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Discussione: Renè Guènon

  1. #21
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    Citazione Originariamente Scritto da Hassan
    Sul pensiero di quest'autore ho appena iniziato il percorso di approfondimento, quindi lascio che a risponderti siano camerati più preparati sul tema, come Outis, Leonida e Cornelio.
    Per quanto riguarda la vicinanza alla nostra area politica va detto che Guenon aveva uno stretto rapporto con Evola, difatti comparvero scritti di Guenon sulla rivista Il Regime, da Evola diretta.
    Credo che anche in Germania fosse apprezzato, specialmente dalla componente, diciamo esoterica, del nazional-socialismo, ma è una mia supposizione.
    Non credo si possa dire di un "fascismo" o "nazismo" di Guénon più del fatto che collaborò - facendosi ospitare - con periodici vicini al regime.
    D'altronde come ogni persona normale, anche Guénon non poté non riconoscere il valore di katechon (cioé di barriera) operato dai fascismi contro quello che era allora il pericolo: l'espandersi delle rivoluzioni egualitariste radicali con una velocità preoccupante.
    Ma da qui a dire che Guénon fu (filo-)fascista o (filo-)nazista ce ne passa. Menchemeno nazista - credo - visto che anche lui (posizione che trasmise all'Evola migliore) indicò con preoccupazione un certo utilizzo in funzione laicale del simbolismo tradizionale. Sostanzialmente il Nazismo fu un fenomeno nato all'interno di una cultura - quella tedesca - figlia del Protestantesimo e del Romanticismo, due fenomeni che si sono distinti nella lotta sovversiva contro la Tradizione.

  2. #22
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    Citazione Originariamente Scritto da Outis
    No no! Un'amico di sinistra ha fatto una provocazione collocandolo a sinistra!!! Non mi sono spiegato bene...


    Dai su, non c'entra niente questo, lascia perdere su.
    Nessun problema, non volevo mica criticare te (tra l'altro non so nemmeno come la pensi).
    In effetti, non avevo mai lettto grossi attacchi contro Guénon - se non quello di un mio professore - da parte delle sinistre, per questo chiedevo. Non si può negare però che il discorso elitario di Guénon dia fastidio a chi propone un'umanità indistinta.

  3. #23
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    Citazione Originariamente Scritto da waldganger
    Perchè è la manifestazione (che è il simbolo di ciò che c'è oltre) il punto da cui dobbiamo partire, e che vi siano differenze qualitative nelle cose della natura (e negli uomini manifestati) è lampante. A una pluralità di uomini corrispondono una pluralità di vie (di 'espressioni varie della Tradizione UNA').

    Superare le differenze non vuol dire negarle, tutt'altro. Inoltre ciò che è intellegibile (nel senso di Intelletto) dagli individui non è sempre uguale: ciò per riaffermare che gli uomini sono tutti differenti. Alcuni, molti uomini, non sono nati per scorgere completamente ciò che vi è oltre la contingenza.

    Sull'argomento può interessarti "Caste e razze" di Schuon.
    Questo perchè voi esaltate una visione gerarchia e darwinista della vita: il debole deve sottostare al forte. E questa visione "hierarchica" e antiegalitaria è la medesima utilizzata dai sistemi capitalistici e materialistici.

  4. #24
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    non è il debole sottomesso al forte, è colui che ha qualità morali e spirituali elevate deve essere gerarchicamente superiore a colui che non le ha o le ha in misura inferiore.
    comunque anche se Guenon non inluenzato direttamente il Nazionalsocialismo , quest ' ultimo è stato definito ' Guenon + divisioni corazzate'.


    SH!

  5. #25
    Runes
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    Citazione Originariamente Scritto da Fenriz
    non è il debole sottomesso al forte, è colui che ha qualità morali e spirituali elevate deve essere gerarchicamente superiore a colui che non le ha o le ha in misura inferiore.

    SH!
    Fin li daccordo....e fisiche no?

  6. #26
    l'ultimo immortale
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    Grande Renè

  7. #27
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    posto questo scritto interessante per capire che la Tradizione non è retaggio esclusivo dei nazisti e dei fascisti:

    L'esoterismo nella cultura di destra. L'Esoterismo nella cultura di sinistra. di Fabrizio Ponzetta - Jubal Editore scheda
    pagina 2/2
    Infatti la cultura ufficiale è impregnata di spirito positivista e materialista ed è un fatto, questo, di cui dobbiamo tenere conto, in quanto chiunque, di destra o di sinistra, deve rendere ad essa un tributo per lo meno formale, e la stessa cosa dicasi, ovviamente, per i principi democratici e liberali.
    Per “destra” e per “sinistra” intendiamo quindi due sottoculture, due visioni del mondo, che si riflettono dai cenacoli intellettuali ai partiti politici agli stili di vita sociale: una visione tradizionalista, e quindi “conservatrice”, ed una visione progressista, e quindi “libertaria”. Sia la cultura di “destra” che la cultura di “sinistra” esistono nell’auspicio di una rivoluzione (o di una riforma, se il termine agita fantasmi storici) dell’esistente: la destra guarda ad una civiltà che, al di là dei fattori contingenti, culturali e locali, ha un principio tradizionale, ovvero si basa su valori spirituali che costituiscono l’unico e supremo punto di riferimento per l’organizzazione dello stato; la sinistra invece guarda ad una civiltà moderna basata su valori umanisti e pragmatici, pluralisti ed egalitari. Entrambe, a testimonianza della distaccata imparzialità di chi sta scrivendo, sono qui considerate come utopiche; nel senso che esse hanno come punto di riferimento un ideale a cui conformarsi e a cui conformare il mondo. Entrambe queste culture, analogamente alla mente umana che le ha create, non vivono appieno nel presente, ma lo vivono in funzione di un passato tradizionale a cui tornare o, viceversa, in funzione di un futuro perfetto di pace, uguaglianza e abbondanza a cui arrivare. Dal “lato destro” si genera quindi l’immagine ideale di un “tempo che fu”, di un’età dell’oro, in cui gli uomini-dei vivevano nell’ordine cosmico che si rifletteva nell’ordine sociale, e dal “lato sinistro” si genera invece l’immagine ideale dei “tempi messianici”, secolarmente tradotta nel socialista “Sol dell’avvenire”, che, nello spiritualismo contemporaneo, a nostro avviso diventa il “new age”.

    Nonostante quanto è stato appena esposto, verrebbe subito da chiedersi, a riguardo del nostro ardito titolo, cosa c’entri la sinistra, per antonomasia laica, materialista e pragmatica, con l’esoterismo. Se la cultura di destra, infatti, nella sua contrapposizione al mondo moderno ha spesso elaborato, o meglio fatto emergere, tesi in netto contrasto con le dottrine scientifiche dell’evoluzionismo e del positivismo, rifacendosi ad una realtà spirituale iniziatica ed extramondana, designata talvolta col nome proprio di “Tradizione”; nella cultura di sinistra, a parte qualche marginale ed isolato esperimento di socialismo utopico (2), comunque deriso già nel manifesto di Marx ed Engels, sembra non esserci traccia di alcuna influenza spiritualista. Eccezion fatta per alcune tesi complottiste che vedono nei valori della sinistra un complotto di forze infere, oppure per alcune tesi, compiacenti come quelle di Erich Fromm o allarmiste come quelle destrorse, che vedono nel marxismo una secolarizzazione del messianesimo giudaico. Tuttavia, anche senza prescindere da quanto appena affermato, bisogna ricordare che storicamente la filosofia occulta è stata spesso associata al radicalismo politico e sociale; ne sono esempi lampanti le rivoluzioni organizzate da Tommaso Campanella, le simpatie anabattiste di Paracelso, l’avversione per l’assolutismo, temporale e spirituale, di Giordano Bruno, il fatto che il leader dei digger inglesi, Gerrard Winstanley, fosse un occultista, le dimostrate responsabilità massoniche e occultiste nella rivoluzione francese, l’incarcerazione per attività sovversive e socialiste del francese Alphonse-Louis Constant, in seguito meglio conosciuto come Eliphas Lèvi, e la militanza nella socialista Società Fabiana della presidentessa della Società Teosofica, Annie Besant. Non bastassero queste premesse storiche, dobbiamo qui rilevare che, nella seconda metà del ventesimo secolo, una certa cultura di sinistra, autodefinitasi “ala creativa” o “nuova sinistra”, si sganciò non solo dalla ferrea ideologia marxista-leninista (come fecero d’altronde anche, chi prima e chi dopo, i partiti ortodossi dell’occidente), ma anche da una visione materialista e pragmatica della vita, aprendosi quindi alle influenze dello spiritualismo contemporaneo che questa Nuova sinistra incanalò in un “contrordine” di rivoluzione interiore. Il “contrordine” avvenne sia tramite la guida di una serie di “guru”, sia tramite la simpatia o l’adesione a nuovi culti, sia in un’ecologia che rivalutò i riti e le filosofie neopagane, sia in una riformulazione delle teorie di Wilhelm Reich tramite la psicoterapia umanista e le terapie bioenergetiche, e diede vita a quel fenomeno, che poi è una contraddizione in termini, di “esoterismo di massa”, ovvero del new age.

    Il terreno, d’altronde, era già stato ampiamente preparato dalle contaminazioni ottocentesche, sopra appena accennate e più avanti ben analizzate, fra socialismo e Società Teosofica, quest’ultima considerata non a caso e non a torto un fenomeno precursore del new age.

    Partendo allora dalla storia della Società Teosofica e dalle sue “scissioni”, possiamo tracciare una storia dello spiritualismo contemporaneo che va dai teosofi a Steiner a Krishnamurti a Rajneesh al movimento hippy al new age. Evidenzieremo, quindi, le interazioni, le simpatie e le adesioni della cultura di sinistra verso lo spiritualismo contemporaneo, nelle sue manifestazioni ecologiste e libertarie. Riferendo invece le critiche mosse allo spiritualismo contemporaneo, daremo ampio spazio non alle obiezioni, scontate d’altronde, della cultura ufficiale, positivista e materialista, ma alle critiche dei tradizionalisti, e quindi di un esoterismo che qui intendiamo di “destra”; critiche che accusano questo spiritualismo contemporaneo, questo “esoterismo di massa” ovvero di “sinistra”, di essere superficiale e di rileggere la Tradizione in un senso moderno e quindi fuorviante.
    Infine, prenderemo in esame le riletture dell’oriente operate dalle due culture prese in esame, per poi approdare ad una storia e ad un’analisi dell’esoterismo nella cultura di destra, riferendoci ai rapporti fra irrazionalismo e nazismo, alle famigerate origini occulte del nazismo, alla destra extraparlamentare del dopo guerra, ma anche a scrittori tradizionalisti come Julius Evola e René Guénon.

    www.riflessioni.it

  8. #28
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    'il soldato tedesco ha stupito il mondo, il bersagliere italiano ha stupito il soldato tedesco' E. Rommel
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    Citazione Originariamente Scritto da Runes
    Fin li daccordo....e fisiche no?
    riguardo aciò non sapèrei dirti il punto di vista din Guenon...

  9. #29
    Runes
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    Citazione Originariamente Scritto da Fenriz
    riguardo aciò non sapèrei dirti il punto di vista din Guenon...

    No io lo chiedevo a te che hai iniziato il discorso.

    Io mi trovo in sintonia ( non del tutto) col pensiero di Evola. L'Aristocrazia dello Spirito, quindi esaltazione dei valori spirituali della tradizione e dell'esistente. Il fisico conta fino a un certo punto.

 

 
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