
Originariamente Scritto da
Dottor Zoidberg
Questo il programma dei DS per le elezioni politiche.
Scrivono nero su bianco che, se vincono le elezioni, ogni Ateneo potrà aumentare a proprio piacimento le tasse universitarie:
“Rimuovere progressivamente il vincolo budgetario sull’entità complessiva delle tasse e contributi universitari stabiliti da ciascuna università”
“Un programma pericoloso e pieno di falle quello che i DS hanno stilato per l’Università, un programma che nasconde insidie e contraddizioni” .
Questo il primo commento di Giovanni Donzelli, presidente nazionale di Azione Universitaria, alle proposte dei DS per l’università .
“Sarebbe assurdo, -continua Donzelli- rimuovere progressivamente il vincolo budgetario sull’entità complessiva delle tasse e contributi universitari stabiliti da ciascuna universitàperché porterebbe soltanto un aumento indiscriminato delle già elevate tasse universitarie contribuendo peraltro alla formazione di Atenei di un’abissale differenza qualitativa e stabilendo un accesso alla cultura basato solamente sul censo: sorte inaccettabile per l’Università di un paese democratico che vuole fare della formazione dei giovani e della ricerca il propulsore della sua crescita”.
Ed aggiunge “ Addirittura sull’ordinamento giuridico della docenza si sfiora il ridicolo. A riguardo i DS invocano maggiore trasparenza e meritocrazia nelle assunzione dei docenti che dovrebbero essere valutati periodicamente sul lavoro svolto, per sfuggire “all'inestricabile rete di diritti acquisiti del personale già in servizio”. Forse Fassino era distratto al telefono ma vorremmo ricordargli che queste modifiche al sistema di reclutamento dei docenti sono già contenute nella riforma Moratti, la stessa che hanno tanto contestato insieme proprio a chi quei diritti acquisiti li detiene e li vuole proteggere”.
“A leggere questo programma sembra che i DS, aprendo agli investimenti ed alla autonomia, si vogliano improvvisare neo-liberali senza però averne minimamente né la cultura né il DNA e dando origine ad un programma pasticciato e impreciso che introduce una selezione non sul merito bensì esclusivamente sul censo” conclude il leader della giovane destra universitaria.