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Discussione: Renè Guènon

  1. #11
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    allora ad essere precisi, lo stesso Evola espresse a più riprese delle forti perplessità sul nazionalsocialismo nel suo complesso, nei confronti del 'biologismo' del razzismo tedesco in particolare. La stessa seconda edizione di " Imperialismo pagano", più che una fedele traduzione della prima edizione del '28 è da intendere in questo senso; come tentativo di rettificazione delle componenti 'spurie' della rivoluzione nazionalsocialista.Questo non impedì ad Evola di cogliere il 'segno', la direzione complessiva della rivoluzione tedesca, segno, direzione che andava tendenzialmente nel senso da lui auspicato, tendenzialmente appunto, e non in tutte le sue componenti.In questo vedo prevalere il suo orientamento (equazione personale) da Ksatrya.

  2. #12
    Runes
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    Citazione Originariamente Scritto da LEONIDA
    allora ad essere precisi, lo stesso Evola espresse a più riprese delle forti perplessità sul nazionalsocialismo nel suo complesso, nei confronti del 'biologismo' del razzismo tedesco in particolare. La stessa seconda edizione di " Imperialismo pagano", più che una fedele traduzione della prima edizione del '28 è da intendere in questo senso; come tentativo di rettificazione delle componenti 'spurie' della rivoluzione nazionalsocialista.Questo non impedì ad Evola di cogliere il 'segno', la direzione complessiva della rivoluzione tedesca, segno, direzione che andava tendenzialmente nel senso da lui auspicato, tendenzialmente appunto, e non in tutte le sue componenti.In questo vedo prevalere il suo orientamento (equazione personale) da Ksatrya.
    Non dimentichiamo che anche il Socialismo sovietico ebbe una componente esoterico-tradizionalista non di secondo piano: il Cosmismo.

  3. #13
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    Pur avendo letto molto del Guénon (questo il giusto accento ), non mi sento di dare giudizi o di attribuire la sua opera ad una parte politica. Ricordo, come dice l'altro forumista, che dissentì sull'uso dello swastika nella bandiera del Dritten Reich, perché non riusciva a comprendere come un simbolo della scienza sacra potesse essere adoperato nella politica. Stento ad assimilarlo all'idea nazionalsocialista e a quella fascista, ma c'è da dire che la nostra Idea del Mondo ci permette di essergli più vicino di quanto altri non credano. Sul tentativo di alcuni amici di sinistra di attribuirlo a quella parte politica dissento ancora di più, in quanto il sistema valoriale che il Guénon propone è assai lontano dalle logiche economiche e politiche. Diciamo che il Maestro andrebbe studiato con l'ausilio di persone esperte o, meglio, di Iniziati, ma oggi non credo ci siano più gruppi del genere operanti. Rimane un passaggio obbligato, a mio avviso, per tutti gli antimodernisti.

    Spero di non aver rotto troppo le scatole.

    Saluti

  4. #14
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    Citazione Originariamente Scritto da LEONIDA
    In questo vedo prevalere il suo orientamento (equazione personale) da Ksatrya.
    Questa era una domanda che volevo porti.
    Io ho sempre visto Evola più come un Brahmana, però forse non ho ben chiaro la discriminante tra brahmana e kshatriya quale debba essere.
    Mi potresti chiarire questo punto?
    Saluti.

  5. #15
    Disintegrare il sistema
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    Altra domanda per i forumisti più esperti di Tradizione.
    Chiedo scusa a Runes se "utilizzo" la discussione da lui aperta.
    L'uomo con orientamento tradizionale, deveappartenere anche ad un credo religioso, e, se si, uno in particolare? Abramitico, non abramitico? Monoteista, politeista?

  6. #16
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    Citazione Originariamente Scritto da Runes
    Mi chiedo come mai la maggior parte dei pensatori della Tradizione si richiami all'antiegalitarismo. La Tradizione dovrebbe essere il senso della Conoscenza e dell'Intellegibile degli individui. E, appunto, dovrebbe partire da un discorso individualistico e non di massa. L'iniziazione parte dalla persona per poi estendersi alla massa. E un individuo, per averi fisiologici, non è diverso da un altro, ma è diverso nella cultura e negli aspetti peculari appartenenti alle tradizioni di ogni popolo.
    Perchè è la manifestazione (che è il simbolo di ciò che c'è oltre) il punto da cui dobbiamo partire, e che vi siano differenze qualitative nelle cose della natura (e negli uomini manifestati) è lampante. A una pluralità di uomini corrispondono una pluralità di vie (di 'espressioni varie della Tradizione UNA').

    Superare le differenze non vuol dire negarle, tutt'altro. Inoltre ciò che è intellegibile (nel senso di Intelletto) dagli individui non è sempre uguale: ciò per riaffermare che gli uomini sono tutti differenti. Alcuni, molti uomini, non sono nati per scorgere completamente ciò che vi è oltre la contingenza.

    Sull'argomento può interessarti "Caste e razze" di Schuon.

  7. #17
    Laocoon
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    Citazione Originariamente Scritto da Hassan
    Altra domanda per i forumisti più esperti di Tradizione.
    Chiedo scusa a Runes se "utilizzo" la discussione da lui aperta.
    L'uomo con orientamento tradizionale, deveappartenere anche ad un credo religioso, e, se si, uno in particolare? Abramitico, non abramitico? Monoteista, politeista?

    Secondo Guenon, e molti altri, la risposta è positiva. Un credo religioso, o in senso lato exoterico, è necessario. Quale debba essere questo credo, è questione molto aspra negli "ambienti tradizionalisti". Alcuni tra i musulmani ritengono che l'islam sia l'unica forma tradizionale vivente in grado di salvare l'Europa dalla crisi spirituale che pare non avere sbocchi, altri ritengono che, esistendo peculiarità tipiche proprie della nostra stirpe, il ritorno alle religioni precristiane sia l'unica strada percorribile; altri ancora sperano nel cristianesimo, e via dicendo.

    In sè, individualmente parlando e secondo la mia personale opinione, sostanzialmente "una vale l'altra", nel senso che - in quest'epoca di ateismo - qualsiasi forma religiosa *realmente* tradizionale (con tutto ciò che comporta) sia una buona strada. A livello comunitario ritengo che una conversione di massa all'Islam avrebbe effetti devastanti anche da un punto di vista spirituale; che un rifiorire delle religioni precristiane sia molto difficile e probabilmente impossibile; che il cristianesimo sia moribondo e che sostanzialmente non ci sia quindi niente da fare.

    *Tuttavia una Reazione individuale è indispensabile*

  8. #18
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    La lettera G e lo swastika


    Nella Grande Triade, a proposito del simbolismo polare e della parola cinese i, che designa l'unità (la Stella polare è chiamata Tai-i, cioè "Grande Unità"), siamo stati condotti a fornire alcune indicazioni sul simbolismo massonico della lettera G, la cui posizione normale è ugualmente "polare", e a fare un accostamento con la lettera I, che rappresentava "il primo nome di Dio" per i "Fedeli d'Amore".(1) Questo accostamento si giustificava col fatto che la lettera G, che non potrebbe di per se stessa essere considerata un vero e proprio simbolo in quanto appartiene alle lingue moderne in cui non c'è nulla di sacro né di tradizionale, ma che stands for God nei rituali inglesi ed è infatti l'iniziale della parola God, è stata ritenuta, almeno in certi casi, sostitutiva dello iod ebraico, simbolo del Principio o dell'Unità, in virtù di un'assimilazione fonetica fra God e iod.(2) Queste brevi osservazioni hanno costituito il punto di partenza di ricerche che hanno dato luogo a nuove constatazioni assai interessanti;(3) per questo crediamo utile tornare sull'argomento per completare quel che abbiamo già detto.

    Anzitutto, si deve notare che, in un antico catechismo del grado di Compagno,(4) alla domanda: What does that G denote? si risponde espressamente: Geometry or the Fifth Science (cioè la scienza che occupa il quinto posto nella enumerazione tradizionale delle "sette arti liberali", di cui abbiamo segnalato in altre occasioni la trasposizione esoterica nelle iniziazioni del Medioevo); questa interpretazione non contraddice d'altronde in alcun modo l'affermazione che questa stessa lettera stands for God, essendo Dio specificamente designato in questo grado come "Grande Geometra dell'Universo"; e, d'altra parte, le conferisce tutta la sua importanza il fatto che, nei più antichi manoscritti conosciuti della massoneria operativa, la " Geometria" è costantemente identificata con la massoneria stessa; vi è quindi in ciò qualcosa che non può essere considerato trascurabile. Risulta inoltre, come vedremo subito, che la lettera G, in quanto iniziale di Geometry, ha preso il posto del suo equivalente greco Γ, il che viene giustificato sufficientemente dall'origine stessa della parola "Geometria" (e, almeno qui, non abbiamo più a che fare con una lingua moderna); inoltre, la lettera Γ presenta di per sé un certo interesse, dal punto di vista del simbolismo massonico, per via della sua forma che è quella di una squadra,(5) cosa che non accade evidentemente per la lettera latina G.(6) Ora, prima di spingerci oltre, ci si potrebbe domandare se questo non sia in contrasto con la spiegazione della G come sostitutiva dello iod ebraico, o almeno, visto che anche questa sostituzione ha avuto luogo, se non sarebbe il caso di pensare, in tali circostanze, che essa sia stata operata solo a posteriori e più o meno tardivamente; di fatto, siccome la lettera G pare esser stata propria del grado di maestro, questa deve essere la spiegazione accettata da coloro che seguono l'opinione corrente su quest'ultimo grado. Per contro, per quelli che come noi si rifiutano, per diverse ragioni, di considerare questo grado il prodotto di un'elaborazione "speculativa" del secolo XVIII, e che vi scorgono una specie di "condensazione" del contenuto di certi gradi superiori della massoneria operativa, destinata a colmare nella misura del possibile una lacuna dovuta all'ignoranza in cui si trovavano riguardo a questi i fondatori della Grande Loggia d'Inghilterra, la cosa appare sotto una luce assai diversa: si tratta allora di una sovrapposizione di due significati diversi, ma che non si escludono per nulla, fatto che non ha sicuramente niente di eccezionale nel simbolismo; inoltre, quel che nessuno sembra aver osservato finora, è che le due interpretazioni, rifacendosi rispettivamente al greco e all'ebraico, si accordano perfettamente con il carattere proprio dei due gradi corrispondenti, "pitagorico" per il secondo, e "salomonico" per il terzo, e forse è soprattutto questo, in fondo, che permette di comprendere realmente la questione. Detto ciò, possiamo tornare all'interpretazione "geometrica" del grado di Compagno; quel che ne abbiamo detto finora non è ancora la parte più interessante riguardo al simbolismo della massoneria operativa. Nello stesso catechismo sopra citato, si trova anche questa specie d'enigma: By letters four and science five, this G aright doth stand in a due art and proportion.(7) Qui, science five designa evidentemente la "quinta scienza", cioè la Geometria; in quanto al significato di letters four, si potrebbe, a prima vista e per simmetria, esser tentati di supporvi un errore per cui occorra leggere letter al singolare, di modo che si tratterebbe della "quarta lettera", cioè, nell'alfabeto greco, della lettera Δ, che è infatti simbolicamente interessante per la sua forma triangolare; ma, siccome questa spiegazione avrebbe il grande difetto di non presentare alcun rapporto intelligibile con la lettera G, è molto più verosimile che si tratti realmente di "quattro lettere", e che l'espressione d'altronde anormale science five, invece di fifth science, sia stata messa lì intenzionalmente per rendere l'enunciato ancor più enigmatico. Ora, il punto che può sembrare più oscuro è questo: perché si parla di quattro lettere, o, se è invece sempre dell'iniziale della parola Geometry che si tratta, perché deve essere quadruplicata to stand aright in due art and proportion? La risposta, che deve trovarsi in rapporto con la posizione "centrale" o " polare" della lettera G, può essere data solo per mezzo del simbolismo operativo, ed è qui d'altronde che appare la necessità di prendere questa lettera, come indicavamo sopra, nella sua forma greca Γ. Infatti, l'accostamento di quattro Γ posti ad angolo retto gli uni rispetto agli altri forma lo swastika, "simbolo, come lo è pure la lettera G, della Stella polare, che è essa stessa il simbolo, e per il massone operativo la sede effettiva, del Sole centrale nascosto dell'Universo, Iah",(8) il che richiama evidentemente molto da vicino il Tai-i della tradizione estremo-orientale.(9) Nel passo della Grande Triade che richiamavamo all'inizio, abbiamo già segnalato l'esistenza, nel rituale operativo, di uno strettissimo rapporto fra la lettera G e lo swastika; tuttavia, non eravamo allora a conoscenza delle informazioni che, facendo intervenire il Γ greco, rendono questo rapporto ancor più diretto e ne completano la spiegazione.(10) è opportuno notare anche che la parte ricurva dei bracci dello swastika è considerata rappresentare l'Orsa Maggiore, vista in quattro posizioni diverse nel corso della sua rivoluzione intorno alla Stella polare, alla quale naturalmente corrisponde il centro in cui si uniscono i quattro gamma, e che queste quattro posizioni sono messe in relazione con i quattro punti cardinali e le quattro stagioni; è noto quale sia l'importanza dell'Orsa Maggiore in tutte le tradizioni in cui interviene il simbolismo polare.(11) Se si considera che tutto ciò appartiene a un simbolismo che può veramente dirsi "ecumenico" e che indica per ciò stesso un legame abbastanza diretto con la tradizione primordiale, si può capire senza fatica perché "la teoria polare sia sempre stata uno dei più grandi segreti dei veri maestri massoni".(12)

    René Guénon

    Note

    1. La Grande Triade, cap. XXV.

    2. L'autore di un'opera sul simbolismo massonico ha creduto di doverci rivolgere a questo proposito una critica, formulata anche in termini assai poco cortesi, come se noi fossimo responsabili di questa assimilazione fonetica; ma noi non abbiamo tuttavia a questo riguardo una responsabilità maggiore di quella dei massoni inglesi che un tempo identificarono le tre lettere della medesima parola God con le iniziali delle tre parole ebraiche Gamel, Oz, Dabar (Bellezza, Forza, Saggezza); checché si pensi del valore di tali accostamenti (e ve ne sono altri ancora), si è in ogni caso obbligati a tenerne conto almeno storicamente.

    3. Marius Lepage, La Lettre G, in "Le Symbolisme", numero del novembre 1948; articolo nello "Speculatiie Mason", numero del luglio 1949, scritto in occasione del precedente, e da cui è tratta la maggior parte delle informazioni che utilizziamo qui.

    4. Prichard, Masonry Dissected (1730).

    5. Ricordiamo che la squadra a bracci disuguali, che è più precisamente la forma di questa lettera, rappresenta i due lati dell'angolo retto del triangolo rettangolo 3-4-5, che ha, come abbiamo spiegato altrove, un'importanza tutta particolare nella massoneria operativa (si veda Parole perdue et mots substitués, in "études Traditionnelles", dicembre 1948).

    6. Tutte le considerazioni che alcuni hanno voluto trarre dalla forma della lettera G (somiglianza con la forma di un nodo, con quella del simbolo alchemico del sale, ecc.) hanno manifestamente un carattere del tutto artificiale e anche piuttosto fantasioso; esse non hanno il minimo rapporto con i significati riconosciuti di questa lettera, e non poggiano d'altronde su alcun dato autentico.

    7. Non dobbiamo dimenticare di menzionare per inciso che, in risposta alla domanda Who doth that G denote? (who e non più what come in precedenza quando si trattava della Geometria), questo catechismo contiene ancora la seguente frase: The Grand Architect and contriver of the Universe, or He that was taken up to the Pinnacle of the Holy Temple; si osserverà che il "Grande Architetto dell'Universo" viene qui identificato con Cristo. (dunque col Logos), messo a sua volta in rapporto con il simbolismo della "pietra angolare" inteso secondo il senso che abbiamo spiegato; il "pinnacolo del Tempio" (e si noterà la curiosa somiglianza di questa parola con l'ebraico pinnah che significa "angolo") è naturalmente il vertice o il punto più elevato, e, come tale, equivale a quel che è la "chiave di volta" (Keystone) nell'Arch Masonry.

    8. Nell'articolo dello "Speculative Mason", da cui è tratta questa citazione, lo swastika è chiamato inesattamente gammadion, designazione che, come abbiamo segnalato a diverse riprese, era in realtà applicata anticamente a tutt'altre figure (si veda in particolare El-Arkân, in cui ne abbiamo dato la riproduzione), ma non è men vero che si può ritenere che lo swastika per quanto non abbia mai portato questo nome, sia formato da quattro gamma, di modo che questa rettificazione di terminologia non cambia nulla alla nostra argomentazione.

    9. Aggiungeremo che il nome divino Iah, appena menzionato, è messo più specificamente in rapporto con il primo dei tre Grandi Maestri nel settimo grado della massoneria operativa.

    10. Si potrebbe forse obiettare che la documentazione inedita fornita dallo "Speculative Mason", e che concerne lo swastika, proviene da Clement Stretton, e che questi si dice sia stato il principale autore di una "restaurazione" dei rituali operativi nella quale certi elementi, perduti in seguito a circostanze mai completamente chiarite, sarebbero stati sostituiti da "prestiti" tratti dai rituali speculativi di cui nulla garantisce la conformità con ciò che esisteva anticamente; ma questa obiezione non vale nel nostro caso, poiché si tratta qui di cosa di cui non si trova la minima traccia nella massoneria speculativa.

    11. Si veda ugualmente La Grande Triade, cap. XXV, a proposito della "Città dei Salici" e della sua rappresentazione simbolica con uno staio pieno di riso.

    12. Può essere interessante segnalare ancora che, nella Cabala, lo iod si considera formato dall'unione di tre punti che rappresentano le tre middoth supreme e sono disposti a squadra; quest'ultima è d'altronde volta in senso contrario a quella che forma la lettera greca G, il che potrebbe corrispondere ai due sensi opposti di rotazione dello swastika.

  9. #19
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    Citazione Originariamente Scritto da Outis
    Pur avendo letto molto del Guénon (questo il giusto accento ), non mi sento di dare giudizi o di attribuire la sua opera ad una parte politica. Ricordo, come dice l'altro forumista, che dissentì sull'uso dello swastika nella bandiera del Dritten Reich, perché non riusciva a comprendere come un simbolo della scienza sacra potesse essere adoperato nella politica. Stento ad assimilarlo all'idea nazionalsocialista e a quella fascista, ma c'è da dire che la nostra Idea del Mondo ci permette di essergli più vicino di quanto altri non credano. Sul tentativo di alcuni amici di sinistra di attribuirlo a quella parte politica dissento ancora di più, in quanto il sistema valoriale che il Guénon propone è assai lontano dalle logiche economiche e politiche. Diciamo che il Maestro andrebbe studiato con l'ausilio di persone esperte o, meglio, di Iniziati, ma oggi non credo ci siano più gruppi del genere operanti. Rimane un passaggio obbligato, a mio avviso, per tutti gli antimodernisti.

    Spero di non aver rotto troppo le scatole.

    Saluti

    Potresti indicarmi dove i compagni hanno assimilato Guénon al nazionalsocialismo?
    Più che di ignoranza, penso si tratti della notoria malafede dei comunisti, oppure delle distorsioni comportate dalla loro visione del mondo totalizzante, per cui fanno calderoni pazzeschi con dentro le cose più varie. O meglio, mettono tutti gli anti-marxisti, o i non-marxisti, nello stesso pentolone.

  10. #20
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    Citazione Originariamente Scritto da Ormriauga
    Potresti indicarmi dove i compagni hanno assimilato Guénon al nazionalsocialismo?
    No no! Un'amico di sinistra ha fatto una provocazione collocandolo a sinistra!!! Non mi sono spiegato bene...

    Più che di ignoranza, penso si tratti della notoria malafede dei comunisti, oppure delle distorsioni comportate dalla loro visione del mondo totalizzante, per cui fanno calderoni pazzeschi con dentro le cose più varie. O meglio, mettono tutti gli anti-marxisti, o i non-marxisti, nello stesso pentolone.
    Dai su, non c'entra niente questo, lascia perdere su.

 

 
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