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Discussione: a proposito di Iran

  1. #1
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    'il soldato tedesco ha stupito il mondo, il bersagliere italiano ha stupito il soldato tedesco' E. Rommel
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    Predefinito a proposito di Iran

    visto che si sta parlando molto di iran negli ultimi tempi, vorrei avere un vostro parere e eventuale critica al riguardo:


    Così come ritroviamo nell’antica India indoeuropea la divisione della società in sacerdoti (Brahmani), guerrieri (Ksathrya) e contadini (Vaisya), come nell’antica Persia indoaria tra Asravan (Sacerdoti del fuoco), Artestar (montatori del carro da guerra) e Vastryos (agricoltori), come tra i Celti d’Irlanda, tra i Druidi, seguiti dalla nobiltà militare e dagli allevatori-agricoltori.
    Una analoga tripartizione esistette tra i germani, nell’antica Roma, tra gli sciiti, tra i traci, i frigi, fino a giungere ad oggi dove ritroviamo l’unica forma rimasta di Stato tradizionale nella Repubblica Islamica dell’Iran, caratterizzata dal ruolo della Wilayatu’l Faqih e dal Consiglio dei Giurisperiti, formato dagli Ulama; dai Pasdaran, guerrieri della rivoluzione, e dal popolo. Non a caso fra il musulmano Platone è detto “Imam dei filosofi” e molti lo chiamano Sayyidna Iflitun, ossia “Nostro Signor Platone”, ritenendolo un profeta mandato da Allah ai greci.

  2. #2
    Mjollnir
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    Mi sembra il solito trucchetto monoteista di appropriarsi delle cose altrui.

  3. #3
    Solve et Coagula
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    beh...a dire la verità la religione hindù è sempre stata monoteista, nonostante la trimurti e nonostante le innumerevoli divinità...varie raffigurazioni di un principio UNICO

  4. #4
    Mjollnir
    Ospite

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    Citazione Originariamente Scritto da Cinegiro
    beh...a dire la verità la religione hindù è sempre stata monoteista, nonostante la trimurti e nonostante le innumerevoli divinità...varie raffigurazioni di un principio UNICO
    Benvenuto, anzitutto.

    Nel merito, confondere il principio Uno col Dio unico degli abramitici è un equivoco piuttosto grossolano. E a quanto pare, molto diffuso

    Ci sono già varie discussioni su questo tema.

  5. #5
    Solve et Coagula
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    grazie per il benvenuto...

    beh...quindi secondo te anche guènon ha commesso questo "errore grossolano"???

  6. #6
    Mjollnir
    Ospite

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    Citazione Originariamente Scritto da Cinegiro
    beh...quindi secondo te anche guènon ha commesso questo "errore grossolano"???
    Soprattutto

  7. #7
    Solve et Coagula
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    aaaaaaah! ti ho scoperto allora! sei un controiniziato!

    ehehe!

  8. #8
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    Citazione Originariamente Scritto da Cinegiro
    aaaaaaah! ti ho scoperto allora! sei un controiniziato!

    ehehe!
    Io da Frumentario lo sono di certo..

    VALE!

    FRVMENTARIVS
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  9. #9
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    gùenon per il sottoscritto rimane un pensatore squisitamente "occidentale"
    per certi versi ben lontano dal pensiero aurorale indoeuropeo.
    e come tutti i pensatori occidentali peccano nel non comprendere il silenzio,
    L'Antico e il Nuovo Testamento non conoscono il kósmos del pensiero aurorale, né il movimento autonomo e onnicomprensivo della physis, "sempre vivente che si accende e si spegne secondo giusta misura",1 essi concepiscono in realtà il mondo come unica creazione di Dio solamente in funzione dell'uomo e come abitazione dell'uomo dopo il suo allontanamento da Dio: (errore grossolano mai perpretato dagli antichi)
    "Poiché tu hai ascoltato la voce di tua moglie e hai mangiato del frutto dell'albero, che io ti avevo espressamente proibito di mangiare, la terra sarà maledetta per cagione tua; con il lavoro faticoso riceverai da quel¬la il tuo nutrimento per tutti i giorni della tua vita, essa ti produrrà spine e tribolazioni, ti nutrirai dell'erba dei campi, col sudore della tua fronte mangerai il pane, finché ritornerai alla terra da cui sei stato tratto, poiché tu sei polvere e in polvere ritornerai."
    Con il peccato il "mondo" biblico acquista un nuovo senso più accentuatamente antropologico quindi soggettivo e secolarizzato lontano anni luce dal pensare il kosmos come ordine primordiale di tutte le cose. Da ens creatum in funzione del uomo, diventa luogo di espiazione di una colpa umana, il suo logos non è più presso di sé non è più immanente ma si storicizza, presso l'uomo ed il suo divenire storico, presso la sua storia sacra o storia di salvezza. Il kósmos perenne che ripete se stesso diventa sceculum, tempo mondano compreso tra un inizio e una fine, tra una creazione e un éschaton, tra una colpa e una redenzione.
    Nasce la storia come attesa (Antico Testamento) o come partecipazione (Nuovo Testamento) alla redenzione. In questa storia il mondo non è, come il kósmos greco, theìon e hólon, ma la totalità (hólon) si spezza e il mondo, carico di negatività per la maledizione divina, si contrappone al divino (theìon). A questo punto il filosofo cristiano può contrapporre alla civitas terrena la civitas Dei e tradurre la philia del Greco per il kósmos in quell'amare mundum che, come vuole Agostino, acquista immediatamente il significato di non conoscere daeva,brhaman o Deum, indi disconoscerlo nella sua perennialità giacchè la comparsa "attiva" e parlata del dio del deserto è sinonimo di saeculum di dimostrare, lontanissimo dal puro concetto di kosmos nel solo "mostrare"
    Tutto questo comporta un capovolgimento del rapporto tra natura e storia, nel senso che i filosofi greci e i sapienti orientali pensano l'ordine storico-politico in funzione dell'ordine cosmico universale, e in questo senso sono cosmo-politici, perché l'ordine della natura (physis) è il paradigma per l'ordine della città (pòlis}. Fiatone per edificare la suapoliteia guarda l'ordine celeste: l'iperuranio; Lao-Tzu per dare ordinamenti agli uomini guarda il Tao. Iperuranio e Tao sono espressione dell'ordine immutabile a cui il mondo storico-politico si deve adeguare. Scrive infatti Fiatone:
    Anche quel piccolo frammento che tu rappresenti, o uomo meschino, ha sempre il suo intimo rapporto col cosmo o un orientamento a esso. Ti ri¬mane però celato che tutto il divenire muove in vista dell'universo, affinchè la vita di questo giunga alla sua beatitudine essenziale. La vita non si genera in funzione tua, ma tu vieni generato in funzione della vita cosmica.'

    I filosofi post antico testamento in quanto filosofi cristiani e post-cristiani, capovolgono il rapporto cosmo-politico, subordinano il primo al secondo anteponendo la stessa storia all'ordine universale provocando l'occultamento della sapienza Da Agostino a Croce ciò che muta è la concezione della storia da cristiana a secolare, ma anche la secolarizzazione rimane all'interno del sceculum cristiano, per il quale il senso della natura è racchiuso nell'intenzionalità dell'uomo, nella sua soggettività che assoggetta il mondo. Non è più l'ordine del cosmo a dettare giusta legge alla pòlis, ma è lapólù, come comunità dell'umano, a definire di volta in volta a seconda di definizione storica il cosmo. All'orizzonte cosmo-politico si sostituisce l'orizzonte di una politica cosmica alla quale, scriverà Heidegger: Il mondo appare come un oggetto, un oggetto a cui il pensiero calcolante sferra i suoi assalti, ai quali, si ritiene, nulla è più in grado di opporsi, mentre la natura si trasforma in un unico gigantesco serbatoio di energia al servizio dell'industria e della tecnica.
    Ai reggitori della moderna pòlis il compito di controllare ad usum delphini e dirigere l'uso l'abuso e lo sfruttamento della terra (come decreta il dio abramitico). Alla storia alla sua soggettività e ai suoi ritmi il compito di decidere della natura. Questa relazione storica dell'uomo nei riguardi della natura, condivisa in tutto l'Occidente, cioè dai credenti e dai non credenti, è giudaico-cristiana, non greca.non romana non germanica(vedesi epitteto e pitagora sallustio proclo))
    Il Greco non concepiva il kosmos come propaggine ultima della storia., ma riusciva a subordinarla appunto sotto l'ordine kosmico . il gentile arcaico da par suo non pensa storicamente, perché pensa cosmologicamente. Là dove tutto NON è SOTTOPOSTO A MUTAZIONI o diviene nella forma dell'eterno ritorno, manca una memoria del passato o un'anticipazione del futuro.(che diverrà logica e produzione matematica del concetto spirituale) Ogni evento umano passato viene presentificato nell'orizzonte immutabile del mito.
    il passato remoto svaniva nel sentimento calmo e atemporale di una struttura non storica, ma periodica o mitica, mentre il passato prossimo era vissuto e narrato solamente in funzione del presente politico.
    Ora è proprio lo sfondo cosmico, che eternamente è ed eternamente si ripete, ciò che non consente al gentile alcuna prospettiva storica, né in ordine al passato né in ordine al futuro, per il quale mancava ogni idea di progresso o di sviluppo,(il progresso è unicamente un'identificazione monoteista) non essendovi in prospettiva alcun fine o alcuna fine temporale, llentelécheia aristotelica, che e il solo concetto di "sviluppo" maturato nell'antichità, è del tutto atemporale e astorica. La parola, infatti, rinvia a entelè écho che significa: "ho raggiunto il compimento", "sono compiuto", nel senso dell'attività (enérgheia) che raggiunge nell'opera (érgon) il suo compimento.

    La storia fa la sua comparsa proprio con il cristianesimo e l'Occidente cristiano incomincia a computare il suo tempo in un "prima" e "dopo" Cristo. La coscienza storica che si sviluppa a partire da Agostino e da Orosio è coscienza materiale quasi materiale di ciò che rimane di una storia sacra che, anche quando, a processo di secolarizzazione avvenuto, si chiamerà pro-fana, non cesserà di misurarsi sul sacro (fanum). Al sacro appartengono infatti l'inizio e la fine, la creazione e Véschaton, il passato e il futuro.
    La coscienza storica, che può nascere solo con l'acquisizione di queste due dimensioni fondamentalmente ignote al pensiero greco, nasce e si sviluppa all'interno del sacro. Il mondo espresso dalla ci-vitas terrena ha il suo senso e il suo ultimo giudizio nella civitas Dei. Questa si erge a misura del mondo, della natura e di ogni suo evento, e tale rimane anche nel successivo processo di secolarizzazione. In questo modo si passa dalla physis greca al mundus come hominis cevum o età dell'uomo. A questo proposito Jaspers osserva che anche nella lingua tedesca:
    La parola "mondo (Welt)" suona, nell'antico alto tedesco, "Weralt". "Wer" significa, come in "Wergeld", uomo; "alt" rinvia a "Alter": età (Zeitalter). Secondo questa origine, "mondo" è l'età degli uomini, il tempo degli uo¬mini. La parola potrebbe significare il tempo di una generazione, l'età commisurata all'esistenza umana. ovvio che il primo l'esito dell'annuncio biblico che ha offerto alla meditazione del mondo giudaico-cristiano il passato come memoria creazionistica e il futuro come attesa escatologica. Il creazionismo diviene speculare allacreatività scientifica, mentre l'escatologia, mantenendo lo sguardo dell'uomo proiettato verso il futuro, ispira le figure del progresso, dell'utopia e della rivoluzione.
    Quando Bacone legge nel Genesi che Dio, dopo aver creato l'uo¬mo, gli ha affidato il dominio di tutte le creature, scorge in questo evento lo scopo della nuova scienza:
    In seguito al peccato originale, l'uomo decadde dal suo stato di inno¬cenza, e dal suo dominio sulle cose create. Ma entrambe le cose si pos¬sono recuperare, almeno in parte in questa vita. La prima mediante la religione e la fede, la seconda sempe mediante la fede scientifica che assumerà in seguito
    l'aspetto temebondo dell'illuminismo l'illuminismo vive con fascinazione l'ipotesi ottimistica del progresso,ritrovimamo lo stesso modo d'intendere con il socialismo, il quale esprime con Marx l'urgenza della rivoluzione, l'ambito è egualmente escatologico messianico ridiviene storicizzato secolarizzato, e questa volta il messianismo è da ricercarsi nelle sovrastrutture sociali e nel futuro dove opportunamente Schlegel individuerà
    "II desiderio rivoluzionario di realizzare il regno di Dio è il punto elastico di tutta la cultura progressiva e l'inizio della storia moderna."

    e come non pervenire alla realtà che per l'esegeta monoteista Il segreto del mondo creato da Dio è quindi l'uomo,l'uomo a cui tutto viene concesso indi
    anche l'ordine divino(?) di soggiogare la natura ed entrare per comando in competizione con essa e quindi con l'ordine cosmico dagli antichi costituito


    guènon con tutto il rispetto ci serve assai poco
    abbiamo eraclito pitagora e tanto basta.

    ps saluto con simpatia mjolnir
    e frummentarius di cui seguo spesso e volentieri pensieri e scritti.

    valete optime

  10. #10
    Mjollnir
    Ospite

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da Baltik
    ps saluto con simpatia mjolnir
    e frummentarius di cui seguo spesso e volentieri pensieri e scritti.
    Grazie per l'interessante scritto.. ricambio i saluti !


    Citazione Originariamente Scritto da Baltik
    guènon con tutto il rispetto ci serve assai poco
    abbiamo eraclito pitagora e tanto basta.
    Sottoscrivo in pieno.

 

 
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