La caccia è lecita quando serve per nutrirsi, esattamente come accade in natura, quindi se è per questo fai pure.Originariamente Scritto da frontista
La caccia-sport è una cosa aberrante e merita la mia disapprovazione.


La caccia è lecita quando serve per nutrirsi, esattamente come accade in natura, quindi se è per questo fai pure.Originariamente Scritto da frontista
La caccia-sport è una cosa aberrante e merita la mia disapprovazione.
2010:


Forse anche troppo bene. Alcune bestiole mi sono sembrate obese. Per carità, molte crature se la passano benissimo, ma hanno smarrito il loro istinto. Reintrodurle in natura in questo stadio di stravolgimento della loro natura potrebbe essere loro fatale.Originariamente Scritto da frontista
2010:
Il Messaggero di martedì 24 Gennaio 2006
Caccia al cinghiale: un altro cadavere nel bosco
L’allevatore è stato ritrovato nalla radura di Trigoria a un chilometro dal luogo della battuta. Accanto al corpo c’era il fucile
«Mio marito - dice - da anni era cardiopatico Ieri mattina mi sono svegliata presto e non l’ho trovato a casa. Mi sono preoccupata e sono andata a cercarlo nella campagna»
di MARCO DE RISI
e PAOLA VUOLO
Un drammatico equivoco: Andrea Giardiello, 35 anni, sarebbe stato ucciso e l’amico Stefano Matta, di 37, ferito da un pastore durante una battuta di caccia al cinghiale. Il pastore li avrebbe scambiati per ladri di bestiame e quando si è accorto di quello che aveva fatto è morto anche lui d’infarto. E’ questa l’ipotesi che gli investigatori della Mobile ritengono più probabile per svelare il giallo del bosco di Trigoria. Il corpo del pastore, Nello Corsi, 60 anni, è stato trovato ieri nel primo pomeriggio a circa un chilometro di distanza dal punto dove Andrea Giardiello è stato ucciso: l’uomo aveva accanto un fucile e una cartuccia esplosa in tasca.
Domenica sera Nello Corsi esce di casa armato di fucile, ha sentito il cane abbaiare e crede di avere visto qualcuno aggirarsi nei paraggi. Sospetta che si tratti dei ladri che già altre volte gli hanno rubato del bestiame. Questo è quello che racconta la moglie del pastore. Secondo la ricostruzione degli inquirenti potrebbe essere accaduto che Nello Corsi sia arrivato da via Strampelli, dove abita, fino alla radura dove sono appostati Andrea e Stefano, proprio mentre i due bracconieri (in questa zona è vietata la caccia), sono piegati vicino alla carcassa del cinghiale che hanno appena ucciso. E’ possibile che col buio Nello Corsi non abbia visto che l’animale morto era un cinghiale, e abbia creduto che i due stessero portandosi via magari una sua pecora. Ha sparato, probabilmente solo per spaventare i presunti ladri di bestiame, ma ha sbagliato la mira: i pallini hanno colpito a morte al petto Andrea e ferito Stefano al gluteo. Nello Corsi ha capito l’errore quando ha sentito le urla di Stefano ed è scappato, ma il suo cuore malato non ha retto ed è morto prima di potere arrivare a casa. Lo ha trovato ieri la moglie, a circa 800 metri da casa, morto, secondo un primo esame superficiale del medico legale Giorgio Bolino, non più tardi delle 22 di domenica sera.
Stefano Matta ha chiamato il 113 alle 19.45 per chiedere aiuto, ai poliziotti ha detto di essere ferito e di non sapere con precisione in che punto del bosco si trovava. Agli agenti della Mobile guidati dal capo, Alberto Intini, e dal dirigente della omicidi, Eugenio Ferraro, Stefano Matta ha fatto un racconto lacunoso su come erano andate le cose. Ha detto di avere sentito uno sparo e poi la fitta, ha negato di avere un fucile, ma poi ha ammesso di avere buttato via l’arma nella boscaglia. Gli inquirenti in un primo momento ritengono che Andrea Giardiello è stato ucciso per sbaglio da altri cacciatori, e non escludono neppure un incidente tra i due amici. Ma la scoperta del corpo di Nello Corsi dà una nuova svolta alle indagini.
Gli inquirenti hanno eseguito un altro sopralluogo nel bosco di Trigoria per cercare il fucile gettato via dal cacciatore. Gli inquirenti stanno indagando anche per capire se in passato il pastore aveva già avuto a che fare con i due bracconieri.
LA MOGLIE
«Era andato a cercare i ladri»
Aveva subito furti di bestiame. La donna: «E’ uscito con la doppietta»
E’ stata lei, sua moglie, a trovare il cadavere del marito. Ieri mattina presto poco lontano da casa.
«Mio marito era una brava persona - ha detto in lacrime la donna, sulla cinquantina, ai poliziotti della squadra mobile -. Era un uomo di campagna. Accudiva degli animali, pecore e galline. Non so proprio cosa gli può essere accaduto». Nello Corsi, di origine sarda, da tanti anni viveva con la moglie in una casetta di via Nazareno Strampelli, al 18 chilometro della via Laurentina. E’ stato trovato cadavere, con il suo fucile da caccia vicino, alla fine di un prato a qualche metro d’altezza dall’asfalto di via Strampelli nel punto in cui la strada diventa senza uscita. In linea d’area il corpo è a circa un chilometro da quello trovato l’altra sera, in aperta campagna, di Andrea Giardiello, il bracconiere ucciso da un colpo di fucile da caccia. Nell’occasione era rimasto ferito un altro bracconiere amico di Giardiello. E’ stato trovato anche la carcassa di un cinghiale ucciso a fucilate.
«Mio marito - ha raccontato la donna - domenica pomeriggio mi aveva detto che sarebbe andato in campagna a controllare che nessuno facesse del male alle sue bestie. E’ uscito verso le 17. Ricordo che si è portato dietro il suo fucile da caccia. E’ stata l’ultima volta che l’ho visto». Il cadavere dell’uomo trovato ieri mattina, almeno in apparenza, non ha segni di violenza. E’ assai probabile, ipotizzano gli investigatori, che l’uomo sia stato stroncato da un malore dopo una forte emozione oppure per una lunga camminata.
«Mio marito - ha continuato la donna - da anni soffriva di cuore. Era cardiopatico. Ieri mattina mi sono svegliata presto e non l’ho trovato a casa. Mi sono preoccupata e sono andata a cercarlo per la campagna. Proprio alla fine della strada ho visto il corpo di un uomo disteso su un tratto di prato. Dagli indumenti ho capito che quel corpo era di mio marito. Mi sono sentita morire dallo spavento e ho subito chiamato la polizia».
M. D. R.
Analisi su armi e cartucce per svelare il mistero
Gli esami balistici potranno stabilire con più chiarezza, almeno in parte, cosa è successo nel bosco di Trigoria. «Purtroppo esaminare le canne di un fucile da caccia non è come lavorare su una pistola», spiega un esperto della Scientifica. «La fuoriuscita della cartuccia non lascia segni come il proiettile e quindi è tutto molto più complicato».
Il fucile di Nello Corsi aveva una canna libera e in tasca l’uomo aveva una cartuccia esplosa. E’ ipotizzabile che abbia sparato prima di morire, questo si capirà anche dopo i risultati dello stub (il vecchio guanto di paraffina). Gli esperti analizzeranno i pallini estratti dal corpo di Andrea Giardiello e quelli che hanno ferito Stefano Matta, con i pallini della cartuccia del fucile di Nello Corsi. Un esame non facile, perché i pallini si differenziano per il peso, e quindi si potrà arrivare solo a stabilire se quelli sparati dal pastore sono compatibili con i pallini che hanno colpito i due cacciatori. E verrà analizzata anche la pallottola che ha ucciso il cinghiale, per capire da quale fucile è partito il colpo e chiarire meglio la dinamica dei fatti.
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Comunque cameratismo o meno, frega un cazzo a me: speriamo che anche quest'anno ci siano più cacciatori morti possibile!!!alla salute


Mi auguro almeno che siano animali figli di animali già vissuti nel circo e così via. Non sarebbe cosa molto giusta prelevare altri animali selvatici per rimpiazzare quelli che non ci sono più. Secondo me un circo che vuole gli animali dovrebbe essere capace di far riprodurre gli animali che già possiede.Originariamente Scritto da fux55
2010:


Non avrei mai immaginato di vedere neofascisti dediti alla caccia, ma, come sempre, non c'è mai limite al peggio...
Addio
Associazione Italiana Familiari e Vittime della Caccia
L'associazione è una libera aggregazione di persone e non ha scopo di lucro.
Persegue finalità di solidarietà sociale, in particolare si prefigge come scopo principale di operare concretamente per il supporto delle vittime dell'attività venatoria.
Possono essere ammessi in qualità di soci tutti coloro che, avendo compiuto il 18o anno d'età, possano considerarsi vittime della caccia o familiaridi vittime della caccia. Il termine vittima è utilizzato in senso ampio comprendendo, non solo casi di ferimenti o morte, ma anche danni psicologici, sociali ed economici.
L'associazione è apartitica e aconfessionale
http://www.cacciailcacciatore.org/as...ime/index.html


Piccola nota per riflettere.
Tra gli sport praticati dal mitico guerrigliero rivoluzionario Che Guevara v'è:
- tiro a volo,
- caccia grossa,
- pesca d'altura.
2010:


Mi ricordi tanto Neonazionalista. Non sarai mica tu per caso, veroooooooo?!?!Originariamente Scritto da Ichthys
![]()
Noi siamo i padroni.
Noi siamo gli schiavi.
Siamo ovunque
e da nessuna parte.
Regniamo sui fiumi di porpora.


Solo lui? Allora non sei aggiornato, i miei cloni sono questi:
Neonazionalista
Andreas
Legionario
Giò91
VecchioMissino
Teologicus
Emiliano
Il Civilizzatore
D.V.X.
Ralph
Costantino
100%Ita
Rain Forest
Enea08
FN Genova
2010: