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  1. #171
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    Citazione Originariamente Scritto da Outis
    Per me, un rivoluzionario della nostra specie non può essere cacciatore.
    oggi come oggi in effetti...
    Ma vediamola da un altro punto di vista. Divenire "cacciatori" predispone all'uso delle armi, quindi sarebbe una buona scusa per preparare i nostri uomini in vista della rivoluzione... Un fucile dietro l'uscio sarebbe pronto al momento della Chiamata...

  2. #172
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    Citazione Originariamente Scritto da Felix
    oggi come oggi in effetti...
    Ma vediamola da un altro punto di vista. Divenire "cacciatori" predispone all'uso delle armi, quindi sarebbe una buona scusa per preparare i nostri uomini in vista della rivoluzione... Un fucile dietro l'uscio sarebbe pronto al momento della Chiamata...
    Essere cacciatore predispone l'animo alle bassezze, in quanto abitua la persona a sparare su chi non si difende. Un'ottima tecnica per chi vuole sparare alle spalle. Non parliamo poi dell'eventualità rivoluzionaria: l'unica Rivoluzione possibile passa attraverso le strutture popolari, come quelle costruite da Hamas o, prima, da Hezbollah. Cerchiamo di imparare ogni tanto. Chi è avvezzo ad usare un fucile iper-moderno per il suo sport preferio non ha niente da condividere con me, perché legittima l'uso di pellicce, la vivisezione, i circhi, gli zoo, il consumo di cadaveri, etc...

    Ciao!

  3. #173
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    - So che in alcune aree del Nord Italia si tramandavano fra i cacciatori antiche formule, propiziatorie ma anche necessarie a "mantenere l'equilibrio" (un po' come quelle degli indiani d'America, che si scusavano con lo spirito dell'animale ucciso). Qualcuno ne è a conoscenza?

    - Bestemmiare da un lato e auspicare decessi dall'altro non mi sembra il modo migliore per affrontare la questione. Credo sia arduo negare che in altri contesti la caccia avesse un certo valore e significato e che attualmente, invece, la parte ludica (e perfino un po' caricaturale di ciò che era un tempo) tenda a prevalere.

  4. #174
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    Citazione Originariamente Scritto da Tomás de Torquemada
    - So che in alcune aree del Nord Italia si tramandavano fra i cacciatori antiche formule, propiziatorie ma anche necessarie a "mantenere l'equilibrio" (un po' come quelle degli indiani d'America, che si scusavano con lo spirito dell'animale ucciso). Qualcuno ne è a conoscenza?
    So che queste formule venivano adottate ai tempi dei Liguri e dei Celti, non so se la pratica sia continuata o meno.

    - Bestemmiare da un lato e auspicare decessi dall'altro non mi sembra il modo migliore per affrontare la questione. Credo sia arduo negare che in altri contesti la caccia avesse un certo valore e significato e che attualmente, invece, la parte ludica (e perfino un po' caricaturale di ciò che era un tempo) tenda a prevalere.
    Completamente d'accordo.

  5. #175
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    Citazione Originariamente Scritto da Outis
    Essere cacciatore predispone l'animo alle bassezze
    non mi sono spiegato bene. Voglio dire che figurare come "cacciatori" è una buona scusa per allenarsi a sparare anche su bersagli non vivi, e per tenere armi pronte in casa.

  6. #176
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    la democrazia plutomondialista lascia pochi spiragli aperti ai cittadini per tenere ed usare armi da fuoco. Uno di questi è la caccia. Quindi PER PURO CALCOLO POLITICO converrebbe FAR FINTA di fare i cacciatori...

  7. #177
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    Citazione Originariamente Scritto da Tomás de Torquemada
    - So che in alcune aree del Nord Italia si tramandavano fra i cacciatori antiche formule, propiziatorie ma anche necessarie a "mantenere l'equilibrio" (un po' come quelle degli indiani d'America, che si scusavano con lo spirito dell'animale ucciso). Qualcuno ne è a conoscenza?

    - Bestemmiare da un lato e auspicare decessi dall'altro non mi sembra il modo migliore per affrontare la questione. Credo sia arduo negare che in altri contesti la caccia avesse un certo valore e significato e che attualmente, invece, la parte ludica (e perfino un po' caricaturale di ciò che era un tempo) tenda a prevalere.
    Con chi "pontifica" che essere cacciatori predispone l'animo a delle bassezze non ci può essere alcun dialogo, detto questo per quanto mi riguarda non può essere una questione politica.

  8. #178
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    Citazione Originariamente Scritto da Felix
    non mi sono spiegato bene. Voglio dire che figurare come "cacciatori" è una buona scusa per allenarsi a sparare anche su bersagli non vivi, e per tenere armi pronte in casa.
    ...per questo ci sono i poligoni. QUesta è solo una scusa.

  9. #179
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    Post Una letta veloce...

    Citazione Originariamente Scritto da Generale gothic
    Con chi "pontifica" che essere cacciatori predispone l'animo a delle bassezze non ci può essere alcun dialogo, detto questo per quanto mi riguarda non può essere una questione politica.
    A bello, fai bene a non parlare con me...

    Da un sito ecologio...

    1 - QUESTIONE CULTURALE
    Negli ultimi decenni sono cambiate molte cose sul piano delle conoscenze, la Teoria di Gaia, divenuta in pochi anni descrizione scientifica ufficiale del mondo, ci costringe a ragionare in modo molto diverso rispetto al passato.

    Se il mondo non è un oggetto degli uomini, ma un sistema fisiologico, tutte le parti sono necessarie alla stabilità dell'intero sistema. La biodiversità si è rivelata indispensabile alla produzione delle condizioni ambientali adatte al mantenimento della vita sul pianeta.

    Questo significa una sola cosa: il nostro modo di affrontare i problemi deve partire dall'analisi delle necessità del sistema complessivo. Il nostro interesse principale è la possibilità di sopravvivere e questa possibilità dipende dalla stabilità del sistema nel suo complesso.

    2 - QUESTIONE POLITICA
    Stiamo vivendo un periodo molto particolare, per certi versi pericoloso, ma per molti altri entusiasmante: quest'anno abbiamo partecipato alla più grande manifestazione per la pace della storia, un Movimento travolgente che è maturato in pochissimi anni dal momento in cui la globalizzazione delle multinazionali ha cominciato a manifestarsi in maniera evidente.

    E' un Movimento che sembra muoversi su contenuti culturali nuovi, non c'è più contraddizione tra interessi individuali e interessi collettivi, tra quelli nazionali e quelli planetari. L'energia del Movimento esprime localmente i temi globali, esprime elementi di coerenza con le nuove conoscenze sul mondo, si rende conto che il sistema è uno solo e che bisogna agire in sintonia con esso e le sue caratteristiche.

    La forza con cui ha saputo imporre l'evidenza di alternative politiche alla guerra all'Iraq (comunque sia andata), ne modifica sostanzialmente le qualità, non è più il Movimento confuso e sulla difensiva delle drammatiche giornate del G8, ma è divenuto un Movimento popolare capace di elaborare sulla base delle nuove conoscenze e proporre ai centri di potere del mondo nuovi modi di leggere la realtà, di agire su di essa, e di regolare diversamente i comportamenti umani.

    A questo punto è in grado di presentarsi direttamente alle Istituzioni, proponendo nuove leggi, eliminando o revisionando quelle esistenti. Se i politici non sono in grado di farlo, o non vogliono, il Movimento può scavalcarli imponendo la propria presenza e le proprie forme di organizzazione di massa, riaffermando che le Istituzioni sono strumenti della collettività e non solo di una sua parte.

    L'attacco diretto alle Istituzioni si può configurare come l'utilizzo di quelle forme di Democrazia diretta previste dalla nostra Costituzione. Cioè dalla difesa della legalità e dei diritti nelle piazze, all' imposizione di nuove normative cui i governanti di turno devono necessariamente dare risposta. Una classe dirigente che ha confuso una Nazione con un'azienda privata e che sta tentando di stravolgere le stesse regole della nostra Democrazia può essere costretta su posizioni di difesa.

    3 - PROPOSTA AL MOVIMENTO
    Riprendersi il diritto-dovere di riscrivere le leggi e di riappropriarsi delle Istituzioni. Questo il Movimento lo sta già facendo, sono in atto, da diversi mesi, campagne di raccolta firme su vari argomenti: diritti, lavoro, salute, ambiente. La novità della nostra proposta non è nell'uso dello strumento referendario ma nel suggerimento di organizzare pacchetti di Referendum per settori di intervento: la privatizzazione dell'acqua, l'inquinamento elettromagnetico, gli Ogm, la caccia, sono tutti temi riconducibili ad un unico pacchetto sull'ambiente. Questa logica permetterebbe la concentrazione delle forze necessarie per raggiungere il quorum, lavorare per un referendum significherebbe lavorare contemporaneamente per tutto il pacchetto. Se i temi di un pacchetto fossero 4 o 5, le forze a disposizione di ogni tema diventerebbero 4 o 5 volte superiori. Non solo, concentrando le forze e agendo per settori, la logica politica muterebbe: affrontare 4 o 5 temi sull'ambiente significherebbe concentrare l'attenzione sulla mentalità con cui la classe dirigente si relaziona con l'ambiente nel suo complesso e dunque sulla necessità di intervenire modificando il nostro stesso atteggiamento sull'intero settore. La nostra attenzione anche ad uno solo dei referendum compresi nel pacchetto, svilupperebbe un atteggiamento di attenzione sulla nostra relazione con l'intero ambiente. Lo stesso vale per tutti gli altri argomenti.

    4 - IN CONCLUSIONE
    La situazione che abbiamo tentato di delineare nelle righe precedenti ci induce ad alcune riflessioni: esistono nuove conoscenze sul mondo, esiste un Movimento popolare capace di pensare in maniera più coerente con le nuove conoscenze, esiste una classe dirigente incapace di adattarsi e che si oppone alle nuove necessità che la storia sta proponendo (diritti dei popoli ecc.), questa classe attacca su fronti che danneggiano contemporaneamente uomini, popoli, animali e ambiente. In altre parole questa classe non rappresenta più l'intera umanità, ma solo se stessa. I valori culturali che l'hanno sostenuta fino a questo momento vengono sostituiti da nuovi valori condivisi e riconosciuti come validi dalla maggioranza delle popolazioni. Sono gli stessi valori che derivano da una concezione sistemica del pianeta: insomma sta nascendo una nuova concezione del mondo basata sulla collaborazione e la sinergia tra parti diverse.
    Perché non lavorare insieme sviluppando tutte le energie possibili?!

    5 - ABOLIRE LA CACCIA
    La questione caccia è stata fino ad ora affrontata soltanto dal punto di vista esclusivamente umano:

    a - Un atteggiamento etico che rifiuta l'uccisione di animali come atto crudele e inutile nei confronti delle altre forme di vita;
    b - Un atteggiamento utilitaristico che sostiene la proprietà dell'uomo sull'intera natura e dunque la necessità di salvaguardare il nostro patrimonio comune del quale fanno parte anche tutte le altre specie animali.

    Questo modo di porsi il problema è facilmente riconducibile alla cultura che informa tutta la nostra vita e che si esprime in ogni nostra scelta quotidiana, la nostra cultura è conseguenza della nostra immagine del mondo e l'immagine del mondo è ancora oggi quella cartesiana, il meccanicismo.

    Dunque nei due modi di affrontare il problema, quello etico e quello utilitaristico, è comunque determinante la valutazione, o meglio, la volontà dell'uomo.

    Ma se le nuove conoscenze ci dicono che l'intera vita sul pianeta dipende dalla biodiversità, indipendentemente dalla volontà umana, la caccia non si può praticare. Essa contribuisce ad intaccare le basi su cui poggia la nostra stessa possibilità di vivere, riducendo la biodiversità, essa diminuisce la capacità di sopravvivenza dell'intero sistema vivente.

    La caccia non è un'attività sostenibile! Occorre abolirla e vietarla come pratica umana di attentato alla stessa sopravvivenza dell'uomo sulla terra, in particolare quando si limita ad attività esclusivamente ludica e di interesse individuale!

    Negli ultimi anni, tutte le Associazioni venatorie, attraverso svariate forze politiche, hanno adottato una politica estremamente aggressiva di attacco generalizzato ai limiti imposti alla caccia da leggi nazionali ed europee.

    Abbiamo assistito allo sfondamento sfacciato delle condizioni che regolavano un "prelievo" misurato, a tutti i livelli istituzionali: comuni, province, regioni. Ma le risposte delle Associazioni ambientaliste e animaliste, in qualche caso, sono riuscite a tamponare i problemi appellandosi alla legge nazionale.

    Ed ecco allora l'attacco finale, lo svuotamento della Legge nazionale 157/92 che regola l'attività venatoria. A questo punto l'aggressione è generale, su tutti i piani, in tutte le Istituzioni.

    E' possibile un'unica risposta, coerente con le nuove conoscenze, coerente con il mantenimento della vita sulla Terra, coerente con le scelte del Movimento: proporre un referendum nazionale per l'eliminazione definitiva della caccia, scelta condivisa dalla maggioranza della popolazione in base a tutte le indagini demoscopiche.

  10. #180
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    Nella stagione di caccia 2003/2004 sono morte 50 persone

    1 ogni 3 giornate di caccia
    e ne sono state ferite più o meno gravemente altre 94 (quasi una ogni 2 giorni).

    In pratica, per ogni giornata di caccia c'è stato o un morto o un ferito.
    Le vittime sono gli stessi cacciatori, o escursionisti, o persone che vivono o lavorano in campagna.

    Per contrastare questo stato di cose, sono nate le varie iniziativa elencate nel menu in alto, per affermare a gran voce che per noi è importante

    La sicurezza nostra e delle nostre famiglie innanzi tutto.
    Via i cacciatori dalle nostre campagne!
    Questa sezione informativa serve a dare una misura, qualitativa e quantitativa, dei pericoli estremi ed ineliminabili dell'attività venatoria.

    In breve: quali sono i pericoli?
    La caccia consiste nel libero uso di armi da fuoco da parte di dilettanti sul territorio aperto al libero transito di chiunque o addirittura nelle altrui proprietà private a prescindere dal consenso del proprietario.
    La caccia è pertanto, prima di tutto, un gravissimo problema di pubblica sicurezza.

    Gli incidenti di caccia sono molto numerosi, e spesso non coinvolgono solo dei cacciatori ma anche persone innocenti; nessuno è al sicuro, sia che stiate facendo una passeggiata, o giocando con i vostri figli nel giardino della vostra casa, siete potenziali bersagli.

    Il cacciatore medio è una persona qualsiasi che durante il fine settimana prende un fucile e spara a tutto ciò che si muove. Non possiede l'addestramento di un agente di Polizia, né deve dimostrare di possedere determinati requisiti psico-fisici, basta vedere quanti incidenti di caccia hanno come protagoniste delle persone troppo anziane per poter distinguere da una macchia di colore tra i cespugli se si tratti di un cerbiatto o di vostro figlio.

    Un altro problema è questo: quando si sente del classico "raptus di follia" che porta una persona a sterminare famiglia e vicini, un sacco di volte il protagonista e' un cacciatore o un suo familiare. Questo e' comprensibile: se si tratta di un cacciatore, perche' uno che e' abituato sparare, uccidendo per diletto e' piu' facile che in un impeto d'ira imbracci il fucile, cosa che chi non ha mai preso in mano un'arma fara' molto piu' difficilmente. Se si tratta di un familiare è semplicemente perché c'era l'arma a disposizione, mentre in famiglie in cui non ci sono cacciatori questo non puo' accadere.

    Riassumendo
    Dilettanti, dotati di preparazione inadeguata, che girano armati.

    Che possono entrare nelle proprietà private contro la volontà del proprietario.

    Che non devono tenere l'arma nascosta alla vista, come tutti gli altri devono fare creando così situazioni potenzialmente pericolose.

    Che tenendo il fucile in casa creano la possibilità che un raptus omicida abbia luogo con esiti letali.

    Questi sono i cacciatori.

 

 
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