Conflitti di interesse: grandi opere in casa Lunardi
Negli ultimi 5 anni le sue (ex?) aziende hanno incrementato il fatturato passando da 0,45 a 30 milioni.
Le violazioni documentate nell’interrogazione del Ds Paolo Brutti
Alle società legate al ministro il 70% delle commesse.
Lui aveva promesso: le mie ditte lavoreranno all’estero
13 Febbraio 2006
di Sandra Amurri
La maggior parte delle grandi opere affidata negli anni del governo Berlusconi e finanziata dal CIPE prevede la realizzazione di importanti opere in sotterraneo (Ponte sullo Stretto di Messina con 43 km di gallerie; la Quadrilatero, prevalentemente gallerie; la Metropolitana di Napoli, Milano e Roma; la Variante di Mordegno ecc...).
Oltre il 70% del mercato riferibile ai servizi di ingegneria connessi alle opere in sotterraneo è stato conquistato dalla RockSoil e dalla Stone, entrambe riferibili alla famiglia Lunardi. Una situazione che, come confermano i titolari delle società leader del settore, ha costretto i concorrenti di Lunardi pre-Ministro, a puntare su mercati esteri o su forme di diversificazione per l'impossibilità di operare sul mercato interno saturato dalla presenza della Stone e della RockSoil. E pensare che il Ministro Lunardi, poco dopo la sua nomina, dichiarò che le società di famiglia (la RockSoil, società d'ingegneria per le opere in sotterraneo, e la Stone, società di monitoraggio per le opere in sotterraneo) «non avrebbero più operato in Italia, né in forma diretta, né indiretta o attraverso società ad esse riconducibili».
Una situazione che ha fatto sì che nei convegni dedicati alle Infrastrutture in sotterraneo, o sulle riviste specializzate, da 5 anni non emergano più le attività di alta ingegneria svolte nel Paese. È come se tutto si fosse fermato.
Alla domanda: «Come si spiega?» molti rispondono «Forse, con il fatto che il conflitto d'interessi impone riservatezza... ». Temendo che l'abbuffata non sia ancora finita ci si chiede se alle stesse società, in questi giorni, verrà affidata, anche la commessa per la linea C della Metropolitana di Roma (circa 3 miliardi di euro) che prevede un enorme lavoro in sotterraneo.
E pensare che le due società, la RockSoil e la Stone, non hanno una struttura organizzativa paragonabile a quella di altre società leader nel settore, alcune delle quali vantano circa 80 dipendenti tra ingegneri, disegnatori, segretari e più di 40 consulenti esterni.
Eppure Lunardi, a due mesi dalla sua nomina, appariva molto sensibile al conflitto d'interessi. Al punto che per dimostrare che avrebbe sgomberato il campo da qualsiasi sospetto, dopo aver dichiarato che la RockSoil era stata ceduta ai figli Martina e Giuseppe, il 3 settembre del 2001 cede anche le quote sociali della Stone alla figlia Martina che il 16 gennaio dell'anno successivo le vende a sua volta ad Ettore Giugovaz (95%) e a Paolo Francesco Maria Lazzati (5%). Ad ottobre del 2003 la Stone Srl diventa Stone SPA con un aumento di capitale e viene trasformata da società di monitoraggio, in società di progettazione e direzione lavori di gallerie. E dal 2001 al 2004, incrementa il proprio fatturato passando da 0,45 milioni di euro a 13.7 milioni, fino ad arrivare nel 2005 ad oltre 30 milioni (60 miliardi delle vecchie lire).
Un incremento strabiliante, derivato, come spiega Paolo Brutti, capogruppo in Senato dei Democratici di Sinistra della commissione lavori pubblici, nell'interrogazione depositata, dallo «scambio di personale e di contratti attivi tra la RockSoil e la Stone». Eccone alcuni esempi: la galleria di Nazzano sulla autostrada A1 Tratto Orte-Fiano e i servizi di ingegneria di supporto all'attività di adeguamento del tratto di attraversamento appenninico fra Sasso Marconi e Barberino di Mugello (“Variante di valico”). Stone, che, come abbiamo detto, è stata venduta e quindi risulta apparentemente autonoma e distinta dalle società della famiglia Lunardi. Senonché, a ben vedere, uno dei due soci della Stone srl è Paolo Francesco Maria Lazzati, affermato commercialista milanese, compagno di viaggio di Lunardi fin dalla fine degli Anni 80, in quanto è stato amministratore unico della Stone, quando la società era di proprietà al 100% della famiglia Lunardi e anche sindaco della RockSoil di proprietà della famiglia Lunardi, che nonostante detenga solo il 5% delle azioni, è amministratore unico della Stone. Come fa notare il senatore Brutti: «L'esiguità della partecipazione di Lazzati non deve trarre in inganno in quanto al momento della trasformazione della società da Srl a Spa tra i due soci si è convenuto che la spa sarebbe stata retta da uno statuto che prevedeva anche una clausola di prelazione a favore di Lazzati nel caso in cui Giugovaz, socio al 95%, decidesse di vendere in tutto o in parte le proprie quote a terzi». Chi è Ettore Giugovaz? Un ex campione di rugby con passaporto ecuadoriano rientrato da qualche tempo in Italia, risiede in Corso Magenta a Milano, è stato dirigente del gruppo Parmalat (prima alla Bonatti-costruzioni, poi ad Odeon Tv). È l'uomo che ha accompagnato Calisto Tanzi e sua moglie Anita Chiesi nel viaggio in Ecuador nel Natale del 2003 immediatamente dopo il fallimento della Parmalat. «Viaggio ancora avvolto dal mistero» come ha scritto Giuseppe Oddo sul Sole 24 Ore.
I pm della Procura di Parma hanno chiesto il rinvio a giudizio per Giugovaz, indagato per i reati di associazione per delinquere finalizzata alla truffa, bancarotta e false pronunciazioni sociali. Uno dei fatti che gli vengono addebitati è «l'ideazione, con altri, della quotazione Parmalat avvenuta anche attraverso lo scorporo di Odeon Tv» oltre ad essere chiamato in causa «per le distrazioni di fondi dal gruppo alimentare verso Odeon dopo la cessione della tv alla Sata e per i fondi incassati illecitamente (1,5 milioni di euro) a fronte di prestazioni professionali insistenti».
Proseguendo nell'analisi delle società riconducibili alla famiglia Lunardi, si scopre che dalla Stone e da altre società è nato “Il Consorzio Tre Esse” che, assieme alla Stone, ha ricevuto l'assegnazione della maggior parte dei monitoraggi e dei collaudi statici della linea ferroviaria Torino-Milano, grande opera prevista dalla legge obiettivo di cui è Generale Contractor l'associazione di imprese Impregilo-Condotte. Così come si scopre che la Società “Ergotecna S.r.l”, che ha come Amministratore Delegato Agostino Samanni, dirigente alla RockSoil della famiglia Lunardi, è stata costituita ad hoc poco prima di ricevere la progettazione e la direzione lavori del Passante di Mestre. Altra grande opera prevista dalla legge obiettivo di cui è General Contractor sempre la Impregilo con C.C.C.-G.L.F. Ma le gare d'appalto non sono solitamente pubbliche? Non in questo caso perché la legge obiettivo, fiore all'occhiello del governo, prevede esplicitamente che i General Contractors che vincono le gare per le grandi opere pubbliche possano successivamente e, a cascata, attribuire a trattativa privata tutti gli incarichi di progettazione così come la maggior parte dei subappalti per le opere specialistiche e buona parte di quelle per il movimento terra... Un sistema perfetto per aggirare gli obblighi dell'evidenza pubblica e tutto quell'apparato normativo finalizzato alla trasparenza e alla libera concorrenza nei mercati.
Le imprese riferibili alla famiglia Lunardi, inoltre, sono le società di progettazione di moltissimi General Contractors e contemporaneamente consulenti o affidatarie della direzione dei lavori incrementando in tal modo la commistione dei ruoli amministrativi fra controllante e controllato.
Di fronte a questo scenario il senatore Brutti ha chiesto al presidente Berlusconi e al ministro Tremonti «quali iniziative intendano assumere per impedire il proseguimento di una situazione di palese conflitto di interessi e di forzatura delle norme nella politica di sviluppo delle infrastrutture di trasporto volta ad avvantaggiare società riconducibili al ministro Lunardi con possibili profili di rilievo penale». E ancora si invoca l'intervento in sede CIPE «affinché non vengano portate avanti opere, apparentemente di interesse pubblico, ma in realtà volte a soddisfare interessi privati da parte di chi dovrebbe gestire il bene pubblico». Brutti conclude con «l'invito a rendere edotta l'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato affinché provveda ad accertare l'esistenza del conflitto di interessi evidenziato con riferimento alla Stone S.p.A. e alle altre società partecipate, controllate, collegate, ivi compresa la RockSoil, nel periodo compreso tra il gennaio 2002 e gennaio 2005».
A queste va aggiunta anche un'altra stranezza. Giulio Burchi, presidente della società di ingegneria MM spa (Metropolitana Milanese) dal 15 marzo del 2000, è stato nominato nel 2004, proprio dal ministro Lunardi, contemporaneamente presidente della Italferr (società di progettazione delle Ferrovie dello Stato). La MM Spa è la società, 100% di proprietà del Comune di Milano, che ha assegnato alla RockSoil nel 2005, per un totale di 667mila euro senza gara, le progettazioni sulla Metropolitana Napoletana su cui l'Authority, guidata da Antonio Catricalà, ha avviato l'attività istruttoria per stabilire l'esistenza di un conflitto di interessi e che avrà ora altra carne da mettere al fuoco.
È inverosimile pensare all'esistenza di sentimenti di gratitudine da parte del ministro nei confronti del presidente della MM Burchi?




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