Tempo fa, il vescovo che avrebbe competenza nella mia zona, ha fatto recapitare dei libricini con gli Atti degli Apostoli.
Leggendoli, mi ha lasciato qualche dubbio il cap. 5, la frode di Anania e Saffira, ragione per la quale vengo qui a chiedere una spiegazione "ecclesiastica".
Volendo darmene io una eretica, blasfema o semplicemente razionale ho fatto queste osservazioni.
La prima è che l'idea di comunione dei beni evocata dagli Atti sembra anticipare di qualche secolo il fenomeno meglio noto come socialismo.
La seconda invece pertiene al materialismo. Il non avere conferito alla comunità tutto il ricavato della vendita, non fa altro che provocare la morte dei due coniugi. A dire la verità gli Atti giustificano questo come la meritata punizione per avere mentito a dio, ma a dire la verità non mi convice molto.
Perchè punire con la morte, e quindi estrometterli dal mondo dei vivi anzichè cacciarli semplicemente dalla comunità dei cristiani o demandarli alla punizione ultraterrena?


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Incredibile! Di cosa si tratta di preciso?

