da www.sassarisera.org
La Regione assume come consulente Antonio Pascalis, dirigente dell’azienda fondata da Soru, con un contratto da 10 mila euro al mese. E intesta a suo nome il dominio di un sito internet dell’amministrazione...
Comuni in rete?
È super-consulenza
La Regione assume come consulente Antonio Pascalis, dirigente dell’azienda fondata da Soru, con un contratto da 10 mila euro al mese. E intesta a suo nome il dominio di un sito internet dell’amministrazione
Regione – La Regione porta i Comuni sardi in rete con un sito made in Tiscali. E con una generosa profusione di denaro pubblico. Il caso riguarda il portale telematico www.comunas.it, promosso e finanziato da viale Trento allo scopo di riunire in un’unica struttura tutti i Comuni dell’isola, i quali possono fornire i loro servizi ai cittadini via web, e costato la bellezza di 700 mila euro. Si dà il caso che il dominio del portale sia stato registrato, per conto della Regione, da tale Antonio Pascalis. A chi conosce dall’interno la macchina amministrativa, il nome non dirà granché: non si tratta, infatti, di un dipendente regionale. Pascalis è un dirigente di Tiscali, attualmente pare sia in aspettativa, ma da circa un mese è anche un consulente della Regione, e che consulente: per accaparrarsi le sue prestazioni professionali per due mesi, la giunta regionale ha stanziato la bellezza di 20 mila euro. Si torna così a parlare di commistioni tra politica e impresa, di impiego dei fondi pubblici, insomma di quegli argomenti che ciclicamente tornano alla ribalta da quando la guida della massima istituzione sarda è stata assunta da Renato Soru, l’imprenditore il cui nome è indissolubilmente legato al colosso dell’informatica chiamato Tiscali.
Andiamo con ordine. Il 29 settembre dello scorso anno, la Regione registra presso l’authority italiana competente il dominio www.comunas.it. Il 10 novembre, l’authority ratifica l’ultima variazione nell’intestazione del dominio. L’organizzazione intestataria del dominio è ancora la Regione, ma nella persona fisica di Antonio Pascalis, all’epoca un illustre sconosciuto in quel di viale Trento. Sconosciuto, ma fino a un certo punto: nei dati di registrazione del dominio risulta legalmente domiciliato in viale Trento 69, indirizzo della presidenza della Regione, e la sua email risulta essere pascalis@regione.sardegna.it, indirizzo che spetta solo ai dipendenti e ai collaboratori dell’amministrazione. Passano tre mesi e il direttore generale della presidenza della Regione, Fulvio Dettori, appone la sua firma su una determina che affida a Pascalis una consulenza a dir poco prestigiosa. “Il Direttore Generale della Presidenza della Regione”, si legge nell’estratto della determinazione pubblicato sul Buras dello scorso lunedì, “ha stipulato una convenzione con il Sig. Antonio Pascalis, avente la durata di due mesi, per un impegno di spesa complessivo pari a Euro 20.000,00 (Ventimila/00), avente ad oggetto consulenza per le attività di sviluppo e gestione del sito internet istituzionale della regione, di coordinamento e di affiancamento nelle attività di formazione del personale coinvolto alla gestione del sito, nonché di progettazione e implementazione dei siti correlati al sito istituzionale stesso”. La data è quella del 28 dicembre scorso.
Secondo voci di palazzo, Dettori sarebbe in procinto di rettificare la determina, mantenendo il corrispettivo riportato sul Buras ma spalmandolo su quattro mesi. Pascalis si troverebbe così a percepire non 10 mila euro al mese, stipendio da fare invidia persino a qualche consigliere regionale, ma ‘solo’ 5 mila. A destare meraviglia è anche il fatto che il dominio www.comunas.it sia stato intestato allo stesso Pascalis, dal momento che, non avendo egli prestato giuramento di fedeltà alla pubblica amministrazione, questi potrebbe decidere di utilizzarlo come meglio crede, essendone il titolare. E’ un’ipotesi estrema, ma se dovesse nascere un contenzioso tra la Regione e il consulente, questi potrebbe bloccare l’attività del sito, con tutti i danni che ne deriverebbero per l’amministrazione e per la collettività.
“Sono quindici mesi che denunciamo il modo in cui la giunta Soru ricorre alle consulenze”, ricorda il consigliere regionale Roberto Capelli (Udc). “Questo è un caso di inopportunità, ve ne sono altri di illegalità. La risposta, però, è il silenzio, non solo da parte del presidente della Regione e degli assessori, ma anche delle istituzioni preposte a controllare. Noi, comunque, scegliamo di limitarci alla denuncia politica”. Critico anche il capogruppo dei Riformatori, Pierpaolo Vargiu: “La sensazione è che siamo nella solita situazione in cui si confonde il pubblico con il privato. Cose del genere sono da evitare soprattutto nell’interesse della giunta, perché certi scivoloni ledono alla sua immagine. E’ grave che episodi simili riducano il confronto politico a un dibattito sull’identità di un consulente, quando invece si dovrebbe discutere dei problemi veri della Sardegna”.




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