DEL COORDINAMENTO MONARCHICO ITALIANO
Da un articolo di Alberto Ciapparoni in “Il Venerdì di Repubblica”, 27 maggio 2005
Partito unico, casa comune dei moderati, Federazione del Polo: nella CdL si litiga sul nuovo soggetto politico che dovrebbe raccogliere tutte le forze della maggioranza, ma c’è già chi è passato dalle parole ai fatti. Insomma, esiste un’Unione di destra: è il Coordinamento monarchico italiano (Cmi), formato da tutti gli organismi di ispirazione monarchica, risorgimentale e nazionalpatriottica, nato a Venezia qualche settimana fa.
Recita il manifesto di presentazione: «Per l’uomo e la sua dignità, contro l’esaltazione del mercato, contro le ideologie massificanti, contro le cattive interpretazioni delle pratiche religiose, perché Dio sia messo davanti a tutto, per l’Italia unita, perché la Tradizione sia viva e fertile, e non un bagaglio di glorie e di ricordi, per gli antichi valori dell’Europa, per essere pronti a fare i conti con le nuove sfide del mondo».
Tra i sostenitori morali del Cmi, Antonio Tajani, uno dei cinque fondatori di Forza Italia, 50 anni, romano, sposato con due figli, ex Rai, ex Giornale, capogruppo degli azzurri a Strasburgo, vice-presidente del Partito popolare europeo e, fino a pochi giorni fa, coordinatore forzista nel Lazio.
In Parlamento Tajani non è il solo ad avere un passato monarchico: ci sono Domenico Fisichella (An), Raffaele Costa (Fi), Enzo Trantino (An), Gianni De Michelis (Nuovo Psi).
«Non rinnego affatto la mia attività giovanile, anzi, ne vado orgoglioso» dice il presidente degli europarlamentari di Berlusconi. «In terza media ho preso la tessera del Partito monarchico: a scuola avevo fatto una ricerca su Vittorio Emanuele II, ed ero rimasto affascinato dalla sua figura, di qui la mia iscrizione. Un impegno durato fino al servizio militare. Tornato dalla leva, mi sono iscritto a Legge, ho pensato alla laurea e al sogno di fare il giornalista. Sono tornare a fare politica solo dopo Mani pulite».
Dopo anni di divisioni per i monarchici italiani, con la nascita del Coordinamento, è di nuovo l’ora dell’unità?
«Credo che sia un fatto molto positivo, soprattutto in termini di rivalutazione storica: bisogna far riconsiderare nella giusta ottica un’Istituzione che ha saputo portare all’Unità d’Italia».
E magari il Cmi potrebbe allearsi con il futuro partito unico del centrodestra?
«La maggior parte dei monarchici già vota per i partiti della Casa delle Libertà: la restaurazione monarchica deve avvenire in termini non tanto politici, quanto di dibattito storico. In questo il Coordinamento può essere molto utile».
Ma come giudica Emanuele Filiberto, l’Erede al Trono?
«Simpatico, moderno, il suo esilio era un’ingiustizia: la cessazione degli effetti della XIII disposizione tran-sitoria della Costituzione italiana è uno dei meriti dell’esecutivo Berlusconi».
Sarebbe un buon re del 2000 insomma?
«Parlare di candidati al Trono non è attuale, ma certo mi sembra ben calato nei tempi moderni: eppoi, tifa Juventus come me... »




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