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  1. #1
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    Predefinito Ciampi gela Berlusconi. «Nessun rinvio»




    Se non è rottura, siamo a un passo. Dice tutto il gelido comunicato finale: Ciampi ha ricevuto Berlusconi che «ha chiesto al Capo dello Stato di poter riferire sui provvedimenti legislativi in discussione presso le Camere». Cioè non si fa parola del vero oggetto del contendere: la pretesa di far slittare lo scioglimento delle Camere. Argomento che per Ciampi non esiste, non è neanche da citare nei documenti ufficiali. Eppure a tutta prima sembra una domenica come le altre, Ciampi a Castelporziano segue alla tv la partita del "suo" Livorno, mentre le agenzie di stampa danno per sicuro un incontro "nel tardo pomeriggio" con Berlusconi. Si troveranno faccia a faccia al Quirinale per quasi due ore dalle 19 alle 20,50. Tutti gli ingredienti ci sono per un "redde rationem" tra governo e Quirinale, ma si sa che nessuno dei due protagonisti ha interesse a una rottura che equivale a una tremenda crisi istituzionale (preoccupazione di Ciampi) ed è un boomerang sotto elezioni (timore di Berlusconi). E così il vertice cristallizza una incomunicabilità che appare poco sanabile, anche se dal punto di vista formale rimane un esito interlocutorio. Come quando in un ring di pugilato ci si prende le misure. Anche se in questo caso sta per scoccare l'ultimo gong: siamo a fine legislatura e a fine settennato. Il clima dell'incontro - dicono le fonti accreditate del Colle - è stato cordiale, di grande attenzione ai fatti. Nulla di più.
    Berlusconi accompagnato da Letta e Pisanu, ha chiesto, in verità, ma senza molta convinzione, a Ciampi di tornare sulla decisione, già concordata con il governo, di sciogliere le Camere il 29 gennaio: «Un rinvio di una decina di giorni ci consentirebbe di correggere e ripresentare la legge Pecorella». E Ciampi ha replicato che non può accettare una soluzione che avrebbe conseguenze laceranti in uno scontro politico che considera già aspro oltre ogni limite. Il presidente della Repubblica ha fatto notare che l'opposizione scorge dietro la pretesa di far slittare questa data un pretesto per accorciare l'inizio formale della campagna elettorale e ottenere un'ulteriore dilazione dell'entrata in vigore della par condicio. Del resto, sono passati quattro giorni dall'esternazione di Ciampi davanti alla presidenza della Commissione di vigilanza radiotelevisiva. All'ordine del giorno c'era proprio il regolamento degli accessi e dei confronti elettorali, e la mattina del 18 gennaio il capo dello Stato fu chiarissimo: quel regolamento «è una cosa di straordinaria importanza». Deve rispondere «alle esigenze di un parità effettiva nella campagna elettorale”. Ciampi aveva fatto appello ai commissari per una "vigilanza attiva" su «tutte le trasmissioni, al di là di quelle strettamente elettorali, ma anche nelle varie trasmissioni di intrattenimento o di altro genere della Rai». E Berlusconi, per l'appunto, stava dilagando in quelle "varie trasmissioni".
    Il presidente del Consiglio ha le idee abbastanza confuse: a Firenze ha anticipato che vorrebbe riconsegnare al Colle così com'è la legge sull'inappellabilità bocciata da Ciampi, una legge che - ha detto - ci salva dal "puntiglio" o peggio dal "pregiudizio politico" dei pm; ora ha fatto un consulto a palazzo Grazioli con Letta, Pisanu, Giovanardi e Cicchitto. Gli hanno spiegato che non può rivolgersi in toni intimativi a Ciampi, e lui stesso ha capito che con il Quirinale la linea dura non paga. Proverà a usare in maniera diplomatica l'argomento della legge Pecorella: «Come facciamo a riscriverla in così poco tempo?1, che è forse il ragionamento più insidioso per il suo interlocutore. Ma dopo i convenevoli Berlusconi ieri sul Colle si trova al cospetto di un Ciampi più che mai determinato e perentorio, che fissa alcuni ineludibili "paletti". Primo, la par condicio sostanziale ed effettiva di cui ha parlato il 18 gennaio deve partire al più presto, perché solo un confronto correttamente regolato potrà informare e orientare gli elettori e riportare l'attenzione su fatti e programmi. «Quando dico che è in gioco la democrazia voglio dire appunto questo, non faccio retorica», ripete Ciampi ai suoi collaboratori. Secondo, la data del 29 gennaio è stata concordata con il governo. Non l'annunciò lo stesso premier nella conferenza stampa di fine anno? Terzo, la stessa richiesta di tenere aperto il Parlamento risulta irricevibile se viene da una parte sola, cioè dal governo: si vuol forse tenere aperte le Camere per iniziare la campagna elettorale nel fuoco di un nuovo scontro?
    Per cui nulla di fatto. Resta come uno spiffero, dallo spiraglio che il ragionamento di Ciampi ha in qualche modo lasciato aperto: tutte le misure che il capo dello Stato ha prospettato presuppongono un minimo di intesa con l'opposizione, un gentlemen's agreement che anticipi la par condicio, la scelta di provvedimenti su cui tenere aperte le Camere. Se si raggiunge questa intesa, è possibile un rinvio? Ma Berlusconi ha imbracciato la clava, e non si vede come una strada soft possa essere imboccata. La carta che gli rimane è quella che ha tenuto nella manica durante l'incontro con Ciampi: dopo lo scioglimento decretato dal capo dello Stato, il governo potrebbe ritardare a indire i comizi elettorali. Ma tra l'uno e l'altro adempimento passa di solito una media di due-tre giorni. E Berlusconi se esagerasse a congelare unilateralmente i comizi elettorali si presenterebbe all'elettorato dopo aver compiuto un altro, ultimo strappo.

  2. #2
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    LUI e' abituato a tenere "gli uomini giusti al posto giusto",pensate se al quirinale ci fosse stato un suo FIDO BAU-BAU.Al Presidente di tutti gli italiani ha chiesto l'impossibile

    ,ora gli chiedeva pure i MIRACOLI.

  3. #3
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    roba da pank

  4. #4
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    Predefinito A chi dobbiam dar retta?

    SCIOGLIMENTO CAMERE: VERSO RINVIO AL 10 FEBBRAIO




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    Roma, 23 gen. (Apcom) - Si profila un rinvio dello scioglimento delle Camere dal 29 gennaio al 10 febbraio, ultima data utile per andare alle urne domenica 9 aprile. Con il via libera di An e Udc, dopo quello venuto già ieri sera dalla Lega, alla richiesta del premier di qualche settimana in più di lavoro parlamentare è ora l'intera maggioranza parlamentare a non considerare conclusa la legislatura.
    Salvo colpi di scena o spaccature profondissime dell'ultima ora dentro la maggioranza, i presidenti delle Camere fra stasera e domani mattina ratificheranno nelle rispettive conferenze dei capigruppo la volontà della maggioranza alla Camera e al Senato di non concludere ora la legislatura e questo riferiranno al capo dello Stato. Che dunque nelle prossime ore vedrà arrivare sul suo tavolo dal Parlamento la stessa richiesta ricevuta ieri dal governo: aspettare ancora 15 giorni prima di chiudere la legislatura per portare avanti alcuni provvedimenti ancora in esame, con rafforzamento di tale richiesta a seguito del rinvio alle Camere della legge Pecorella.
    Ciò rende praticamente impossibile per Ciampi assumersi la responsabilità di chiedere comunque lo scioglimento anticipato (perché seppure per poche settimane di questo ancora si tratta) delle Camere inviando al governo, o meglio al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, il decreto di scioglimento al 29 gennaio. Un decreto che a quel punto avrebbe comunque poca possibilità di vedere la luce, essendo sottoposto alla controfirma del presidente del Consiglio che, con ogni probabilità, verrebbe rifiutata.
    Ma questa opportunità appare difficilmente praticabile da un presidente della Repubblica che ha fatto dell'armonia e della collaborazione istituzionale una stella polare del suo settennato.

  5. #5
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    l'articolo di T34 non l'ho trovato, ma ho trovato questo:
    GIUSTIZIA: CDL VA SOTTO IN COMMISSIONE SU LEGGE PECORELLA
    BOCCIATA PROPOSTA DI LIMITARE L'ESAME A NORME RINVIATE DA CIAMPI
    Roma, 23 gen. (Adnkronos) - La maggioranza e' andata sotto in commissione Giustizia della Camera, dove si discute della legge Pecorella sulla inappellabilita' delle sentenze. La Cdl aveva proposto di limitare l'esame del provvedimento alle sole parti rinviate alla Camere da Ciampi, ma al momento del voto l'Unione, contraria, si e' trovata in maggioranza e la proposta non e' passata. (segue)


    qualcuno degli esperti di tempistiche parlamentari qui su POL mi sa dire se in queste condizioni ci sono i margini per ripresentare la riforma entro il 10 febbraio?

  6. #6
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    Voglio proprio vedere se Ciampi firma il decreto di scioglimento, se Berlusconi non glielo controfirma.

  7. #7
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    Citazione Originariamente Scritto da chessmate
    Voglio proprio vedere se Ciampi firma il decreto di scioglimento, se Berlusconi non glielo controfirma.
    figuriamoci... sarebbe uno scontro frontale inconcepibile...
    direbbero che non vuole fare le elezioni....

    piuttosto mi chiedo con questo voto... quanto tempo ci vuole ora per rifarla?
    secondo me non c'e' tempo nemmeno per il 10 febbraio...

    e se il processo di appello contro di lui inizia prima?
    Non lo possono piu' fermare, non si puo fare una legge retroattiva...
    finirebbe col fare la campagna elettorale in tribunale e accusare i DS dalla sbarra...
    anche perche gli impegni di campagna elettorale non sono considerati validi come scusante nel processo...

  8. #8
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    Per quanto altro tempo saremo obbligati a sopportare questa vergogna?

  9. #9
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    Citazione Originariamente Scritto da estewald
    l'articolo di T34 non l'ho trovato, ma ho trovato questo:
    GIUSTIZIA: CDL VA SOTTO IN COMMISSIONE SU LEGGE PECORELLA
    BOCCIATA PROPOSTA DI LIMITARE L'ESAME A NORME RINVIATE DA CIAMPI
    Roma, 23 gen. (Adnkronos) - La maggioranza e' andata sotto in commissione Giustizia della Camera, dove si discute della legge Pecorella sulla inappellabilita' delle sentenze. La Cdl aveva proposto di limitare l'esame del provvedimento alle sole parti rinviate alla Camere da Ciampi, ma al momento del voto l'Unione, contraria, si e' trovata in maggioranza e la proposta non e' passata. (segue)


    qualcuno degli esperti di tempistiche parlamentari qui su POL mi sa dire se in queste condizioni ci sono i margini per ripresentare la riforma entro il 10 febbraio?
    Mah, secondo me questo affossa ogni velleita' della CDL...
    Non hanno la maggioranza in commissione, rischiano di andare sotto persino alla camera...

  10. #10
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    Citazione Originariamente Scritto da MrBojangles
    Per quanto altro tempo saremo obbligati a sopportare questa vergogna?

    Ci fanno bere l'amaro calice fino all'ultima goccia...

 

 
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