
Originariamente Scritto da
Marzia
da:
www.terradimezzocrotone.org
“Dopo che il Consiglio di Stato ha trovato le parole giuste per spiegare perché il crocefisso debba restare nelle aule scolastiche, adesso è sicuramente più semplice e quanto mai opportuno comprendere l’importanza di far esporre anche la bandiera nazionale come emblema dell’integrazione dei tanti studenti stranieri o figli di stranieri in Italia.”
Daniele Caroleo, Dirigente Nazionale di Azione Giovani e Presidente dell’Associazione Culturale “Terra di Mezzo” di Crotone, interviene in merito agli ultimi avvenimenti in materia legislativa per la regolamentazione dei simboli religiosi e comunitari all’interno degli edifici pubblici, ed in particolar modo nelle scuole.
“Infatti, – aggiunge Caroleo – se nella nostra nazione il crocefisso ha ormai acquisito un valore simbolico condiviso e “civile” ben oltre il suo originario significato religioso, il Tricolore è il simbolo di questa nostra amata terra senza alcuna implicazione religiosa e quindi ancora più adatto per poter essere identificato come un “proprio” punto di riferimento anche tra i giovani studenti di fede mussulmana che, tra l’altro, molto spesso sono nati in Italia.”
“Inoltre – conclude Daniele Caroleo – il Tricolore, in quanto emblema della nostra nazione, esposto perennemente all’interno delle aule scolastiche, servirebbe anche ad educare le nuove generazioni ad amare e a rispettare ancor di più la propria Patria, magari evitandoci, in futuro, certe scene deprecabili come quelle del corteo di sabato scorso a Roma, dove la memoria dei nostri connazionali morti a Nassirya è stata continuamente offesa dagli slogan scanditi a gran voce da una massa di patetici “disobbedienti”!”.
Ufficio Stampa e Propaganda
Associazione Culturale
“TERRA DI MEZZO” di Crotone