Lugano, il leader della Lega appena uscito dall'ospedale
critica il Cavaliere: "Troppe apparizioni rischiano di farci male"
Bossi e il tour in tv di Berlusconi
"Caro Silvio, stai sbagliando tutto"

"Le elezioni si vincono dicendo no agli omosessuali e immigrati"
di PAOLO BERIZZI


LUGANO - "Solo Berlusconi non ha ancora capito come si vincono le elezioni. Solo lui". Mancano cinque minuti alle 13 quando Umberto Bossi appare dietro una porta a vetri, un'uscita defilata del Cardiocentro.

Scarmigliato, sorridente e in discreta forma, il Senatur indossa pantaloni di velluto beige, una camicia a quadri e un pullover cardigan color nocciola. Sulla fibbia della cintura è apposto lo stemma leghista con la figura di Alberto da Giussano. Un sole tiepido inonda il cortile dell'ospedale. Sullo sfondo, le cime innevate, il lago e i palazzi ordinati di Lugano; lo stesso panorama che si vede dalla camera al secondo piano dove era ricoverato in questi giorni il leader della Lega. Bossi avanza circondato dagli uomini della scorta, e dai medici che martedì gli hanno impiantato un peace-maker: con loro c'è ormai un rapporto di fiducia e simpatia. Si scambiano battute. "Grazie, siete bravissimi. Però spero di vedervi il meno possibile", scherza lui. Sembra avere reagito molto bene all'intervento cardiaco e ai quattro giorni di ricovero in clinica. Gli uomini del suo staff, l'inseparabile autista Diego e Maurizio, l'assistente, hanno già caricato il bagaglio sulla Volvo. Ma è ancora presto per ripartire verso Gemonio. Bossi ha voglia di parlare.

Senatore, come sta?
"Abbastanza bene, grazie. Avevo un po' paura dell'intervento, ma mi hanno detto che è andato tutto bene. Anzi, adesso sa che cosa faccio? - dirige lo sguardo verso l'orizzonte - . Attraverso il lago a nuoto. Così gli italiani capiscono che sono tornato".
Vuole dire che è pronto per la campagna elettorale?
"Certo che sono pronto. Ho fatto questo intervento che era programmato da tempo. Mi hanno messo le pile. Sono un uomo bionico, come mi ha detto Maroni. Ora si può pensare alla campagna. E ci sarò anch'io".

Quando sarà la sua prima uscita ufficiale?
"Domenica, a Varese. Sarò al congresso dei giovani padani, in mezzo ai tantissimi giovani del nostro partito. E tra una settimana, domenica prossima, festeggeremo i 15 anni della Lega".

La Casa delle libertà ha iniziato la campagna elettorale tra polemiche, accuse, attacchi continui. Lei che cosa ne pensa?
"Penso che la ricetta giusta sia un'altra".

Quale?
"Andare diritto sui temi importanti, quelli che ti fanno vincere, quelli che vuole il nostro elettorato. No ai matrimoni omosessuali. No al voto agli immigrati. Sì al federalismo fiscale. Solo così si prendono i voti. Solo così si vince".

Berlusconi intanto continua nella sua offensiva mediatica.
"Non ha ancora capito come si vincono le elezioni. Glielo spiegherò bene, adesso".

Il premier ormai è sempre in televisione. Ogni volta che è ospite di una trasmissione nascono le polemiche.
Non crede che questa sovraesposizione mediatica alla fine possa nuocere a lui e anche alla coalizione di centrodestra?
"Andare troppo in televisione può essere negativo. Dipende da quello che dici: se dici cose controproducenti (Bossi in realtà usa un'espressione più colorita, egli stesso sorride) allora diventa controproducente. La televisione va maneggiata con cura".

Il Senatur si congeda con una stretta di mano. Prima di infilarsi in macchina ricambia il saluto degli infermieri che lo hanno accompagnarlo fin qui, nel cortile dove mercoledì sono arrivati i vertici della Lega saliti a Lugano per fargli visita. Calderoli, Castelli, Maroni, il segretario del partito Giorgetti. Proprio a Giorgetti Bossi ha affidato la campagna elettorale: "Tocca a te adesso pedalare come si deve", gli ha detto in clinica. Ma è chiaro che, rimessosi dopo il ricovero svizzero, ogni prossima mossa del Carroccio, adesso più che mai, passerà dal Capo. Ai più stretti collaboratori, per esempio, il Senatur ha fatto sapere di voler recuperare in fretta lo "svantaggio" mediatico della Lega, facendola uscire dall'oscuramento televisivo seguito alla sua malattia. Come? Tornando in tv. Accettando l'invito di qualche importante trasmissione (con Bruno Vespa i contatti sono avviati da tempo); magari con un'intervista registrata. Una cosa è certa: vedere che, in queste giornate nelle quali la politica ha presidiato ogni centimetro di video, il suo partito è stato lasciato completamente nell'ombra, a Bossi non ha fatto piacere. Per questo - riferisce chi gli ha parlato nelle ultime ore - ha molto apprezzato l'intervento dell'Authority che ha chiesto a Rai e Mediaset di concedere subito spazi "riparatori" ai lumbard.

(4 febbraio 2006)