MILANO (Reuters) - Un giudice del Tribunale di Monza ha archiviato l'8 febbraio scorso una querela per diffamazione depositata dal rappresentante di una organizzazione musulmana contro due dirigenti leghisti lombardi per un manifesto che invitava gli islamici ad andarsene, dicendo che rientra nell'ambito del dibattito politico.
Lo hanno riferito oggi fonti giudiziarie.
Il manifesto della Lega Padana Lombarda apparso a Milano e provincia nei mesi scorsi, riporta una foto di una moltitudine di fedeli musulmani inginocchiati in preghiera sovrastata da una scritta a caratteri cubitali "Adesso basta! FUORI dalle BALLE!" . La querela per diffamazione era stata presentata da Adel Smith, responsabile dell'"Unione musulmani d'Italia".
Il gup Ambrogio Ceron nella sua sentenza di archiviazione, che Reuters ha potuto leggere, scrive che "il manifesto incriminato e l'articolo in contestazione vanno inquadrati nell'ambito del dibattito politico in atto in tema di immigrazione ed è la compatibilità o meno della religione islamica con uno spirito democratico e che i contenuti di tale dibattito possono essere anche caratterizzati da toni aspri".
"L'espressione utilizzata nel manifesto - scrive ancora il giudice - , per quanto di cattivo gusto, appare di uso comune e di natura tale da non potersi considerare idonea a suscitare nei lettori atti di violenza o prevaricazione per motivi religiosi".
Il giudice conclude quindi che "sotto il profilo della verità dei fatti appare quantomeno da valutare con la dovuta attenzione il fatto che effettivamente talune componenti del mondo musulmano mantengono in alcuni casi atteggiamenti violenti o aggressivi dietro ai quali si evidenzia la volontà di imporre le regole alla base del proprio credo", e quindi "dispone l'archiviazione del procedimento".
In queste ultime settimane la pubblicazione su diversi giornali europei di vignette che raffiguravano il profeta Maometto, ha provocato furiose proteste e incidenti in gran parte delle nazioni a maggioranza musulmana.