Sàndor Petofi è il più noto e forse il più grande poeta ungherese, pur essendo morto solo all’età di ventisei anni la sua produzione poetica è vastissima. Di questa è più conosciuta la poesia patriottica, mentre meno nota è la poesia intimistica. Riflessioni sulla vita e sul suo fugace trascorrere, sul destino dell’uomo e sulla natura, sull’amicizia e l’amore, spesso espresse in modo contraddittorio a secondo che prevalgono le sensazioni spontanee o i giudizi pessimistici dettati dal suo stato d’animo. Ciò che colpisce nei versi del poeta è l’estrema attualità, espressa attraverso la semplicità: questa è la magia di Petofi.
Trema la candela nella penombra,
me ne sto solo con me stesso
andando su e giù per la mia stanza,
la pipa in bocca spande fumo e intorno
mi fluttuano le visioni del passato…
avanti, indietro, me ne vado contemplando
l’ombra del fumo sopra la parete
e il mio pensiero vola all’amicizia.
Conosco molti uomini
Che amano soprattutto se stessi;
ma ci sono pure quelli che amano gli altri:
li amano più ardentemente di se stessi,
eppure molte volte fanno loro del male.
Poi si pentono
d’aver fatto soffrire proprio quelli, ai quali donerebbero la parte più bella della loro vita
in cambio d’un sorriso
d’uno sguardo radioso.
Soltanto allora si rendono conto
cosa siano il tormento
e le amarezze:
implorano il cuore perché si spezzi
ma il cuore, per punirli, non si spezza.




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