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Discussione: illuminante

  1. #1
    OH MA CHE TI PENSI ?
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    Predefinito illuminante

    Contro il Papato e la mentalità cattolica, serbatoi di ogni passatismo

    Inutile enumerare le ragioni politiche che rendono indispensabile per l'Italia vittoriosa il liberarsi, al più presto, del Papato. Cavour e Crispi e cento altri italiani hanno dimostrato come il Papato sia in tempo di pace un peso ingombrante e in tempi convulsi o guerreschi un nemico in casa o per lo meno una spia. Io domando l'espulsione del Papato per sgomberare l'Italia dalla mentalità cattolica. Non si può toccare il principio della famiglia e la concezione giuridica del matrimonio fintanto che permane la forza del prete. Questi fa pesare sulla vita l'assurda idea antivitale di eternità. Eternità dei valori spirituali, eternità di gioia nel paradiso extra terrestre e perciò eternità assurda dell'amore sulla terra. Un uomo che ama una donna deve amarla per tutta la vita. Se cessa di amarla dopo tre anni, grave disordine morale, allarme, spavento. Se cessa di amarla dopo tre mesi, scandalo diabolico, peccato infame, sanzioni infernali. Il prete creò il più assurdo dei carceri, il matrimonio indissolubile.

    Così per evitare che la legge dell'amore eterno sia violata, il prete imprigionò il cuore e i sensi della donna, costringendola a fingere l'amore, a prostituirsi ogni sera a un uomo odiato, sviluppando nella sua sensibilità e intorno a sé e ciò che è più grave — nei suoi figli — la necessità schifosa di un'ipocrisia continua.

    Assurda concezione dell'amore eterno, assiduità artificiale delle attrazioni erotiche, il prete non si contenta di questi veleni perniciosi, ma combatte anche l'istinto coraggioso dell'avventura e del rischio e il meraviglioso spirito d'improvvisazione che anima gli individui forti e i temperamenti ricchi.

    Il prete odia il provvisorio, il momentaneo, la velocità, lo slancio, la passione. E in ciò cancella brutalmente l'essenza ardente, preziosa, della morale di Cristo che accordava tutti i diritti e tutti i perdoni e tutte le simpatie al fervore appassionato, alla fiamma volubile del cuore. Il prete dimentica che la frase di Cristo alla Maddalena: Molto sarà perdonato a chi molto ha amato. E quest'altra: Colui che è senza peccato scagli la prima pietra, sono due glorificazioni del libero amore e due calci all'indissolubilità del matrimonio.

    Se la donna, come avviene sovente, è stata desiderata, presa e fecondata spensieratamente dal maschio il prete vuole che questa donna non sia sottoposta a nessun rischio, a nessuna nuova avventura. Subito, nel carcere del matrimonio, a braccetto con un uomo che non la vuole più, che la odia come un ingombro. Due pugnali legati insieme, entrambi inutilizzabili e che sognano di lottare fra di loro, si smusseranno i tagli e finiranno per ferire il figlio. Questo nasce florido come un frutto, ma diventa presto una palla che inciampa i due galeotti.

    Assurda concezione dell'amore eterno, legami indissolubili fra corpi-anime che si ripugnano, legge dell'ipocrisia e spettacolo di odio dato quotidianamente come educazione al figlio. Ma il prete non si contenta. Dice: non siete felici? Lo sarete in Paradiso! Sfiorite tutte e due! Logoratevi! Sciupate tenerezza, bellezza, baci, forza fisiologica, nervi, rimandate il vostro adulterio a quando sarete in Paradiso!

    Così il matrimonio è il comune purgatorio di tutti i temperamenti rigogliosi e potenti. Purgatorio di peccati inesistenti, logorìo di gioventù, tutto in omaggio a un'assurda mentalità negatrice, deprimente, sopraffattrice che non ammette il trionfale sviluppo della gioia fisiologica e della libertà rischiosa e temeraria.

    Il prete vuole e impone le leggi immonde della rinuncia e della lentezza.

    Così dovunque in questa nostra Italia sana e forte noi troviamo tante anime agonizzanti, stroncate: donne che non han saputo decidersi, che hanno amato l'uno e si son date all'altro, sperano nel terzo e si daranno al quarto. Sempre sbagliandosi, aspettando sempre con una cretinissima pessimistica valutazione della vita, condannate, condannati, incapaci di concedersi le assoluzioni fulminee e le liberazioni allegre dell'uragano, della pioggia, e del suicidio.

    Per giungere alla concezione futurista del provvisorio, del veloce e dell'eroico sforzo continuo, bisogna bruciare la tonaca nera, simbolo di lentezza e fondere tutte le campane per farne altrettante rotaie di nuovi treni ultra-veloci.

    La lentezza, il prepararsi quotidianamente a una gioia lontana poco sicura che involontariamente l'immaginazione butterà poi al di là della morte in paradiso, questo paziente preparazionismo cattolico misticoide è molto simile al preparazionismo militare tedesco che è crollato ora — fortunatamente — in una grande sconfitta.

    La nostra fulminea vittoria italiana, dieci giorni di offensiva e tutte le terre riconquistate, i sogni politici dei nostri padri colti al volo, realizzati, inchiodati, tutte queste glorie nostre sono anticattoliche. Finalmente la lentezza imposta dal prete è stata travolta. La velocità tempestosa del genio italiano ci libera da tutto un medioevalismo minuzioso a base di sacrificio, di sogno estatico, di mani mendicanti, d'inginocchiatoi, di diplomazie, d'irredentismi platonici e di nostalgie professorali.

    Finalmente non guardiamo più dietro di noi i lontanissimi cortei di eroi romani. Ci guardiamo nello specchio: noi, siamo noi. Gli italiani d'oggi veloci che a dispetto di tutte le prudenze storiche, a dispetto di tutti i pessimisti, balzati fuori da una famiglia cattolica mediocrista soffocata da ruderi illustri, fuori dall'elettoralismo miserabile di provincia e dalla taccagneria degli impieghi governativi, siamo noi che abbiamo sfasciato in dieci giorni — giocondamente come ragazzi — il grande esercito austro-ungarico invincibile nel sogno — giuocattolo fra le nostre mani potentissime, in realtà.

    Questa famiglia provinciale col suo matrimonio ipocrita, il prete lurido custode, gli scorpioni del moralismo a tutte le crepe dei muri, bisogna al più presto col fuoco annientarla.

    Dopo il fuoco, per spegnerlo, abbondanti sputacchi in velocità.

    Il prete è fratello del carabiniere. Carcere del matrimonio indissolubile. Il divorzio e il libero amore sono due arditi pericolosi. Cantano quando gli altri dormono e spaccano sovente i vetri — ventri ai passatisti. È passatista colui che teme, che si acquatta, che non accetta responsabilità, che ricorda malinconicamente, che prende le idee dal quotidiano più saggio, che non osa interrogare suo figlio sulla sua evidente blenorragia, che crede cementare il sesso vivace della sua bambina sedicenne chiudendola in casa con catenacci di paternali idiote.

    Mentre egli va — ipocritamente — a fumare la pipa in un bordello per narrare omericamente sull'origliere a una prostituta i difetti di sua moglie, sua figlia chiusa in casa spalanca la finestra e le gambe allo studente che dalla finestra di faccia le spiega la virtus latina.

    La vita italiana di domani altro non deve essere che una serie di bombe a mano lanciate nelle gambe degli importuni pesantissimi due nemici: il prete e il carabiniere. La primavera ride e scoppia sotto le leggi, i divieti, i confessionali, i senati, vince e vincerà sempre; ma quanto sarebbero più splendidi i suoi frutti se un giorno si sentisse finalmente una voce riempire l'azzurro: il Papato è fuori, fuori d'Italia con l'ultimo dei Preti e l'ultimo dei Carabinieri!

    La nostra guerra vittoriosa ha rivelato un antagonismo feroce fra i combattenti e i carabinieri. Come tra gli interventisti e i preti d'ogni specie: clericali, professori e socialisti.

    Gli arditi odiano i carabinieri. Questi hanno sognato di mettere le manette agli Eroi.

    Secondo loro gli Eroi devono essere gente quieta, che non grida, che prevede, ha paura, va adagio, non ha gomiti nelle folle, aspetta pazientemente agli sportelli dove l'abbrutitissimo impiegato di Stato fa tutti i suoi comodi e distribuisce la lentezza.

    Gli arditi disprezzeranno i reticolati e la disciplina militare, queste manette imposte dal professoralismo strategico e dalla scienza teutonica.

    Improvvisano tutto e specialmente la vittoria. Sono futuristi: non si curano dei “rincalzi” romani, forniti dalla storia e non vogliono essere preceduti da bombardamenti sapienti.

    Sorprendono la trincea nemica che ha la forma di un banchiere panciuto, la sfondano, la svaligiano e così, di slancio, a Trieste.

    I carabinieri durante la guerra avevano il còmpito di verificare minuziosamente i passaporti per afferrare al passaggio le numerosissime spie. Ne lasciarono passare molte, impiegarono quattro anni a imparare questo mestiere di controlli e ora finalmente lo sanno fare così bene che non smettono più di verificare i passaporti dei vincitori.

    Preti come i preti, custodi della lentezza e della burocrazia, medioevali, perniciosissimi imprigionatori della Primavera ardita e veloce piena di fiumi rivoluzionari!

    Concludendo, bisogna:

    •) sostituire all'attuale anticlericalismo retorico e quietista un anticlericalismo d'azione, violento e reciso per sgombrare l'Italia e Roma dal suo medioevo teocratico che potrà scegliere una terra adatta dove morire lentamente;

    •) il nostro anticlericalismo intransigentissimo e integrale, costituisce la base del nostro programma politico, non ammette mezzi termini né transazioni, esige nettamente l'espulsione;

    •) il nostro anticlericalismo vuole liberare l'Italia dalle chiese, dai preti, dai frati, dalle monache, dalle madonne, dai ceri e dalle campane;

    •) unica religione, l'Italia di domani. Per lei noi ci siamo battuti senza curarci delle forme di governo destinate necessariamente a seguire il medioevo teocratico e religioso nella sua fatale caduta.

  2. #2
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    Completamente in disaccordo. Partendo proprio dalla citazione finale, che con solita ignoranza associa il medioevo ad un periodo involuto e retrogrado. Niente di più falso, è sufficiente la tesi di un ragazzo di sedici anni per smentire una tesi simile (ti invito a dargli una lettura http://www.salpan.org/GRANDI%20TEMI/.../Medioevo.htm).
    Ciò che viene proposto nello scritto su riportato, mi sembra più di ispirazione massonico-rivoluzionaria che nazionalfuturista.

  3. #3
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    forse quel link non funzionava. questo dovrebbe:

    http://www.salpan.org/GRANDI%20TEMI/...O/Medioevo.htm

  4. #4
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    Citazione Originariamente Scritto da Léon Degrelle
    Completamente in disaccordo. Partendo proprio dalla citazione finale, che con solita ignoranza associa il medioevo ad un periodo involuto e retrogrado. Niente di più falso, è sufficiente la tesi di un ragazzo di sedici anni per smentire una tesi simile (ti invito a dargli una lettura http://www.salpan.org/GRANDI%20TEMI/.../Medioevo.htm).
    Ciò che viene proposto nello scritto su riportato, mi sembra più di ispirazione massonico-rivoluzionaria che nazionalfuturista.
    Non so cosa pensi il ragazzo di sedici anni.Il medioevo non è stato certamente l'età dell'oro anzi se vogliamo inquadrarlo sotto un ottica tradizionale e stato un'involuzione dello spirito antico.Questo è da imputare al cristianesimo che con il suo oscurantismo antitradizionale e antivitale ha letterarmente egemonizzato l'Europa.
    Non riesco proprio a capire su che basi dai un'interpretazione massonico-rivoluzionaria al testo.

  5. #5
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    poi il testo parla di tutt'altro.L'autore che tu definisci massonico-rivoluzionario era tra gli eroi che nelle trincee hanno fatto nascere la nuova Italia.

  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da rockenrolle
    Non so cosa pensi il ragazzo di sedici anni.Il medioevo non è stato certamente l'età dell'oro anzi se vogliamo inquadrarlo sotto un ottica tradizionale e stato un'involuzione dello spirito antico.Questo è da imputare al cristianesimo che con il suo oscurantismo antitradizionale e antivitale ha letterarmente egemonizzato l'Europa.
    Non riesco proprio a capire su che basi dai un'interpretazione massonico-rivoluzionaria al testo.
    Il Cattolicesimo antitradizionale? Abbiamo evidentemente due visioni ben differenti di Tradizione (e pensare che si definisce Unica e Primordiale). Fai un salto su quella pagina, potrebbe esserti davvero utile, se hai voglia di saperne qualcosa in più.

  7. #7
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    Citazione Originariamente Scritto da Léon Degrelle
    Il Cattolicesimo antitradizionale? Abbiamo evidentemente due visioni ben differenti di Tradizione (e pensare che si definisce Unica e Primordiale). Fai un salto su quella pagina, potrebbe esserti davvero utile, se hai voglia di saperne qualcosa in più.
    Si direi che abbiamo proprio due visioni differenrti.Evidentemente tu confondi la tradizione con l'oscurantismo.

  8. #8
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    La verità è che siamo diversi sotto un piccolo, fondamentale, aspetto: tu sei un pigro fannullone!

  9. #9
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    Citazione Originariamente Scritto da Léon Degrelle
    La verità è che siamo diversi sotto un piccolo, fondamentale, aspetto: tu sei un pigro fannullone!
    Io non ti ho offeso e nemmeno ho intenzione di risponderti.Non amo usare i forum per offese e provocazioni come fà qualcun'altro.Se non ti sta bene quello che dico e i riferimenti che posto come questo articolo di Marinetti puoi benissimo ignorarmi.

  10. #10
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    Stavo scherzando. Comunque, era un modo per invitarti a leggere quanto ti avevo proposto, di modo che su quei temi avremmo potuto intavolare una discussione. Marinetti era inserito, come del resto gran parte del futurismo (non solo italiano, ma anche russo ad esempio), in un contesto culturale e politico rivendicante l'assoluta e indispensabile libertà da schemi e regole. E in questo, rappresentò certamente un motore indispensabile che incendiò molte di quelle anime che da lì a poco avrebbero sacrificato la propria esistenza al fascismo. Ma, nonostante ciò, il futurismo non rappresentò nulla di Tradizionale, tutt'altro, nè si può identificare, come sembri fare tu, interamente con il Fascismo (il quale, non dimenticarlo, stipulò un Concordato storico con la Santa Sede).

 

 
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