LEGA/ MARONI: DOPO ELEZIONI NASCERA' IL PARTITO DELLE AUTONOMIE
Sarà un terzo polo non di destra e non di sinistra
Varese, 5 feb. (Apcom) - Fino al voto del 9 aprile confermiamo naturalmente la nostra lealtà al centrodestra e speriamo che la Cdl vinca le elezioni e realizzi la seconda fase del federalismo. Ma in ogni caso pensiamo già da ora a costruire il futuro della Lega che sarà rappresentato da un polo delle autonomie, composto da tutti quei partiti e movimenti che, come quello autonomista sardo, non sono schierati tutti a destra o tutti a sinistra, ma né da un lato e né dall'altro". Lo ha detto il ministro del Welfare, Roberto Maroni, spiegando che l'accordo siglato tra la Lega Nord e il Movimento autonomista siciliano di Raffaele Lombardo, "apre scenari importanti per il dopo 9 aprile. La Lega torna a fare politica - ha detto a margine del V Congresso nazionale dei giovani padani - e questa non è una manovra elettoralistica. Quella di fare un polo delle autonomie è una scelta di opportunismo perché è necessario creare un punto di riferimento per tutti i partiti autonomisti, si tratta di un progetto per il futuro".
Quanto alla possibilità che la Lega prema per far slittare il voto per le comunali, Maroni ha detto: "La data non è ancora stata fissata, c'è un termine di inizio e fine entro cui fissarla. Certo sarà dopo il 9 aprile, certo sarà in maggio, quando ancora non si sa".
CDL/ MARONI: NOI NIENTE A CHE FARE CON FINI E CASINI
Per noi è alleanza momentanea, senza riforme vi porremo fine
Varese, 5 feb. (Apcom) - "Quando vedo in televisione la faccia di Casini penso: 'ma chi abbiamo noi a che fare con questo personaggio?'. Lo stesso accade quando vedo Fini che parla di dare il voto agli immigrati". E' un Maroni che va subito all'attacco quello che parla dal palco del V Congresso nazionale dei giovani padani. Un Maroni che ricorda, subito, che il progetto dell'indipendenza della Padania "libera e sovrana non è mai stato accantonato". Un progetto che si cercherà di portare avanti attraverso la Lega di governo ma la cui realizzazione non può dipendere interamente dai tre ministri leghisti: "Noi ci troviamo in mezzo a un Parlamento composto da 20 ministri ai quali della Padania non frega niente. Non dipende da noi la realizzazione del grande sogno padano. Siamo al governo perché Bossi ha deciso di seguire la via riformista, alleandosi con la Cdl per ottenere il federalismo. Se questa stagione del riformismo andrà a buon fine - ha detto Maroni - allora bene. Sennò per noi si è trattata di un'alleanza momentanea e senza riforme vi porremo fine. Quello che è importante è che la storia della Lega non sarà finita insieme alla storia della Cdl".
Maroni ha ricordato quindi che la Lega "non è un partito di destra né di sinistra, ma autonomista e indipendentista". E' quindi possibile che il movimento guidato da Bossi decida di tornare "alla stagione della secessione, della rottura istituzionale. Per ora siamo tra le braccia del diavolo per vedere se riusciamo a ottenere ciò che vogliamo, ma non è facile né piacevole", ha concluso Maroni.




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