Qualcuno ha preso l'Espresso di questa settimana.
C'è un'articolo che parla di Noi...


Qualcuno ha preso l'Espresso di questa settimana.
C'è un'articolo che parla di Noi...


non lo compro, vedo se riesco a fotocopiarlo...
Articolo su cosa..?Originariamente Scritto da Caenazzo


la destra radicale all'interno della casa delle libertàOriginariamente Scritto da -Uruz-
un articolo carino
Oggi me lo leggo..tanto un lo pago..Originariamente Scritto da Forzanauta
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L' articolo denuncia gli accordi presenti e futuri di ambienti della destra radicale con il centrodestra.


la prossima settimana metteranno un articolone solo per parlare della coerenza ideologica della cpa.Originariamente Scritto da alfredoibba
voi l'accordo non lo avete fatto non perchè siete l'unica opposizione, ma semplicemente perchè non esistente, e di conseguenza nessuno vi fila
Man mano che la CPA viene conosciuta, la gente incomincia ad avvicinarsi.
Voglio vedere adesso, in seguito all' accordo, chi vi caga. I calciatori miliardari? Le tipe di Uomini e Donne? Quelli si, credo.


essendo l' espresso potete già immagginarvi il tono dell' articolo comunque per curiosità...
Naziskin. Ultrà da stadio. Ex ricercati. Dietro le insegne di Rauti o della Mussolini. Tutti pronti a sbarcare alle Camere nella Casa delle libertà
...venghino, sior, venghino... nella Casa delle Libertà c'è posto per tutti...
di Francesco Bonazzi (L'Espresso)
Senza averlo desiderato, le due destre si sono sfiorate sul sagrato di una chiesa romana, nel quartiere Montesacro, la mattina di sabato 4 febbraio. A farle incontrare è stato l’ultimo saluto a Romano Mussolini, morto proprio mentre An celebrava alla Fiera di Roma il lancio dell’operazione “Fini premier”. Sono passati esattamente 11 anni dalla famosa svolta di Fiuggi e da allora le due destre, quella in auto blu e cappottino ministeriale e quella con la croce celtica ben in vista sul giubbotto, non si sono più guardate in faccia.
Al massimo s’incontravano in qualche stadio, ma a debita distanza: in tribuna vip gli “sdoganati” di Fiuggi; nelle curve i ragazzacci di “Base Autonoma” o “Tradizione e Distinzione”. Ma sabato scorso non è andata così. Al ritardatario Ignazio La Russa è toccato restare sul sagrato tra gli sfottò dei militanti di Forza Nuova che gli dicevano «Dài, fai il saluto romano... non ti vergognare!» Episodio isolato? No, è solo l’inizio. Con il ritorno al proporzionale, nella prossima legislatura le due destre s’incroceranno spesso. A Montecitorio, come a Palazzo Madama. E vedremo camerati come Alessandra Mussolini, Roberto Fiore, Adriano Tilgher o Luca Romagnoli, sedersi alla destra degli uomini di Fini. Oppure, mal che vada, dividere il banco con i “piccoli” della Cdl, tra un Rotondi e un De Michelis. In un tripudio di novità: Nuova Dc, Nuovo Psi, Forza Nuova. Tutto nuovo. Salta il tappo. Il primo a muoversi è stato l’immarcescibile Pino Rauti, classe 1926. A metà gennaio, dopo mesi di trattative, ha annunciato l’accordo elettorale con Forza Italia. Pare che abbia ottenuto nelle liste azzurre un seggio per sé e uno per l’avvocato catanese Luigi Caruso, che alle scorse elezioni sbarcò al Senato grazie al gioco delle desistenze. Ma ai fedelissimi del Movimento Idea Sociale - che casualmente porta con sé l’aggettivo “missino” (il nome “Movimento sociale italiano” è stato conquistato in tribunale dalla Fiamma di Romagnoli) - Rauti ha sempre detto che avrebbe strappato altri cinque posti per il campano Raffaele Bruno, la lombarda Lorenza Colombo, il toscano Alberico Varoli, l’abruzzese Maurizio Dionisio e Fabrizio Taranto in Veneto. Comunque vada, alla sua destra si fregano le mani. «Con l’approdo di Rauti in Forza Italia, salta il tappo che dal ’96 copriva le spalle a Fini e alle sue fughe al centro», dice Adriano Tilgher, un passato turbolento alla guida di Avanguardia nazionale, e oggi a capo dei “fascisti rossi” del Fronte nazionale.
Alessandra Mussolini porterà Alternativa Sociale all’apparentamento con la Casa delle Libertà. Tradotto in cifre, significa sbarramento al 2 per cento e possibilità di approdo in Parlamento assai elevate. Dietro alla “Illustre Nipote”, forte di un consenso personale e di una presentabilità mediatica che nella Destra radicale non ha eguali, si muovono i due “Cavalieri neri”: Adriano Tilgher e Roberto Fiore, leader di Forza Nuova. Tutti insieme per la prima volta alle scorse regionali, non sono andati oltre l’1,6 per cento nel pur accogliente Lazio. Ma bisogna ricordare il pasticciaccio nero delle firme false e poi, nello scorso aprile, Alternativa sociale era un cartello appena nato. Oggi Tilgher sa che servono 700 mila voti per far scattare una decina di parlamentari (che potrebbero arrivare a 15 se la Cdl vincesse).
Parla volentieri di contenuti e programmi anche un uomo solitamente ombroso e riservato come Fiore, un tempo tra i fondatori di Terza Posizione (riparato in Inghilterra 11 anni, è tornato nel ’99), oggi leader di Forza Nuova. «Le prossime elezioni sono solo un trampolino di lancio: vogliamo spostare l’asse della politica a destra su posizioni nazionali, sociali, identitarie e cristiane», spiega a “L’espresso” Fiore, che oggi ha 46 anni e 9 figli. Chi conosce il mondo della destra radicale sa però che l’organizzazione di Fiore lascia poco al folklore e ha parecchi soldi. Anzi, Forza Nuova è certamente la realtà più strutturata e in crescita. In meno di dieci anni, ha aperto 85 sedi e tra scuole e università raccoglie 40-50 mila giovani. Il suo mensile vende oltre 30 mila copie e il sito Internet vanta 700 mila contatti la settimana.
Chi non ha paura dei numeri è il romano Luca Romagnoli, segretario di quel Msi-Fiamma Tricolore che ha espulso Rauti. Lui, 44 anni e laurea in geografia, nel 2004 è diventato eurodeputato con lo 0,7 per cento. A metà legislatura, la sua Fiamma ha accolto l’onorevole Antonio Serena, espulso da An dopo la bella pensata di regalare a tutti i deputati una video-intervista a Erich Priebke, il tutto alla vigilia del primo storico viaggio di Fini a Gerusalemme.
Anche Romagnoli sta allargando la base il più possibile. Negli ultimi anni si è dedicato a un’impresa difficile quanto disinvolta, ma potenzialmente redditizia: tradurre in consensi elettorali la vasta opera d’infiltrazione politica che attivisti di estrema destra hanno condotto nelle curve degli stadi. L’operazione sembrava quasi riuscita con l’arrivo di “Base Autonoma” (forte nel Lazio) e degli skinheads delle curve venete, gente dalla spranga facile. Ma ad aprile c’è mancato poco che il pasticcio delle firme false di Alternativa Sociale costasse la segreteria a Romagnoli, accusato di dilettantismo proprio dai nuovi acquisti. Risultato: pezzi di Base Autonoma se ne sono andati; Romagnoli ha mollato la Mussolini e questa volta la Fiamma corre per suo conto. Ma non da sola. Perché la sera del 17 gennaio anche Romagnoli ha firmato l’accordo con il centro-destra. Senza troppi proclami, però.


Tutto sommato un articolo abbastanza obiettivo e informato, a parte la sbavatura sul finale (non mi risulta che "pezzi di base autonoma se ne siano andati" e si commenta da sè il passaggio sulla spranga facile).