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  1. #51
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    Citazione Originariamente Scritto da Ashmael
    L'omosessualità è una variante naturale dell'orientamento sessuale umano, se il creatore ha creato la specie umana così vuol dire che rientravano nel suo piano anche gli omosessuali. Chi ricerca la realizzazione della propria natura senza far danno non fa peccato, non c'è nessun ordine di Dio che lo vieti. I gay precederanno nel regno dei cieli i vari preti pedofili e frati stupratori, ammesso che questi indegni pastori ci arrivino mai.
    Torniamo sempre alle solite .... Come sempre hai ricevuto una rivelazione privata. Lo sappiamo ......
    Non c'è bisogno che lo ripeti che sei divinamente ispirato; che sai ciò che Dio vieta e ciò non vieta.
    Te lo dice la tua coscienza. Lo so. Però, non hai mai spiegato come fai a sapere, con certezza assoluta e morale, che sia Dio e non il diavoletto ..... a suggerti queste cose

  2. #52
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    Intervento di mons. Enrico Chiavacci al secondo incontro nazionale su "fede e persone omosessuali" Milano 2 febbraio 2002

    La mattinata è stata interamente occupata dall'intervento di don Enrico Chiavacci, docente di teologia morale alla Facoltà teologica dell'Italia centrale, il cui messaggio era riassunto nel titolo: "Omosessualità e morale cristiana: cercare ancora". L'ampio excursus storico-teologico del noto moralista è, infatti, partito dalla constatazione che l'idea dell'esistenza di "persone omosessuali", cioè esclusivamente o prevalentemente attratte da individui dello stesso sesso, risale al XIX secolo e nei documenti ufficiali della Chiesa al 1975, mentre prima era assente e tutta la tradizione etica si riferiva "a persone eterosessuali che liberamente mettevano in atto comportamenti omosessuali". Questa caratteristica accomunava i rapporti omosessuali praticati nel mondo greco: ad Atene come momento essenziale della relazione educativa tra maestro e discepolo; a Sparta come strumento per la costruzione di rapporti camerateschi tra guerrieri. La visione cambia con l'idea aristotelica di "legge di natura", che indica "l'ordine, ritenuto naturale, di organizzazione sociale" e porta a condannare l'omosessualità maschile (non quella femminile né quella tra padrone e schiavo) in quanto pone l'uomo passivo in posizione dominata. Proprio "un peccato di dominio indebito e, nel consenziente, un peccato di abdicazione del proprio ruolo naturale di dominatore" motiva, secondo mons. Chiavacci, il divieto di rapporti omosessuali tra maschi contenuto nel Libro del Levitico (Lv 18,22; 20,13), mentre nelle altre narrazioni solitamente richiamate, come l'episodio di Sodoma e Gomorra (Gen 19,1-11), il peccato sta "nella violenza, nella volontà di dominare e umiliare".
    Nel Nuovo Testamento l'unico argomentato riferimento alla malizia del comportamento omosessuale si ha in Paolo nella lettera ai Romani (1,26-27). Qui, secondo il moralista, l'apostolo considera i comportamenti omosessuali (tra persone eterosessuali) una manifestazione di quel rovesciamento dell'ordine naturale che è l'idolatria, cioè la sostituzione del culto a Dio con quello a uomini o animali, e, sulla scia di Aristotele, come violazioni dei precetti necessari all'ordinata convivenza in società. Tuttavia nella successiva tradizione cristiana il concetto di "natura" perderà la propria componente sociale e sarà ridotta "agli organi, funzioni e strutture della corporeità animale considerata in sé". Ciò condurrà a ritenere "secondo natura" solo i comportamenti sessuali finalizzati alla procreazione, "un principio questo che, insieme a quello della superiorità dell'uomo sulla donna, rimarrà immutato fino agli anni '60 del secolo scorso", giustificando la definizione degli atti omosessuali come "contro natura". Gli approfondimenti nella comprensione della sessualità umana offerti dalla ricerca scientifica nell'ultimo secolo non possono a questo punto essere ignorati dalla riflessione teologico-morale e mons. Chiavacci ritiene che essa deve utilmente ricorrere all'idea di "gender identity", la quale "equivale più o meno all'interpretazione che un essere umano dà della propria appartenenza al genere maschio o femmina". Ciò consente di distinguere quattro elementi interattivi: "identificazione di genere" (col comprovato non automatismo di correlazione tra sesso biologico e sesso psicologico), "orientamento sessuale" (attrazione unica o prevalente verso un sesso), "ruolo sessuale" (socialmente assegnato al maschio e alla femmina) e "comportamento sessuale". Solo "comprendendo meglio la sessualità", ha concluso mons. Chiavacci, "si può discutere di omosessualità in modo sensato, cioè rifiutando la categoria astratta di 'omosessualità', rifiutando di considerare ogni comportamento omosessuale come a priori oggettivamente disordinato e rifiutando di considerare i transessuali o le persone di orientamento omosessuale necessariamente malate o perverse. Il problema morale dell'omosessualità va ripensato nel quadro delle nuove acquisizioni in materia di sessualità umana e la luce del Vangelo va proiettata sull'esperienza e sulla conoscenza di oggi, non sugli schemi logici e le categorie mentali dei secoli scorsi".

  3. #53
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    Citazione Originariamente Scritto da ragazzosemplice
    Intervento di mons. Enrico Chiavacci al secondo incontro nazionale su "fede e persone omosessuali" Milano 2 febbraio 2002

    La mattinata è stata interamente occupata dall'intervento di don Enrico Chiavacci, docente di teologia morale alla Facoltà teologica dell'Italia centrale, il cui messaggio era riassunto nel titolo: "Omosessualità e morale cristiana: cercare ancora". L'ampio excursus storico-teologico del noto moralista è, infatti, partito dalla constatazione che l'idea dell'esistenza di "persone omosessuali", cioè esclusivamente o prevalentemente attratte da individui dello stesso sesso, risale al XIX secolo e nei documenti ufficiali della Chiesa al 1975, mentre prima era assente e tutta la tradizione etica si riferiva "a persone eterosessuali che liberamente mettevano in atto comportamenti omosessuali". Questa caratteristica accomunava i rapporti omosessuali praticati nel mondo greco: ad Atene come momento essenziale della relazione educativa tra maestro e discepolo; a Sparta come strumento per la costruzione di rapporti camerateschi tra guerrieri. La visione cambia con l'idea aristotelica di "legge di natura", che indica "l'ordine, ritenuto naturale, di organizzazione sociale" e porta a condannare l'omosessualità maschile (non quella femminile né quella tra padrone e schiavo) in quanto pone l'uomo passivo in posizione dominata. Proprio "un peccato di dominio indebito e, nel consenziente, un peccato di abdicazione del proprio ruolo naturale di dominatore" motiva, secondo mons. Chiavacci, il divieto di rapporti omosessuali tra maschi contenuto nel Libro del Levitico (Lv 18,22; 20,13), mentre nelle altre narrazioni solitamente richiamate, come l'episodio di Sodoma e Gomorra (Gen 19,1-11), il peccato sta "nella violenza, nella volontà di dominare e umiliare".
    Nel Nuovo Testamento l'unico argomentato riferimento alla malizia del comportamento omosessuale si ha in Paolo nella lettera ai Romani (1,26-27). Qui, secondo il moralista, l'apostolo considera i comportamenti omosessuali (tra persone eterosessuali) una manifestazione di quel rovesciamento dell'ordine naturale che è l'idolatria, cioè la sostituzione del culto a Dio con quello a uomini o animali, e, sulla scia di Aristotele, come violazioni dei precetti necessari all'ordinata convivenza in società. Tuttavia nella successiva tradizione cristiana il concetto di "natura" perderà la propria componente sociale e sarà ridotta "agli organi, funzioni e strutture della corporeità animale considerata in sé". Ciò condurrà a ritenere "secondo natura" solo i comportamenti sessuali finalizzati alla procreazione, "un principio questo che, insieme a quello della superiorità dell'uomo sulla donna, rimarrà immutato fino agli anni '60 del secolo scorso", giustificando la definizione degli atti omosessuali come "contro natura". Gli approfondimenti nella comprensione della sessualità umana offerti dalla ricerca scientifica nell'ultimo secolo non possono a questo punto essere ignorati dalla riflessione teologico-morale e mons. Chiavacci ritiene che essa deve utilmente ricorrere all'idea di "gender identity", la quale "equivale più o meno all'interpretazione che un essere umano dà della propria appartenenza al genere maschio o femmina". Ciò consente di distinguere quattro elementi interattivi: "identificazione di genere" (col comprovato non automatismo di correlazione tra sesso biologico e sesso psicologico), "orientamento sessuale" (attrazione unica o prevalente verso un sesso), "ruolo sessuale" (socialmente assegnato al maschio e alla femmina) e "comportamento sessuale". Solo "comprendendo meglio la sessualità", ha concluso mons. Chiavacci, "si può discutere di omosessualità in modo sensato, cioè rifiutando la categoria astratta di 'omosessualità', rifiutando di considerare ogni comportamento omosessuale come a priori oggettivamente disordinato e rifiutando di considerare i transessuali o le persone di orientamento omosessuale necessariamente malate o perverse. Il problema morale dell'omosessualità va ripensato nel quadro delle nuove acquisizioni in materia di sessualità umana e la luce del Vangelo va proiettata sull'esperienza e sulla conoscenza di oggi, non sugli schemi logici e le categorie mentali dei secoli scorsi".
    La fonte è tratta da WATC e, dunque, già ipotecata per ciò solo.
    A parte questo, non è questo vecchio teologo moralista fiorentino catto-comunista da quattro soldi che può toccare il Magistero intoccabile ed immutabile della Chiesa, che, per mandato divino, interpreta la legge del Creatore. Per fortuna, simili personaggi modernisti non insegnano più.
    Basti vedere l'incompatibilità del suo insegnamento, quando vuole applicare alla morale cattolica la teoria dei generi che è totalmente incompatibile con la fede della Chiesa. E poi perchè vuole interpretare il Vangelo con gli schemi mentali attuali, ignorando la Santa Tradizione di cui vive e si nutre la Chiesa, secondo l'insegnamento dei Santi Padri, dei Pontefici e dei grandi Dottori della Chiesa, come S. Tommaso.
    Ma aggiungerei l'insegmamento di S. Vincenzo di Lerino.
    Insomma, ci troviamo dinanzi a posizioni che solo abusivamente possono chiamarsi "cattoliche", ma che verosimilmente sono protestanti e moderniste e, dunque, lontane anni luce dalla Chiesa. Sono posizioni out.

  4. #54
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    MA per favore! E' chiatro che nel passato senza un'adeguata consocenza di un fenomeno si potevano darne giudizi sbagliati (come ad esempio su altre questioni scientifiche), il problema è che senso dare oggi allla vita e al mondo di affetti dellle persone omosessuali alla luce del Vangelo.
    Poi don Chiavacci è uno dei più noti moralisti italiani, e penso ne sappia sia più di me che di te, quindi se non altro per rispetto evita di dare giudizi affrettati, come del resto su tutte le persone.

  5. #55
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    Citazione Originariamente Scritto da ragazzosemplice
    MA per favore! E' chiatro che nel passato senza un'adeguata consocenza di un fenomeno si potevano darne giudizi sbagliati (come ad esempio su altre questioni scientifiche), il problema è che senso dare oggi allla vita e al mondo di affetti dellle persone omosessuali alla luce del Vangelo.
    Poi don Chiavacci è uno dei più noti moralisti italiani, e penso ne sappia sia più di me che di te, quindi se non altro per rispetto evita di dare giudizi affrettati, come del resto su tutte le persone.
    A me non serve dare giudizi: a me basta sapere che è fuori del Magistero. Questo è sufficiente. Almeno per me che credo al Magistero papale. Tu che sei luterano ........
    Quanto al fatto che qui vengono dati giudizi scientifici sbagliati, è un grossolano errore, in quanto si tratta non di giudizi scientifici, bensì di giudizi morali, che sono cosa ben diversa. E la Chiesa gode della piena infallibilità, per mezzo del Papa, quando parla in materia di fede e di costumi, cioè di morale.
    E poi, ti ho detto, la Scrittura non va interpretata secondo le moderne categorie mentali (ammesso che siano corrette), ma alla luice della Tradizione e del Magistero, poiché si deve credere quel che dappertutto e sempre si è creduto. Questo è il metro della fede, che ti piaccia o no. Ma già ... tu sei catto-protestante o luterano e quindi certe cose non puoi coglierle .....

  6. #56
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    Citazione Originariamente Scritto da antonio
    le considerazioni del teologo sopra riportate mi paiono invece animate da razionalita' , logica, precisione.
    e sono discutibili, opinabili ... ma nel merito e con argomenti che i detrattori dovrebbero sostenere...argomenti razionali ..non campati per aria...anche se qualcuno pensa di liquidarle attribuendo etichette di comodo all'autore, per la pigrizia intellettuale di non volersi misurare sui contenuti.
    certo modo di intendere la Tradizione e' un rifugio per ignoranti.
    La teoria dei gender, che ti piaccia o no, è stata condannata dal Magistero. E, dunque, è eretica.
    Essa si fonda sull'idea che il sesso uomo-donna dalla cultura e non dal dato biologico. Anzi, per l'esattezza "nella società i generi maschile e femminile sarebbero esclusivamente il prodotto di fattori sociali, senza alcuna relazione con la dimensione sessuale della persona. In questo modo, ogni azione sessuale sarebbe giustificabile, inclusa l'omosessualità, e spetterebbe alla società cambiare per fare posto, oltre a quello maschile e femminile, ad altri generi nella configurazione della vita sociale". Come osservava anni fa il Pontificio Consiglio per la Famiglia, nel documento ""Famiglia, matrimonio e 'unioni di fatto'" del 26.7.2000: sulla base di questa errata teoria "... esiste così una certa tendenza a designare come "famiglia" ogni tipo di unioni consensuali, ignorando la naturale inclinazione della libertà umana alla donazione reciproca, e le sue caratteristiche essenziali, che sono la base di questo bene comune dell'umanità che è l'istituzione matrimoniale" (§ 8).
    Per incidens, tale errata teoria è nata ad opera di altrettante ideologie non cristiane come il marxismo e lo strutturalismo.
    La condanna è stata ribadita dalla Congregazione per la Dottrina della Fede nella Lettera ai Vescovi della Chiesa Cattolica sulla collaborazione dell’uomo e della donna nella Chiesa e nel mondo del 31.5.2004.
    Quindi, queste sono argomentazioni più che sufficienti per i cattolici per bollare senza appello quella nefasta teoria sostenuta da quell'eretico di "moralista" (sic!). Roma locuta, causa finita. Che ti piaccia o no. C'è poco da misurarsi con i contenuti.
    Quanto agli aspetti biblici, si è avuto ampiamenente modo di parlarne e disquisirne con lo stesso soggetto e con altri in passato e, dunque, è inutile ricucinare la stessa minestra, come tenti di voler fare.

  7. #57
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    Quoto:
    "il Magistero intoccabile ed immutabile della Chiesa, che, per mandato divino, interpreta la legge del Creatore. "

    Che sosteneva la terra immobile al centro dell'universo, che sosteneva la creazione di tutti gli esseri viventi e la donna inferiore ( devo citare S.Tommaso?)
    non sarà mai possibile con la ragione pervenire a qualche verità assoluta

  8. #58
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    Citazione Originariamente Scritto da simplicio
    Quoto:
    "il Magistero intoccabile ed immutabile della Chiesa, che, per mandato divino, interpreta la legge del Creatore. "

    Che sosteneva la terra immobile al centro dell'universo, che sosteneva la creazione di tutti gli esseri viventi e la donna inferiore ( devo citare S.Tommaso?)
    La creazione è verità di fede. Dunque, non può essere negata. Tutto proviene da Dio ed a Lui tende. Se non si crede questo, è inutile stare a parlare.
    Quanto alla terra al centro dell'universo, non è mai stata una verità di fede, ma è stata una verità c.d. comune. La c.d. inferiorità della donna, poi, è un'altra leggenda .... .
    Ecco perchè ho detto che va visto nella Santa Tradizione, alla luce di ciò che è stato sempre creduto e professato, come diceva S. Vincenzo di Lerino.

  9. #59
    spirito libero
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    quoto:
    "Quanto alla terra al centro dell'universo, non è mai stata una verità di fede"
    Errato, era verità di fede, in quanto alla creazione c'è stata una correzione di rotta, ma ancora nei primi anni di questo secolo la Chiesa sosteneva la creazione di ogni singola specie vivente.
    non sarà mai possibile con la ragione pervenire a qualche verità assoluta

  10. #60
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    Citazione Originariamente Scritto da antonio
    domanda: l'evouzione dunque andrebbe bandita?

    la terra al centro dell'universo non e' mai stata una verita' di fede? si, ex post non lo e' stata...ma e' stata trattata alla stregua di una verita' di fede..fede in cosa, poi? ma fede nell'antropocentrismo..
    La verità di fede è la creazione.
    Dell'evoluzione abbiamo già parlato in precedenza e dunque ti rinvio là. Io personalmente non ci credo. Ma, nondimeno, come disse Giovanni Paolo II, una corretta visione dell'evoluzione non si oppone alla creazione.
    La terra al centro non è MAI stata verità di fede. Altrimentri citatemi il documento pontificio che ne fa verità di fede immutabile.
    In verità era solo quella che si chiama in teologia "communis opinio".

 

 
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