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  1. #271
    SENATORE di POL
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    Veramente una vergogna per l'Italia questo "ministro degli esteri" del governicchio dell'Unione della Sinistretta massimalista. La sua "equivicinanza" ipocrita e stupida è del resto una pallida derivazione della doppiezza togliattiana, ridotta ormai a metodo opportunistico di conduzione della piccola e vile politichetta con la quale il nostro pensa solo a cementare l'alleanza fra la Sinistra massimalista e quella estremista.

    Shalom

  2. #272
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    GLI HEZBOLLAH DELL’UNIONE

    di Paolo Guzzanti

    Puntuale come il ritorno a scuola, ritorna anche il conflitto di interessi, un modo per dire che i cittadini sono, sì, tutti uguali, ma che uno è meno uguale degli altri e non gode di tutti i diritti costituzionali, provate a indovinare chi. Per fortuna, la sinistra italiana è divisa fra persone di buon senso e gli hezbollah della politica secondo cui Silvio Berlusconi andrebbe colpito con ogni mezzo, peccato che le cinture esplosive non siano di moda.
    Il Presidente del Senato Franco Marini, che guida il partito del buon senso, ha detto che non è immaginabile una legge concepita per colpire proprio quel singolo cittadino che guida l’opposizione dopo aver guidato il Paese per cinque anni.

    Aggiungiamo noi che il conflitto di interesse di una parte della sinistra in questa vicenda è manifesto e scandaloso.

    La riflessione della seconda carica dello Stato, appoggiata dalla sinistra liberale e civile che non ama roghi, le liste di proscrizione e i riti satanici in democrazia, ha riportato comunque la questione all’ordine del giorno, visto che c’è chi vuole rifare la legge soltanto per liquidare politicamente Berlusconi.

    E allora ricordiamo i fatti.

    Durante la legislatura 1996-2001 con maggioranza di centro sinistra e i governi Prodi, D’Alema e Amato, la questione fu affrontata di comune accordo dal centro destra e dal centro sinistra e di comune accordo fu scritto il testo di una legge che piacque a tutti.

    Quella legge sul conflitto di interessi volò alla Camera, dove fu approvata a larghissima maggioranza; per fermarsi però al Senato perché nel frattempo era fallita la Bicamerale e la sinistra fece sapere all’Italia che quel che era buono e giusto a Bicamerale aperta, diventava di colpo cattivo e iniquo a Bicamerale chiusa.

    Fu così che la sinistra italiana, pur avendo una larga maggioranza si rifiutò di legiferare lasciando marcire la questione.

    Seconda puntata: siamo nella scorsa legislatura, quella con Berlusconi presidente del Consiglio sostenuto da una larghissima maggioranza che ritiene giunto il momento per chiudere l’annosa faccenda.

    Il centro destra riprende il testo della legge che il centro sinistra aveva già accettato e votato alla Camera nella legislatura precedente quando era al comando, e finalmente la legge si fa.

    Ricordo che un commentatore liberale poco tenero con Berlusconi come l’ambasciatore Sergio Romano commentò sul Corriere della Sera dicendo più o meno che sì, è vero, c’era stato un conflitto di interessi ma non per colpa di nessuno. C’era stato perché mancava una legge precedente il conflitto stesso. Di qui la saggezza di una soluzione onesta e non punitiva, perché non è accettabile l’eliminazione dalla gara politica di un leader sulla base di una situazione precedente e non regolata da leggi.

    Non intrattengo poi il lettore sulla nota ovvietà: Berlusconi (purtroppo, dal mio punto di vista) non esercita alcun controllo politico sulle proprie televisioni: le sue sono televisioni generaliste e commerciali per le quali il denaro non ha colore politico e quando ce l’ha è anti-berlusconiano. Lasciamo perdere questo aspetto paradossale e restiamo alla politica ordinaria dove vediamo di nuovo in azione la roulette russa del solito conflitto di interessi, con la sinistra illiberale che sogna di far scattare il grilletto sull’odiata tempia.
    Essendo questo lo stato dell’arte, noi pensiamo che Berlusconi dovrebbe affrontare la battaglia mostrando quanto forte sia oggi il consenso popolare che lo vuole leader unico e in crescita del centro destra. Se la politica è tornata, è tornato anche il momento di mostrare qualche muscolo che non sia soltanto quello del sorriso.

  3. #273
    ---------------
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    Predefinito ha ha ha !!!

    Sono d'accordo con quanto scritto da Feltri....
    Se ne sono già accorti pure i sinistri della miserabile inconsistenza di questa maggioranza...ha ha ha !!!!

  4. #274
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    Predefinito Paese Che Non Sa .....

    Avete fatto commenti tali che capisco che non avete afferrato un paio di cose.

    Non sapete forse che l' Italia non funziona e non puo' funzionare e non puo' creare occupazione perché:

    - gli Italiani non sanno scrivere e definire regole chiare, eguali per tutti; e non sanno gestirle. La prova: siamo arrivati a 82 % di delitti impuniti.
    - in un Paese ove le istituzioni funzianano male, ove la Giustizia é semibloccata, ove non c' é la certezza della punizione per chiunque delinque.... non ci puo' essere né progresso, né pace civile, né occupazione in aumento;
    - non é solo la destra che fa qualche legge obbrobriosa, non é solo la sinistra che delude, sotto parecchi punti di vista... Si tratta di un popolo che non SA GESTIRSI, NON SA PIU' GESTIRE LE ISTITUZIONI, HA PERSO LA PROFESSIONALITA', Ha perso l' impegno, etc...


    Quali i motivi primari di tali incapacità ? Non é difficile analizzarli, confrontandoci alla parte seria dell' Europa.


    DEFRAUDATI DALLA PUBBLICA dISTRUZIONE

    Noi Italiani, defraudati dei nostri diritti.

    Dalla Pubblica dIstruzione, fra l' altro, per decenni. Essa infatti non ha saputo insegnare ai cittadini:

    - i doveri dei cittadini verso la collettività, applicati in maniera reale, continua, efficace;
    - i doveri delle strutture dello stato di applicare la costituzione e le leggi, per offrire a tutti i cittadini i servizi promessi, in modo efficace, organizzato, programmato, equamine. Per poter ottenere che tutti i cittadini siano effettivamente eguali davanti alla legge, senza eccezioni;
    - la pratica delle chiarezza degli intenti e gli strumenti necessari ad avere, specie in ambito pubblico, la coincidenza tra dichiarazioni di intenti e realizzazioni effettive;
    - l' imperativo della precisone, della coerenza e della responsabilità di ogni singolo cittadino;
    - il pensiero organizzato e strutturato, il dialogo diretto, necessari nell' era del commercio globale e delle tecniche digitali.

    Tutti questi mancati insegnamenti hanno fatto si che loschi figuri abbiano avuto una gran faciltà a diffondere, nel "Paese del poco chiaro", il doppio linguaggio, la falsità di dichiarazioni irresponsabili, i doppi scenari (anzi la sceneggiata), la demagogia, la incoerenza.

    Non é stato insegnato ai cittadini il buon senso, l' educazione, il rigore, la responsabilità del proprio operato. Per cui essi non sono stati in grado, in tempo di elezioni, di sceverare i venditori di chiacchiere senza esperienza dai candidati in possesso di professionalità per costruire, modificare, migliorare...

    Essendosi pensato, alla Pubblica dIstruzione, solo alla ISTRUZIONE degli studenti, ignorando l' EDUCAZIONE, il cittadino tipo ignora gran parte dei suoi doveri. E non é divenuto mai conscio dei propri diritti. La rassegnazione alla sopraffazione impera infatti in molte regioni e settori del sociale.

    Guardiamoci intorno, in U.E. In ogni Paese c' é una società in cui i cittadini usano il buon senso, le regole, e criteri di comportamento corretti, sulla base di Valori comuni, soddisfano i loro bisogni, nel quadro di un Patto Sociale. Il quale permette, a milioni di individui, di essere una sola società.

    Cosa c' é in Italia ? Una folla disordinata di individui, senza ordini di squadra, senza patto sociale, ognuno per suo conto....come in un pollaio. Ma tutti spesso d' accordo su due sole cose: Anarchia e Confusione.

    LA PUBBLICA DISTRUZIONE CI HA RESO, COLLE SUE INADEMPIENZE, ...... QUASI CITTADINI LATINO-AMERICANI...
    LE CONSEGUENZE SONO SOTTO GLI OCCHI DI TUTTI.

    Ogni Italiano si muove nella società, con una latitudine di 360° (mancanza di regole, inesistenza di educazione). Gli europei di altri Paesi operano in società avendo, quasi tutti, una latidudine di, ad esempio, di 20° o 30°. Proviamo a confrontare i risultati di un' assemblea in Italia e nel resto della U.E.. Confronto sconcertante ! ! La cosa vale anche confrontando i parlamenti.......Cosa si puo' allora costruire nel Paese Confuso ?

    Di questo passo.. lo Stivale si staccherà presto dall' Europa, per iniziare ilsuo viaggio........verso il M.O., o l' America Latina ?

    Cosa ci resta ? ? Soltanto reagire. Informatevi della realtà in U.E.. Dei diritti che hanno gran parte dei cittadini della U.E.. E che voi non avete. Non fidatevi della politica ufficiale, quella predicata da chi vuol mantenere il proprio potere. Con stipendi decisi da sé stesso.... Ma ricordiamo anche che, per reagire, ci vuole organizzazione.......La si puo' inventare, nel Bel Paese ?

    La prima cosa da fare: analizzare i motivi per cui le ruote del sistema Italia sono spesso grippate, perché gli sprechi aumentano........Dopo..... sarà possibile trovare una strategia di sopravvivenza, per restare a galla, evitare il terzo mondo. Solo se la riflessione é lucida. Sarà possibile, la riflessione lucida, in un Paese ove ognuno ha un mestolo diverso ? ?


    L' Emigrato
    Antonio Greco
    ANGREMA@wanadoo.fr

    (disponibile per una presentazione delle CAUSE del degrado)

    Le Lettere dall’ Europa, analisi sulle CAUSE del degrado, sono su:

    http://angrema.blogspot.com
    www.accademiaonline.net (le lettere dei mesi precedenti sono nell’archivio del sito, argomento “società”)
    ---------------------

    Premessa.

    Il vostro problema: difficoltà a capire perché la società continua a degradarsi; difficoltà a capire cosa manca per promuovere lo sviluppo economico.

    Conviene aprire gli occhi, poiché il degrado continuerà, se non prendete le contromisure sociali necessarie per acquisire competitività.

    Un emigrato esperto vi potrebbe aiutare.



    LA LAPIDE

    Leggo un quotidiano italiano. Nausea abbondante.

    Decido di scrivere una lettera al giornale, per listare le CAUSE apparenti di tante emergenze, di tanta melma fangosa, che ostacola il cammino di tanti Italiani.

    Mia moglie: “Lascia perdere, il giornale non te lo pubblica”.
    “Perché ?”
    “Perché tu dici la verità ! Il giornale non te la pubblica la verità”.
    “Lascio perdere ?”.
    “Prova con una filastrocca”, lei mi dice.

    Ci provo, sui VALORI. Quelli che sono, fra l’ altro, necessari per far girare le ruote di un Paese, di un’ economia.

    LA FILASTROCCA

    Un emigrato legge il giornale. “Solo valori negativi ! Dove stanno quelli positivi ?”.
    “Positivi ? gli Italiani non amano costruire !”
    Come costruire, se manca la chiarezza ?
    Come reinserire la chiarezza, se manca la coerenza ?
    Come diffondere la coerenza, se si é diffuso il doppio linguaggio ?
    Come eliminare il doppio linguaggio, se lo scopo dei politicanti non é costruire, ma guadagnare....... potere ?
    Come togliere il potere ai politicanti ? Ci vorrebbero i tecnici, i professionisti, quelli che non vendono chiacchiere......... ?
    Dove trovare i professionisti, se le persone che hanno una buona posizione, che hanno fatto esperienza ad alto livello, sono state scelte col comparaggio e l’ omertà ?

    Come eliminare il comparaggio e l’ omertà, se non ci’ abbiamo una proposta seria per poterlo fare ?
    Come preparare una proposta solida e seria, se non si conosce più, nello Stivale, la chiarezza, la coerenza, l’ efficienza, l’ onestà, la dirittura, il rigore, la responsabilità, il realismo, il valore, il merito che genera impegno ?

    Ritrovare i VALORI , le forze positive? ....... Ma bisogna andare a comprarli in U.E. ?
    Andare a comprare i VALORI in U.E. ? .... Forse, ...ma é proprio quello che fanno gli emigrati !
    Solo che, una volta imparati i VALORI, ci restano, nei Paesi europei. Gli conviene.....
    ............................ anziché rientrare nella melma fangosa.

    Ho capito, ordino una lapide al marmista dietro l’ angolo.
    “Che ci scrivi ?”, chiede la moglie.
    Ci scrivo: “Alla memoria: della chiarezza, la coerenza, l’ efficienza, l’ onestà, la dirittura, il rigore, la responsabilità, il realismo, il valore, il merito e l’ impegno”.

    Che metto in un cimitero italiano. Qualsiasi.

    L’ emigrato

    Antonio Greco
    ANGREMA@wanadoo.fr
    (disponibile per presentare le CAUSE dei guai italici)
    ---------------------
    In caso di diffusione, informare l' autore.

  5. #275
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    Ma i conti quadrano grazie a Berlusconi

    da Il Giornale

    «La finanziaria del 2006 era rigorosa - osserva Tommaso Padoa Schioppa - ma le cifre non corrispondevano alla realtà». L’ultimo documento di finanza pubblica presentato dal precedente governo è stata la Relazione trimestrale di cassa. Lì c’è scritto che il deficit del 2006 viene stimato al 3,8% del pil. Nel primo documento di finanza pubblica dell’attuale governo, il Dpef, c’è scritto che il deficit di quest’anno viene previsto al 4%. Quel dato del deficit al 4%, però, non comprendeva il buon andamento delle entrate fiscali, manifestato con un miglioramento del fabbisogno per 22 miliardi. E nemmeno prendeva in considerazione la proiezione del maggior gettito per quasi 20 miliardi, segnalato il 7 agosto scorso.
    Proprio in virtù di quelle entrate, favorite dalla finanziaria 2006 e precedenti, il governo Prodi ha deciso di ridurre di 5 miliardi l’entità della manovra del 2007. Un taglio cautelativo. In realtà, le maggiori entrate consentirebbero un abbattimento del deficit tendenziale del prossimo anno di un’entità pari a circa il doppio.
    Ma quello sconto di 5 miliardi della manovra del 2007, per manifestarsi nei documenti di contabilità pubblica, deve essere prima compreso nell’esercizio in cui quelle entrate (di cassa, ma anche di competenza) si sono manifestate. Cioè, quest’anno.
    I cinque miliardi in questione, rappresentano, in rapporto al pil, lo 0,35%. Ne consegue se a quel deficit del 4%, previsto dal governo con il Dpef, venisse conteggiato lo «sconto» previsto sulla finanziaria del 2007, il deficit di quest’anno dovrebbe scendere al 3,75%. Non troppo distante da quel 3,8% stimato dal precedente governo con la Relazione trimestrale di cassa. Ne consegue che la finanziaria del governo Berlusconi, oltre ad «essere rigorosa», come riconosciuto da Padoa-Schioppa, aveva anche cifre che corrispondevano alla realtà.
    Una realtà che il governo Prodi non ha voluto vedere. Tant’è che appena insediato ha istituito una commissione per verificare la validità dei conti pubblici (la due diligence). Quella commissione concluse i lavori indicando per quest’anno un deficit che poteva oscillare fra il 4,1 e il 4,6%; a seconda dell’andamento del pil e di determinati provvedimenti fiscali del precedente governo, non confermati dall’attuale.
    Se quella «due diligence» fosse stata valida, il ministro dell’Economia non si sarebbe sbilanciato a tagliare la manovra 2007 di 5 miliardi di euro. E quei cinque miliardi devono trovare spazio anche nei conti 2006. Con il deficit che arriverà sui livelli stimati dal precedente governo.

  6. #276
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    SONDAGGIO ON LINE, SOLO IL 20 PER CENTO DI CONSENSO PER PRODI


    di Il Legno Storto

    (Velino)

    In quattro ore - dalle 14.43 alle 18.43 - i 2.497 "naviganti" di affaritaliani.it affondano l'arca di Noe'-Prodi. Tre votanti su quattro danno un giudizio negativo (17,54 per cento) o molto negativo (58,75 per cento) del governo Prodi, mentre solo per uno scarso 20 per cento e' positivo (13,7 per cento) o molto positivo (5,53 per cento). Al confronto le parole di Alessandra Ghisleri (Euromedia Research), intervistata da Affari, risultano quasi ottimistiche quando dichiara che "L'indice di gradimento dell'esecutivo e' in stallo e non supera assolutamente il 40 per cento". Il motivo principale, secondo Ghisleri, e' la lontananza dei temi affrontati come priorita' dal gorverno con le reali esigenze dei cittadini: "È difficile comprendere la differenza tra la missione di pace in Iraq e quella in Libano o la diminuzione del limite di velocita' di dieci chilometri orari in autostrada quando, in realta', il cittadino sente la necessita' di altri servizi primari. È difficile trovare coerenza tra quello che e' stato promesso in campagna elettorale dall'Unione e quanto attualmente si discute sui media quando si parla di politica". Secondo la Ghisleri "il vero timore e' che la Finanziaria sia una stangata e per questo gli elettori si sentono confusi, non hanno capito ancora in quale direzione l'esecutivo andra'. Anche i dibattiti sulle poltrone di potere, come la Rai, sono problematiche che non interessano la vita quotidiana del cittadino e causano un allontamento ulteriore dalla politica portata avanti in questo momento dal governo Prodi".

    Tremate!Tremate! i Sondaggi son tornati!

  7. #277
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    Tra Telecom ed intercettazioni la Sinistra è meglio che torni ad usare i Segnali di Fumo...fumo come le balzane idee del Professoricchio.

  8. #278
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    Predefinito Puo’ Un Bravo Nocchiero Riportare La Barca In Acque Calme ?

    Non é solo Prodi, c' é di ben più grosso e di ben più negativo.

    Per capirci, immaginiamo che al posto di Prodi ci sia il miglior politico d' Europa. Bene, che farebbe ? probabilmente fallirebbe o quasi perché .......il Paese non é governabile.....ormai.




    PUO’ UN BRAVO NOCCHIERO RIPORTARE LA BARCA IN ACQUE CALME ?

    Molti Italiani, sperano fortemente che Prodi inizi il risanamento, che permetta ad un nuovo Nocchiero di riportare la Barca Italia in acque chete.

    Quanto a tale obiettivo, sono molto pessimista.

    Se l’ Italia fosse, come tanti Paesi della U.E., un Paese normale cioé governabile, un nuovo ed affidabile Nocchiero porterebbe la Barca Italia in acque più calme. Ma l’ Italia non é un Paese normale né governabile, anzi é un Paese in balia dei quattro Dittatori: la Confusione, l’ Irresponsabilità, la Rassegnazione, l’Allegra Gestione.

    Senza l’ analisi necessaria ed urgente che indichi le CAUSE per cui i quattro dittatori hanno preso il potere............; che individui quali sono le forze positive in grado di combattere le forze negative al soldo dei quattro dittatori, ........ nel Villaggio Globale non c’ é scampo per lo Stivale.

    Suggerisco, per guardare in faccia la realtà, di leggere i testi:

    - La Barca va...;
    - Cullarsi nelle fatue illusioni;
    - La Pubblica Distruzione;
    - Metodi e risultati sociali;
    - Divaricazione dall’ Europa
    - Cocci
    - Lo Stivale ha perso le staffe.
    - Il Male Oscuro

    Antonio Greco
    angrema@wanadoo.fr

    I testi suggeriti si trovano su:
    http://angrema.blogspot.com
    www.accademiaonline.net (le lettere dei mesi precedenti sono nell’archivio del sito, argomento “società”)
    http://angrema.blogspot.com.blog.kat...gressoangrema/

  9. #279
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    Predefinito Il Problema E’ Sociale …..

    (quello politico ne é la conseguenza)



    Cerco di condensare il problema sociale, come é visto da un espatriato. E mi chiedo: “se ne accorgeranno gli Italiani, che preferiscono concentrarsi sui Guelfi (dstr) e Ghibellini (snst) ?”

    La scelte della società italiana, degli ultimi 20 anni (le più evidenti). Nel Paese ove la tradizione della flessibilità totale, dell’ adattamento facile, non é equilibrata dal necessario rigore, da chiari interessi nazionali, dal lavoro efficiente; ove non esiste più la riflessione attenta (anche per le troppe emergenze) né l’ onestà nella vita sociale (ci puo’ essere l’ onestà, in un Paese ove la giustizia é vicina al bloccaggio ?), il ruzzolone verso il terzo mondo é scontato. Ma anche rapido, visto che l’ assenza di riflessione non permette di definire le contromisure necessarie ed urgenti, visto che chi ha un ruolo nelle istituzioni ha tutta la latitudine per considerarlo un impegno o ....... uno sport......

    In un Paese ove la corruzione viene diffusa nelle istituzioni o nelle imprese come un condimento necessario ad insaporire meccanismi arrugginiti (lo sono per incapacità), le evoluzioni degli ultimi 20 anni sono state rapide e negative. Eccone i contorni:

    - si nota spesso una diversa mentalità, ma anche una diversa valutazione dei fatti italiani, fra emigrati e residenti. Non é un caso che gli emigrati non hanno granché votato per CdL. Possibili ragioni per cio':
    a) il fatto che gli emigrati vivono spesso in strutture sociali che funzionano; b) essi sono spesso abituati a vedere, nella società in cui si trovano, i fatti e non le chiacchiere della Commedia dell' Arte Politica Italiana.
    - la tradizione italiana "adattati a tutto, anche al peggio; non cercare di aggiustare nel sociale quello che non funziona, chissene.." ha fatto si che si siano accumulati nei decenni quintali di problemi;
    - a causa del punto precedente, ma anche perché gli interessi nazionali non esistono più (degrado aiutando), sostituiti dagli interessi di bottega o di clans, si é persa l' abitudine, da decenni, di riflessioni lucide, obiettive, per cercare le soluzioni a problemi sociali. Si preferiscono piuttosto le lotte tra Guelfi (dstr) e Ghibellini (snst). Più interessanti.......
    - si vorrebbe che fosse creata occupazione, giusto. Ma quale imprenditore inizierebbe un' attività in una società che non funziona ? nella società dell' incerto e del confuso, ove la verità e la certezza sono state seppellite, dopo l' aggressione subita ? Gli aggressori, mai combattuti, sono tanti, ma i più pericolosi sembrano: a) la cappa di menzogne, false verità, improvvisazioni, irresponsabilità, incapacità, doppio o triplo linguaggio, ipocrisia, nella vita sociale; b) lo sparito interesse per l' impegno ed il lavoro di qualità in tanti contesti che sono stati lottizzati.... c) il seppellimento dei valori di riferimento (in altri Paesi) nella vita sociale, ben rimpiazzati dagli interessi di parte. I quali sono in genere ben conosciuti, salvo che possono cambiare ad ogni giro di vento...
    - il gran numero di problemi irrisolti, e i tentativi di clans e cordate di risolverli solo con un taglio privato, ma non per tutti, ha portato allo scenario attuale: una ex-società, sostituita da clans e parrocchie, sotto l' imperio dei quattro dittatori; Confusione, Rassegnazione, Irresponsabilità e Allegra Gestione.

    Cio' che non si dice, sembrerebbe: una società scassata non puo' sostenere un economia vigorosa, ma gli mette il piombo sulle ali... Inoltre : una società lottizzata ammazza l' impegno e il lavoro di qualità...

    La somma di tanto andare, in Europa, si chiama INEFFICIENZA. In Italia, IL SISTEMA......

    I GAPs della società italiana rispetto alla U.E.. Sono tanti, oggi; e sono andati aumentando negli ultimi 20 o trent’anni. Fra gli aspetti spiacevoli della società italiana, c’é anche:

    - il menefreghismo dei cittadini, abituati, nel sociale, a non approfondire, non prendere iniziative, lasciar correre;
    - la diffusione dei N.C.I (nuovi comport. italiani) porta alla incapacità della valutazione sociali lucide. Ci si é abituati all’ immobilismo, cioé ad accettare tutto, anche il peggio.
    - l’ inpossibilità in tale scenario di individuare le misure correttive necessarie e urgenti, in pratica spinge il Paese a........ accettare il bloccaggio del sistema Italia, con il rischio di entrare nel III mondo, senza fare alcunché per combattere la tendenza.


    Come conclusione, direi, ci sono oggi due sviluppi possibili:

    - non trattare il gigantesco problema sociale e le sopravvenute incapacità sociali. In tal caso, tempo alcuni anni, faremo parte del club "America Latina"; a causa di tanti GAPs rispetto ai Paesi competitivi e funzionanti;
    - fare una valutazione seria delle cause sociali, al di fuori del contesto politico e colla testimonianza degli emigrati. Per definire le misure urgenti e iniziare la catarsi e la europeizzazione della società. In cinque anni, se il processo fosse in mano a gente capace (quindi escluso i politici) e determinata, la società inizierebbe a funzionare e l' economia potrebbe ripartire.

    Come punti di base, mi sembra che non ci sia altro, eccetto un fatto visibile; in una grande città come Roma, vedere tanta gente rassegnata, ignava, fa pensare ad una di queste due cose: a) la gente é cresciuta come un gregge; b) oppure alcune reti TV diffondono onde subliminali, che avrebbero lo scopo di non far pensare la gente, rendendola, appunto, simile ad un gregge. Io per fortuna, non guardo Mediaset, quindi conservo una certa capacità di pensare, almeno per quello che é possibile quando si é superati i ..anta.

    La mia conclusione, pesante, ma sicura:

    - gli Italiani non hanno la capacità di uscire dai loro guai; infatti non
    sanno quali ne sono le cause primarie (la loro mentalità);

    - le nuove abitudini fan si che gli Italiani abbiano VISIONI DISTORTE SU UNA
    GRAN PARTE DEI PROBLEMI SOCIALI. NON HANNO la VISIONE LUCIDA....; si
    limitano alle verità di parte, che sono cangianti a seconda del clan...

    - tali condizioni sono perfette per un viaggio sicuro e rapido verso il terzo mondo.

    - una via di uscita esisterebbe: consultare gli emigrati in Paesi
    avanzati.....Essi conoscono sia le sviluppo economico, che le condizioni necessarie a permetterlo.

    Antonio Greco angrema@wanadoo.fr
    (disponibile per una presentazione delle cause del degrado)


    P.S. Il nuovo governo parla di “colpo di reni”, di rilancio dell’economia. Solite illusioni di un popolo che preferisce fermarsi alle apparenze, rifiutando di approfondire la realtà effettiva...

    SENZA AFFRONTARE IL PROBLEMA SOCIALE, NESSUNA SPERANZA PER UN PAESE IN VIA DI SOTTOSVILUPPO ...

  10. #280
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    dal quotidiano LIBERO di oggi....

    "L'attacco di Silvio: fuori la verità

    di MARIO PRIGNANO


    Berlusconi interviene su Telecom: «Necessaria una commissione d'inchiesta»


    ROMA «Sì, una commissione parlamentare d'inchiesta sarebbe necessaria». Non è arrivato a chiedere le dimissioni di Romano Prodi, come qualcuno aveva ipotizzato il giorno prima. Ma di certo, sulla vicenda Telecom-ingerenze (vere o presunte) del governo, Silvio Berlusconi non è andato per il sottile. È accaduto ieri a Bari. Che il Cavaliere avrebbe scelto il palcoscenico della Fiera del Levante per parlare dello scandalo politico del momento, lo si sapeva ancora prima che partisse da Roma. In effetti gli è bastato mettere piede tra gli stand per ingranare la marcia. «Dirigismo, statalismo e anche perdita di credibilità internazionale», ha subito sentenziato ai giornalisti che lo aspettavano al varco. E quanto al famoso piano segreto di riassetto della Telecom elaborato da Rovati: «Mi pare strano che Prodi non ne sapesse nulla, perchè una proposta così articolata certamente non è artigianale. Questa proposta», ha proseguito l'ex premier, «è sostenuta da una precisa filosofia dirigista e statalista, non può essere colpa di un singolo collaboratore ma è qualcosa che esprime il pensiero generale del governo e comunque della presidenza del Consiglio». Dunque, se non Prodi, almeno Rovati è il caso che si dimetta? «Su questo si pronuncerà Forza Italia». Da una dimissione futuribile ad una che è già passata alla storia, quella di Tronchetti Provera: «Un fatto spiacevole, forse anche grave. Non me lo aspettavo. Non posso giudicarlo, ma so che lui l'ha fatto anche pressato un poco dalla posizione del governo e questo credo che sia male. Dalle dichiarazioni che conosco, lui si è sentito obbligato a darle per la pressione del governo». Il che non vuol che chi lo ha sostituito alla guida del colosso della telefonia sia poi così male. Berlusconi lo ha fatto capire chiaramente al termine di un ragionamento iniziato con una battuta. «Io ho sempre detto che ci sono tanti, troppi 'rossi' in Italia», ha ironizzato riferendosi al cognome del successore di Tronchetti Provera, «ma non fatemi dire che la Telecom è stata invasa dai rossi. Non fatemi dire quello che non penso. Certo», ha continuato, «adesso, dopo il calcio e dopo Telecom chissà se non ci ritroviamo Guido Rossi anche presidente del Consiglio». Un attimo di pausa, poi ha ripreso: «Riflettendoci un attimo direi che, beh, non sarebbe poi così male». Solo una battuta, certo. Che però, riferita ad un uomo di sinistra notoriamente legato più a D'Alema che a Prodi, dice qualcosa delle preferenze che, per così dire, l'ex premier nutre nello schieramento avverso. Non a caso più tardi, davanti ad un gruppo di parlamentari pugliesi che, in un albergo di Bari, gli chiedevano che cosa pensare del futuro di Telecom, Berlusconi ha incrociato le dita: «Prima bisogna vedere come finisce lo scontro tra Prodi e i Ds». Una cosa sicura, però, c'è. Ed è che il governo deve riferire alle Camere su tutto quello che sta succedendo. Per questo, ha affermato Berlusconi davanti ai giornalisti, «non posso che consentire con Bertinotti (che un confronto governo-Parlamento lo ha chiesto a gran voce, ndr)». Di più: «Credo che sia assolutamente da sostenere la proposta di Forza Italia di una commissione d'inchiesta su tutta la vicenda. Ovviamente spetta ai capigruppo decidere, ma quello che è successo è molto grave, qualcosa su cui bisogna indagare a fondo». Per arrivare a quali conseguenze? «Questo non posso ipotizzarlo, ma è gravissimo che un governo si intrometta nel libero mercato». "


    Saluti liberali

 

 
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