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  1. #1
    Hanno assassinato Calipari
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    "Il programma YURI il programma"
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    Predefinito La storia di Daniela, siamo un paese che fa schifo.

    Una storia italiana. Daniela e' bella, ha il sorriso piu' dolce di
    Roma nord, e aspetta che la chiami la direzione sanitaria dell'
    Ospedale Pediatrico Bambino Gesu', per sapere se ha vinto una borsa
    di studio di tre anni per studiare "i fattori di rischio pre-, peri-
    e post-natali per la mortalita' neonatale e la disabilita' in
    un'ampia coorte italiana di nati gravemente pretermine". Daniela ha
    33 anni e 3 splendidi figli, l'ultima di 14 mesi.

    A marzo il Bambin Gesu' l'aveva chiamata a sostituire per sei mesi
    una ricercatrice che andava in maternita'; lei, che in maternita'
    non c'era mai andata, va al colloquio e scopre che gli argomenti
    della ricerca sono proprio "i suoi" quelli su cui si e' laureata e
    su cui ha fatto la tesi di dottorato.

    La responsabile del progetto di ricerca scopre che Daniela e' brava,
    ha un curriculum brillante e farebbe proprio al caso loro. Il
    problema e' l'orario, dalle 9 alle 18 che, se ci si aggiunge la
    difficolta' per arrivare al Bambin Gesu' dal nuovo salario,
    diventerebbe 8-19 e allora con i 3 figli di cui l'ultima di 8 mesi
    non si puo' fare. Magari se fosse una cosa piu' stabile; ma per sei
    mesi non vale la pena di far andare in part-time il marito e di
    organizzare baby sitter e nonni. Daniela e la responsabile si
    lasciano, a malincuore, sperando nei prossimi bandi.

    È luglio, escono dei nuovi bandi all'OPBG, la responsabile della
    ricerca la richiama invitandola a fare domanda. "E' richiesta la
    Laurea in Scienze Statistiche. L'esperienza e la formazione maturate
    nell'area della epidemiologia perinatale o riproduttiva
    costituiranno titolo di qualifica aggiuntivo?"
    Daniela e' contenta, sarebbe un contratto di tre anni per lavorare a
    quello che l'appassiona, ha tutte le caratteristiche necessarie,
    l'argomento e' il suo (le malformazioni congenite e le disabilita'
    infantili) ed e' considerata molto brava, (la sua tesi di laurea e'
    stata la migliore nel 2000, anche la sua tesi di dottorato e' stata
    la migliore e sta per essere pubblicata).

    Daniela e' preoccupata, perche' sa che l'orario sara' sempre lo
    stesso 9-18 (che poi diventa 8-19) e non vuole rinunciare ai figli,
    a vederli crescere, a fare i compiti con loro. Ma pensa che si possa
    fare, il marito e' disponibile, baby sitter e nonni si trovano... La
    lettera arriva a settembre e dice: "E' stato selezionato il suo
    curriculum e quello di un'altra ragazza". L'intervista sara' il 28
    settembre, intanto bisogna mandare alla direzione sanitaria due
    lettere di presentazione e un certificato che attesti le proprie
    qualita' morali redatto da un parroco o da altri.
    "Guarda che e' una formalita'!" le dice il marito, "stara' scritto
    in qualche vecchio regolamento dell'Ospedale, magari perche' e' un
    ospedale cattolico... Preoccupati piuttosto di rimediare le lettere
    di presentazione dai professori con i quali hai lavorato per le
    tesi!".

    Daniela e' laica, si' ha fatto la cresima e andava in chiesa e ai
    gruppi parrocchiali, poi si e' stufata e gli danno pure un po'
    fastidio le ipocrisie nello stile di vita di molti cattolici.
    Nonostante sia rimasta in buoni rapporti con qualche prete non trova
    giusto far "certificare" le proprie qualita' morali da persone che
    non frequenta piu'; non trova giusto farsi passare per quello che
    non e' proprio nei confronti dei veri credenti. Sono 15 anni che fa
    volontariato in un'associazione che si occupa di persone con
    sindrome di Down, chiedera' a loro. Le lettere di presentazione e
    quella che attesta le sue qualita' morali sono bellissime e le invia
    con orgoglio.

    Al colloquio ci sono una decina di persone, tra cui la responsabile
    della ricerca, le domande molto generiche le fanno i membri della
    commissione e della direzione sanitaria. "Il suo curriculum e' molto
    brillante, complimenti, le sue referenze sono ottime, veramente, ma
    come mai questa lettera dall'AIPD e non da un parroco?"
    Daniela un po' se l'aspettava questa domanda ma e' serena anche se
    un po' indispettita, spiega che lei e' laica, anche se cresimata e
    le sembrava piu' corretto far descrivere le sue qualita' morali a
    chi le puo' apprezzare ogni giorno.
    "Va bene ma almeno e' sposata in chiesa?"
    "No, sono sposata con rito civile" e poi di getto "e se puo'
    interessare i miei tre figli non sono battezzati, sceglieranno loro,
    quando vorranno".
    L'intervista si conclude e le faranno sapere entro un mese.

    La telefonata arriva venerdi' 28 ottobre; e' la responsabile del
    progetto di ricerca, "Sono mortificata - dice - La sua candidatura
    era di gran lunga la migliore ma e' stata scartata perche' non ha le
    qualita' morali necessarie, questa e' un'istituzione religiosa".
    "Ma nel bando non c'era scritto niente del genere, se no non avrei
    partecipato" replica Daniela,
    "Ha ragione, proprio su questo punto ho dato battaglia, ma non c'e'
    stato niente da fare",
    "Ma cosa c'entra con l'attivita' di ricerca sulle malformazioni
    congenite? E poi mica devo fare l'infermiera o l'insegnante, non
    devo mica essere a contatto con gli utenti dell'ospedale!" "Ha
    ragione ma non sono io a decidere, se avesse avuto la lettera di un
    sacerdote non le avrebbero nemmeno chiesto del matrimonio, non
    l'hanno chiesto a nessun altro" e poi ancora: "anche io sono rimasta
    spiazzata, mi ero anche ingegnata a trovare un orario di lavoro che
    la facilitasse ad accettare, ora dovro' lavorare con persone meno
    preparate e competenti di lei, spero solo di poter collaborare con
    lei in qualche altro modo".

    "Non te la prendere sono queste le cose che fanno curriculum, non
    gli articoli scientifici!" la rincuora il marito, che, anche se non
    lo da' a vedere, e' molto arrabbiato e conferma una volta di piu' la
    sua idea sulla chiesa cattolica e sui fondamentalismi, religiosi e
    non. "E poi cosi' ci tolgono dal dubbio se accettare o meno!"

    Chissenefrega se la lista di nozze consisteva in una donazione ad un
    prete peruviano amico che da 20 anni costruisce progetti di
    scolarita', tutela della salute e formazione al lavoro.
    Chissenefrega se anche i soldi dell'assegno dal governo per il terzo
    figlio sono finiti laggiu', e cosi' quelli raccolte in occasione
    della nascita dei tre figli. Daniela invece pensa che faceva meglio
    a starsi zitta e a dire che il matrimonio in chiesa era stato
    bellissimo! [lorenzo spizzichino]

    ----

    fonte: la catena di sanlibero di Riccardo Orioles

    Servi della chiesa, fate schifo.

  2. #2
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    E' vero, l'italia fa schifo.

  3. #3
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    L'Italia e' un'anomalia..........ripeto uno stato confessionale che si dichiara laico e una democrazia in cui vi e' il controllo dell'informazione

  4. #4
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    quando sento queste storie (che sono numerosissime) mi viene da vomitare... che schifo!

  5. #5
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    E tu onore di pianti,Ettore,avrai ove fia santo e lagrimato il sangue per la patria versato,e finchè il Sole risplenderà su le sciagure umane
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    E poi parlano dell' islam contrapponendogli le "libertà occidentali"!!
    Con le budella dell' ultimo prete impiccheremo l' ultimo re

  6. #6
    Viva la piadina!!!
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    Posso chiedere se l' Ospedale Pediatrico Bambino Gesu' e' privato o pubblivo?

    Perche' dipendendo da cosa sia, penso che la situazione sia anche diversa.

  7. #7
    Neutrino NO-TUNNEL
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    che schifo
    Nè DAVANTI Nè DI DIETRO, MA DI LATO

  8. #8
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    Citazione Originariamente Scritto da Amati75
    Posso chiedere se l' Ospedale Pediatrico Bambino Gesu' e' privato o pubblivo?

    Perche' dipendendo da cosa sia, penso che la situazione sia anche diversa.
    Credo sia convenzionato. Questo e' dal loro sito:

    L’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù realizza istituzionalmente la sua testimonianza cristiana attraverso lo svolgimento di attività assistenziale in campo sanitario.

    L’Ospedale, a più di centotrenta anni dalla sua fondazione (1869), partecipa alla rete delle attività assistenziali che storicamente si sono concretizzate nella realtà romana.
    Per il suo prestigio, a partire dall’inizio degli anni ’80, è divenuto un significativo punto di riferimento per tutta la pediatria nazionale, anche in virtù dei più intensi rapporti con le strutture sanitarie italiane.

    Si è caratterizzato nell’ultimo trentennio per l’elevato livello di specializzazione, nella cura e nella assistenza ai bambini, non solo romani o italiani, ma anche a quelli provenienti dalle regioni contigue dell’Europa.

    Ha ottenuto nel 1985 il riconoscimento di Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico che l’ha inserito tra le più importanti strutture nazionali polispecialistiche e tra i tre IRCCS pediatrici nazionali.

    In relazione ai suoi stretti rapporti con il Sistema Sanitario Nazionale l’Ospedale è stato investito dai nuovi processi di riorganizzazione in atto nella Pubblica Amministrazione e in particolare nella Sanità, concretizzatisi in una legislazione innovativa e complessa, a partire dai D.Lgs. 502 e 517, ed in sistemi di remunerazione, chiamati “DRGs” che richiedono una nuova e particolare attenzione ai costi ed alla tipologia delle prestazioni fornite.


  9. #9
    Viva la piadina!!!
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    "Ospedale Pediatrico Bambino Gesù

    Le Origini



    * >>

    L'Ospedale Bambino Gesù, primo ospedale pediatrico italiano, nasce nel 1869 con un atto di beneficenza.



    I Duchi Arabella e Scipione Salviati, nelle quotidiane visite agli ospedali romani, constatano che i bambini non hanno alcun trattamento specifico; decidono allora di destinare una loro casa ai bambini malati della città.



    Il primo nucleo di quello che sarà chiamato "Bambino Gesù" sorge con 12 letti in una piccola strada (via delle Zoccolette) quasi a ridosso del Tevere, nel quartiere Regola.


    Viene affidato alle Figlie della Carità di San Vincenzo de Paoli e accoglie bambini dai 4 ai 12 anni.



    Ai Duchi Salviati si affiancano via via altre famiglie che, coi loro contributi, aiutano l'Ospedale a crescere e ad affermarsi.



    Con Roma capitale d'Italia, la nuova istituzione compie il primo balzo in avanti.

    Nel 1887 il sindaco mette a disposizione l'antico convento di S. Onofrio sul Gianicolo che diverrà sede definitiva del Bambino Gesù.
    Cominciano, nel contempo, ad arrivare i primi fondi anche da enti pubblici.

    Il Comune, la Prefettura, la Banca Nazionale e la Banca Romana contribuiscono al trasferimento dell'Ospedale dal Rione Regola al Gianicolo.

    Ai primi del 900 il Bambino Gesù diviene punto di riferimento per tutti i piccoli malati della capitale e i registri segnalano per il 1907 la quota di mille degenti.

    L'Ospedale ormai non può più vivere di carità e beneficenza.

    La famiglia Salviati per garantire alla sua istituzione un futuro decide di donarla alla Santa Sede nel 1924.

    Nascono così nuovi padiglioni, nuove sale chirurgiche, nuovi ambulatori.



    È solo negli anni Sessanta, gli anni della ripresa economica, che questo Ospedale pediatrico si rinnova completamente grazie anche agli interventi finanziari dell'episcopato americano

    Vengono abbattuti vecchi padiglioni, corsie vetuste, camere operatorie superate e si ristruttura tutto il complesso anche per renderlo competitivo sul piano nazionale e internazionale.

    In aderenza ai principi fondamentali di attenzione evangelica ai più piccoli, l'Ospedale Bambino Gesù continua la sua crescita progressiva fino a raggiungere gli oltre 800 posti letto di oggi.

    Con il riconoscimento quale Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico, esso si afferma quale presidio polispecialistico per la pediatria in costante crescita culturale e scientifica."

    http://www.ospedalebambinogesu.it/po...g.asp?IDon=334

    Fermorestando la stora di Yurj (ah..per precisazione.. io in chiesa non vado da 15 anni...), da quello che mi pare di capire non e'un ospedale pubblico, anzi nasce ed e' un Ospdeale portato avanti da religiosi, ergo.. mi pare anche logico che vogliano certe codizioni.

  10. #10
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    Predefinito

    Quindi dato che e' privato dobbimo accettare discriminazioni religiose sul posto di lavoro contrarie alla costituzione???

    dovremmo metterci d'accordo...siamo uno stato laico?
    la costituzione dice di si', le leggi no nella pratica

    paradossale perche' la costituzione e' una fonte legislativa piu' forte rispetto alle leggi.....io proporrei di cambiare la costituzione e di reintrodurre l "religione di stato" sarebbe piu' onesto e coerente........

    aggiungiamo che tutte queste attivita' religiose vengono finanziate dai soldi dello stato italiano sottratti con frode ai cittadini, quindi non sono "autonome e autogestite" sono "semi-pubbliche"

 

 
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