
Originariamente Scritto da
maimaria
La tua limitatezza conoscitiva è profonda e ben radicata.
La Chiesa è favorevole alla legittima difesa e non all'uccidere senza essere in pericolo. Nè tanto meno la legittima difesa può abbracciare beni materiali ma solo la vita del minacciato.
Il comandamento di \"porgere l\'altra guancia\" non è da intendersi come \"non difenderti mai in nessun caso\": come tutte le parole della Scrittura, anche questo precetto si deve accogliere come esso è intepretato dalla Chiesa: perciò l\'Enciclica \"Evangelium vitae\" parla della legittima difesa come uno dei punti di arrivo della «riflessione dei credenti» che «ha cercato di raggiungere un\'intelligenza più completa e profonda di quanto il comandamento di Dio proibisca e prescriva»
"Ciò che viene escluso e condannato è l\'uccisione diretta e volontaria di un innocente, vale a dire ogni comportamento liberamente deciso dal soggetto con lo scopo di uccidere l\'altro. Siamo evidentemente fuori da tale àmbito nel caso della legittima difesa, sia perché l\'altro non è «innocente», sia perché la sua uccisione non è per nulla diretta e nemmeno volontaria, come risulta evidente anche da una semplice descrizione della dinamica del fatto, che può essere così delineata: una persona percepisce l\'incombere di una grave minaccia sulla sua vita da parte di altri. Per quel tanto che l\'istinto di conservazione gli lascia di possibilità di decisioni consapevoli e libere, egli cerca di sfuggire al pericolo. Tutto quello che l\'aggredito compie, tende a un solo obiettivo, è mosso da un\'unica intenzione: salvare la propria vita.
Per quanto riguarda la difesa di beni materiali, la legittima difesa non puó spingersi fino alla sopressione della vita altrui per difendere la proprietà.
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