a Clemente Mimun (che ormai in ogni edizione del suo telegiornale riesce a far fare un'inquadratura sul simbolo di Forza Italia). Ma non c'è traccia dei sondaggi favorevoli al premier. Per trovare il documento utilizzato da Berlusconi bisogna andare sul sito ufficiale dei sondaggi politici (www.sondaggipoliticoelettorali.it). Dove troviamo l'azienda che li ha realizzati: Euromedia research. Solo lì li possiamo leggere e verificare. Il sito è della presidenza del Consiglio

    Violazioni
    A mero scopo di promemoria: comunicare e propagandare dati di sondaggi manipolati è un reato. In particolare, per quanto riguarda i sondaggi politici, la materia è regolata dalla legge 28 del 2000, facilmente reperibile ancora una volta grazie al web all'indirizzo http://www.parlamento.it/parlam/leggi/00028l.htm. Il terzo comma dell'articolo 8 recita: "I risultati dei sondaggi possono essere diffusi soltanto se accompagnati dalle seguenti indicazioni: a) soggetto che ha realizzato il sondaggio; b) committente e acquirente; c) criteri seguiti per la formazione del campione; d) metodo di raccolta delle informazioni e di elaborazione dei dati; e) numero delle persone interpellate e universo di riferimento; f) domande rivolte; g) percentuale delle persone che hanno risposto a ciascuna domanda; h) data in cui è stato realizzato il sondaggio". L'articolo 10 della stessa legge assegna alla commissione parlamentare di vigilanza Rai e all'authority per le comunicazioni il compito di accertare le violazioni e procedere con le sanzioni. Su dieci aziende demoscopiche, una sola offre questo distacco minimo. Sarà il caso di procedere, per vedere se i sondaggi del magico recupero il Cavaliere se li sta commissionando su misura?




    WWW.CENTOMOVIMENTI.COM - 23 GENNAIO 2006
    "Di Pietro non è laureato". L'ex Pm querelerà Berlusconi
    "Ho la profonda convinzione che Antonio Di Pietro non sia neanche laureato". Il presidente dell'Italia dei Valori non lascerà impunita questa affermazione, rilasciata giovedì sera da Silvio Berlusconi nel corso della trasmissione tv "Matrix", e si appresta ad adire le vie legali.
    "Berlusconi ha detto una bugia che potrebbe sembrare banale, ma che dà l'idea di quanto la menzogna sia parte integrante del suo essere - ha commentato l'ex pubblico ministero - non è vero che non sono laureato e non è vero che egli non mi avesse offerto il ministero degli Interni".

    Modernissimo incredibile Silvio
    Quando Berlusconi afferma di non avere mai mescolato affari e politica non si accorge di dire una cosa falsa e demenziale. Semplicemente perché per lui sono la stessa cosa
    Dicono che è un errore seguire Silvio Berlusconi nelle sue megalomanie erratiche, nelle menzogne e demagogie senza ritegno. Ma il fatto è che il berlusconismo sta dentro il male del secolo, in cui stiamo tutti noi fino al collo, dentro una mutazione della modernità che ha rotto le regole, le consuetudini, i rapporti e i conflitti di classe, gli stili di vita per cui ci sentivamo appartenenti a una storia comune. Berlusconi c'è perché la modernità ha cambiato i rapporti sociali, ha confuso il linguaggio, i valori, perché nessuno sa più cosa sia vero o falso, giusto o ingiusto.
    (L'antitaliano di Giorgio Bocca )



    Berlusconi minaccia l'Unità
    di red
    Non bastandogli le trasmissioni tv, il padrone di Mediaset e presidente del Consiglio pro-tempore, Silvio Berlusconi, si è pagato il palazzetto dello sport di Firenze pieno della sua claque per poter parlare sicuro che nessuno lo possa contraddire. Accusa Prodi di esseri fatto un'amnistia, i comunisti di aver preso soldi macchiati di sangue dall'Urss. E poi attacca l'Unità: ci vorrebbe in galera per l'intervista al senatore Calvi che parla di dossier contro i Ds.


    Personaggi e interpreti
    di Furio Colombo
    Graham Watson (presidente del Gruppo Liberale al Parlamento Europeo): «Egregio Signor Vespa, ho appreso con stupore che durante la sua trasmissione il Presidente Berlusconi è stato definito - pubblicamente e con grande enfasi - “liberale”.
    Sinceramente non mi sembra che l’On. Berlusconi abbia mai dato segno di mettere in pratica alcun principio liberale in particolare nell’esercizio delle sue funzioni di Presidente del Consiglio», (Ansa, 16 gennaio 2006, ore 13.15).


    Fabrizio Cicchitto (Vice coordinatore di Forza Italia): «Ho dato mandato ai miei legali di verificare se esistono le condizioni per querelare Furio Colombo a causa dell’articolo comparso su l’Unità dell’8 gennaio scorso.
    «Dice Furio Colombo: “Lo sanno anche Cicchitto e Bondi. Ma i due hanno il grande vantaggio di non avere una reputazione da difendere, e sognano di estendere ad altri questo loro privilegio», (Ansa, 13 gennaio 2006, ore 11,49).
    Voce scandita di giornalista Radio Rai: «Il caso Unipol non è chiuso. Continuano alla Procura di Roma le deposizioni di Antoine Bernheim, presidente delle Assicurazioni generali, e dell’Amministratore delegato Perissinotto, per gli incontri avvenuti con i Ds», (Giornale Radio Uno, 18 gennaio ore 16).
    Libero giornalista Rai: «Il caso Unipol non è chiuso. C’è stato un intervento a tutto campo del Presidente del Consiglio». Il premier spiega le sue ragioni (citazione dal vivo): «Per me non ci può essere conflitto di interessi, perché per me è tutto chiaro, limpido, trasparente. Per loro è tutto opaco, oscuro, sotterraneo», (TG 1, 18 gennaio, ore 13.30).
    Libero giornalista Rai (prima notizia): «Il caso Unipol non è chiuso. Berlusconi torna a parlare di tutto a Uno mattina» (le immagini lo ritraggono circondato dalla redazione in festa). Conclude il premier: «Confermo tutto. Ci sono stati incontri e pressioni dei DS Sono dodici anni che mi perseguitano, mi insultano, mi attaccano».


    Repubblica 22/1/06
    Il premier a Firenze torna alla carica anche contro i Ds
    "Presero soldi insanguinati di Mosca, poi arrivarono le coop"
    Berlusconi: "L'amnistia salvò Prodi
    quella sì fu legge ad personam"
    E sull'inappellabilità: "Ci batteremo per approvarla"
    Attacco anche contro Celentano: "Solo fango contro di me"

    E ancora: "E' risaputo che il sistema delle cooperative-Unipol ha fatto venir meno tutti i debiti del Pci e di tutti i diversi nomi con cui si è fatto chiamare dopo". Il premier ribadisce che c'è una connessione "tra le coop rosse e le giunte regionali, comunali e provinciali da cui hanno appalti continuamente".
    In apertura di comizio, lo strale contro l'Unità che oggi titolava sull'esistenza di migliaia di dischetti con intercettazioni a esponenti dell'opposizione. "Questi signori credono che noi ci comportiamo al governo come pensano di andare a comportarci loro", urla alle circa duemila persone venute ad ascoltarlo. "Spero che l'Avvocatura dello Stato intervenga e faccia il suo dovere come si conviene di fare". "Dobbiamo reagire a questo sacrilegio e a questa bestemmia".

    ROMA - «In questo momento Berlusconi è un pò come un Re Mida alla rovescia: tutto quello che tocca lui perde di credibilità agli occhi di milioni di italiani». Così Massimo D'Alema intervenendo all'assemblea nazionale dei segretari di sezione della Quercia, alla Fiera di Roma, parla del presidente del Consiglio ironizzando sulla sua «visione apocalittica» nel caso di una vittoria del centrosinistra. «Non c'è - assicura il presidente dei Ds - uno scontro di civiltà, non ci sono due civiltà, due mondi... e siamo solo all'inizio, non so cosa potrà essere detto più in là». (Corriere)

    (Apcom) - Con la vendita delle azioni di Goldman Sachs che controllava, il neo governatore di Bankitalia Mario Draghi "si è messo al di fuori dai sospetti". E "ha dato un buon esempio di come gestire i conflitti di interessi. Se solo Silvio Berlusconi, che è rimasto attaccato al suo impero dei media e ai suoi interessi imprenditoriali mentre era primo ministro, avesse avuto un approccio simile". E' quanto scrive oggi il Wall Street Journal in un articolo della rubrica Breaking Views.








    BUGIE
    da Fabrizio Pilotti (www.sabellifioretti.com )
    siccome nei prossimi giorni ci sarà un via vai di sondaggi e di bugie grandi e piccole, volevo portare alla vostra attenzione queste due dichiarazioni del Pres. del Cons.
    Prima di Natale (http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=52162 ):
    A me risultano sondaggi diversi. L'ultimo fatto, tre settimane fa, faceva emergere una sostanziale parità, centrodestra al 48,6% e centrosinistra al 48,7%. Dopo quello, abbiamo sospeso i sondaggi, che riprenderemo dopo le vacanze natalizie e dopo una serie di miei passaggi in tv in programmi di approfondimento, dove andrò a spiegare quanto ha fatto il governo.
    Dopo Natale (http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=56748 )
    Abbiamo fatto una rimonta considerevole. Le ultime rilevazioni ci danno ora al 48,4% contro il 49,6% dei partiti dell'Unione.
    Ricapitolando:
    Dice che a Dicembre sono in parità e a Gennario, di fronte ad un divario di un punto, dice che ha recuperato.

    LE ALTRE FOTO LE TROVATE QUI:
    http://berlusconite.blog.excite.it

  5. #5
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    IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO HA SMENTITO RUTELLI CON I NUMERI

    Perché le sinistre non vogliono che Berlusconi parli in tv?

    ”Temono che, spiegando agli italiani come stanno realmente le cose, gli elettori si rendano conto della montagna di menzogne che Prodi e compagni hanno raccontato per anni”, dice Sandro Bondi, coordinatoredi Forza Italia.
    “E sono sempre più terrorizzate dai sondaggi che fino a pochi mesi fa le davano super-favorite e adesso vedono quasi alla pari le due coalizioni”, aggiunge Ignazio La Russa, presidente dei deputati di An.


    ”Per vincere le elezioni del 2006” , ha sempre detto il presidente del Consiglio, “basta smontare le menzogne che le sinistre, con il prof. Prodi in testa, hanno raccontato in questi anni agli italiani. Come? Con i dati ufficiali, che sono tutti dalla nostra parte. Abilissimi nell’ingannare il popolo, i nostri avversari hanno raccontato e continuano a raccontare una falsità dopo l’altra, ed una falsità, ripetuta cento o mille volte, rischia di diventare, purtroppo, verità assoluta. Noi dobbiamo batterci perché le falsità restino falsità. E’ nostro dovere farlo, nell’interesse dei nostri elettori e del popolo italiano”.

    E lui, Silvio Berlusconi, ha già dato una ampia e più che convincente dimostrazione di quello che si deve fare, smentendo prima il segretario di Rifondazione comunista Fausto Bertinotti a “Porta a porta”,poi il leader della Margherita Francesco Rutelli a “Matrix”, il programma di Enrico Mentana su “Canale 5”. Un presidente del Consiglio e di Forza Italia che le sinistre davano ormai “perdente” (“Gli elettori si sono stancati di lui e delle sue false promesse”, non facevano che ripetere Prodi e compagni) ed adesso i sondaggi danno in nettissima ripresa, al punto che le due coalizioni sono date ormai pressoché alla pari. “Non dimentichiamo”
    avvertono i sondaggisti non di parte, “che in Germania l’ex cancelliere Gerhard Schroeder, che i sondaggi davano in svantaggio abissale rispetto ad Angela Merkel, è stato capace di recuperare nelle ultime settimane di campagna elettorale qualcosa come 12 punti. Ed è quello che sta facendo Silvio Berlusconi, il quale è già ad una incollatura dal rivale e si prepara a mettere la freccia per il sorpasso”.

    E’ da quattro anni e nove mesi che le sinistre ripetono le stesse balle. Il governo Berlusconi si era insediato solo da qualche giorno, nel giugno del 2001, e loro parlavano già di fallimento, di sfascio, di catastrofe imminente. Hanno costruito così i loro successi elettorali, alle amministrative e alle regionali, con una lunga e martellante campagna elettorale fatta di menzogne abilmente e cinicamente sintetizzate in ossessivi slogan disfattisti. La grande leggerezza del centrodestra, di una gravità enorme, è stata di avere per troppo tempo sottovalutato il pericolo di una strategia così spregiudicata, di non aver trovato e attuato immediatamente le giuste contromosse per neutralizzarla. Bastava poco per smascherare i professionisti delle mistificazioni e delle menzogne.

    Qualche esempio? Quando il presidente della Commissione europea dichiarava che l’euro aveva creato “ricchezza e benessere” in tutto il continente tranne in Italia (per colpa di Berlusconi, naturalmente), bastava rispondergli, con i dati ufficiali, che Germania, Francia e altri Paesi della Unione stavano come o addirittura peggio di noi; che l’economia europea, che prima dell’euro era in grado di reggere la concorrenza di Stati Uniti e Giappone, con la moneta unica era divenuta ultima nel mondo; e gli unici Paesi della Unione europea a salvarsi dal tonfo generale erano, guarda caso, quelli che, fiutando il pericolo, non avevano accettato l’euro: Gran Bretagna, Danimarca e Svezia.

    Quando Fassino e Rutelli sostenevano in televisione, in perfetta sintonia con le balle raccontate dal loro leader europeo che i senza lavoro in Italia aumentavano paurosamente, bastava mostrar loro il titolo del “Corriere della Sera” (un quotidiano tutt’altro che tenero nei confronti di Berlusconi), il quale spiegava a tutta pagina che “mai la occupazione è stata così alta in Italia dal 1992 ad oggi”; ed ai Bertinotti, D’Alema, Diliberto, ai sindacalisti Epifani, Pezzotta e Angeletti, segretari delle super-politicizzate Cgil, Cisl e Uil, che in Francia (dove i lavoratori esasperati hanno votato “no” al referendum per l’approvazione della Costituzione europea) la disoccupazione è arrivata al 9,8, in Germania all’11,6 (come alla fine della seconda guerra mondiale) e nell’Italia di Berlusconi, dal 12 per cento registrato al tempo del governo Prodi, è scesa al 7,1 per cento, con la creazione di ben un milione e 681 mila nuovi posti di lavoro (l’82 per cento dei quali a tempo indeterminato, non determinato, come le sinistre vorrebbero far credere)

    Queste cose bisognava e bisogna ricordare ai “cacciaballe” della politica di casa nostra. Come è avvenuto a “Porta a porta” ed a “Matrix”, dove è bastato che Berlusconi leggesse poche cifre annotate in un foglietto per far crollare il castello di menzogne costruito dalle sinistre. “Ultima in Europa, l’Italia? No, caro Rutelli”, gli ha risposto il presidente del Consiglio. “Se legge bene i dati dell’Eurostat e dell’Istat (come dovrebbero fare i politici seri), si renderà conto che in fatto di occupazione siamo primi in Europa, non ultimi. Ultima (nel mondo, purtroppo) è l’economia della Unione europea, grazie all’euro che piaceva e piace tanto a Prodi”.

    Ci vuol poco per smascherare i maestri della mistificazione e delle menzogne. E la stizzita reazione del leggiadro Cicciobello ne è stata la conferma più eloquente. “Non si possono attribuire all’euro colpe che sono soltanto del governo italiano”, ha strillato il leader della Margherita, ricordando le critiche che Berlusconi aveva già mosso al Prodi presidente della Commissione europea ed a Giuliano Amato, allora capo del governo, per avere entrambi accettato a cuor leggero il cambio di un euro contro 1936,27 lire. “Quel cambio-capestro”, la secca risposta di Berlusconi, “io non l’avrei mai accettato. Ha penalizzato l’Italia molto più di Francia e Germania, le quali, puntando saggiamente i piedi, hanno ottenuto condizioni meno disastrose delle nostre”. Poi, visto che il bel Rutelli non riusciva a rendersi conto del danno che un cambio del genere ha procurato anche alle aziende italiane (non soltanto ai cittadini) e continuava a farfugliare cifre senza senso, non ha potuto risparmiare all’avversario una frecciatina sul suo passato di architetto mancato e digiunatore pannelliano: “Non vorrà mica insegnare a me come leggere i numeri, lei che non ha lavorato nemmeno un po’ e non ha mai messo piede in una azienda”.

    Se l’è meritata, certamente, il “professionista della politica” Francesco Rutelli. Ed anche quella sul suo passato dl “trasormista”, da “Fregoli delle aule parlamentari” : prima radicale, verde, ecologista, ambientalista, ha ricordato Berlusconi, e adesso leader degli ex democristiani che si battono contro i dissennati e rovinosi velleitarismi di verdi e ambientalisti che vorrebbero bloccare qualsiasi forma di progresso; prima anti-vaticanista, abortista, favorevole alle unioni di omosessuali e lesbiche ed oggi filo-vaticanista, anti-abortista, contrario ai matrimoni “gay”; anti-comunista fino all’anno scorso (“Non voglio sentir parlare di comunismo e nemmeno di socialdemocrazia”, ha detto quando il candidato-premier Prodi lo riteneva nient’altro che un “bellu guaglione” e “rametto dell’Ulivo”) e adesso in felicissima sintonia non soltanto con gli ex e post comunisti D’Alema, Veltroni, Fassino, ma anche con i Cossutta e Diliberto che si dicono orgogliosi di essere ancora e sempre comunisti, con il Bertinotti che lo ha scritto anche nel logo del suo partito che vuole “rifondare il comunismo”, e pure con i movimenti di piazza (disubbidienti, no-global, centri sociali, incappucciati, antagonisti, anti-americani, anarchici insurrezionalisti, spacca-vetrine, etc.). “Guardi, Rutelli, che i suoi alleati sono una armata rossa e la Margherita, che è soltanto un piccolo partito di reduci, se la coalizione delle sinistre-Ulivo dovesse davvero arrivare al governo, verrebbe spazzata via dalla forza dei numeri”, lo ha avvertito Berlusconi, con l’aria del padre di famiglia che parla a figli già avanti con gli anni ma ancora sprovveduti.

    Allarmismo fuori luogo, come continuano a ripetere le sinistre, quello di Berlusconi? No, di certo: il precedente c’è, drammatico per il prof. Prodi e inquietante per gli italiani, e nessuno può dimenticarlo. Nell’ottobre del 1998 il professore, eletto presidente del Consiglio da una coalizione di sinistra analoga a quella di oggi, fu cacciato da Palazzo Chigi in malo modo, a metà legislatura, ed il suo primo “pugnalatore” fu proprio il Bertinotti che è di nuovo suo grande alleato, senza i cui voti il professore potrebbe rassegnarsi sin da ora alla sconfitta. Qual è oggi il rapporto di forza tra i partiti delle sinistre ed i moderati di Margherita e Udeur? Nettamente a favore di Bertinotti, Fassino e compagni, i quali dispongono di almeno i tre terzi dei voti della coalizione. “E con una maggioranza così schiacciante”, ha ricordato il presidente del Consiglio al bel Rutelli, “chi ha appena un terzo di quei voti può fare solo quello che impone la maggioranza, altrimenti va a casa. Chiaro?”.

    Come è successo, appunto, sette anni fa. E si capisce, proprio da queste verità scomode che il premier Berlusconi va ripetendo in televisione, come a sinistra non possano dormire sonni tranquilli. Perché, se il leggiadro Cicciotello non capisce o finge di non capire, gli italiani capiscono benissimo quali sarebbero le prospettive di una vittoria di Prodi e compagni. Bertinotti lo ha detto chiaro e tondo, al congresso del suo partito a Venezia, che un comunista vero, come lui vorrà essere ricordato, “non può non porsi come obiettivo nel tempo l’abolizione della proprietà privata”. E intanto pretende “l’immediato rialzo delle tasse abbassate da Berlusconi e, in aggiunta, la istituzione di una super-patrimoniale per ricchi e redditi medio-alti”. Rutelli ha detto l’anno scorso che lui era contrario al rialzo delle tasse ed alla super-patrimoniale. Ma adesso, chiaramente, ha cambiato idea (su tasse e super-patrimoniale come su tante altre cose), se è pronto a firmare un programma (di facciata, chiaramente) con Bertinotti e compagni.

    Sono questi, purtroppo, i politici che si propongono per il governo del Paese come alternativa al centrodestra di Berlusconi, Fini, Casini, Bossi, e di vecchi e nuovi alleati come il repubblicano La Malfa, i socialisti De Michelis e Stefania Craxi, il leader nella neo Democrazia cristiana Rotondi. Più che fondato, a me sembra, il terrore di chi si è reso conto non soltanto che il Bertinotti fa sul serio, ma anche che ha i numeri per realizzare quel che minaccia di fare.

    Perché le sinistre non vogliono che Berlusconi vada troppo spesso in Tv? “Semplicissima la risposta”, dice Sandro Bondi, coordinatore nazionale di Forza Italia. “Temono che, spiegando il presidente del Consiglio agli italiani come stanno realmente le cose, gli italiani si rendano conto della montagna di menzogne che Prodi e compagni hanno raccontato per anni”. “E sono sempre più terrorizzate dai sondaggi”, aggiunge Ignazio La Russa, presidente dei deputati di Alleanza nazionale. “Erano super-favorite, le sinistre, fino a pochi mesi fa; e adesso si rendono conto di perdere consensi, giorno dopo giorno, man mano che la verità viene a galla. Per merito di Berlusconi, certamente, ma anche dagli altri leader del centrodestra. Gianfranco Fini, opposto l’altra sera a Fassino a “Porta a porta”, non è stato meno chiaro e convincente di Berlusconi nei suoi durissimi giudizi sulle sinistre e sui pericoli che una vittoria di Prodi e compagni rappresenterebbe per l’Italia”.

    Gaetano Saglimbeni

  6. #6
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    Berlusconi ha fatto delle cose.
    Alcune buone altre meno
    Tra le cose che ha fatto, alcuni gli rimproverano di aver avuto piu' attenzione alle cose sue e degli amici della parrocchietta che non a quelle italiane.
    Adesso e' il momento di trarre le dovute conclusioni.
    Secondo regole precise.
    Poi il popolo, la gente, gli elettori decideranno in piena liberta'.
    Amen

  7. #7
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    Giusto .

 

 

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