BOSNIA: CARD. PULJIC, PAPA INTERVENGA PER DIRITTI UMANI
(ANSA) - ROMA, 22 feb - La chiesa bosniaca implora un intervento del Papa in difesa della minoranza cattolica della Bosnia vittima di ingiustizie e costretta ad un esodo sempre piu' massiccio. ''Parlero' domani personalmente con il Papa. Desidero informarlo sulla situazione attuale in Bosnia Erzegovina. Mi aspetto da parte della Santa Sede una pressione sulla comunita' internazionale affinche' si rispettino i diritti umani'' ha detto il cardinale Vinko Puljic, arcivescovo di Sarajevo atteso domani in udienza da Benedetto XVI.
Intervenuto a margine della conferenza ''Bosnia-Erzegovina: un fallimento o un futuro multietnico? Dieci anni dopo gli accordi di Dayton'' svoltasi nella sala stampa estera, il porporato ha aggiunto:''occorre che la Santa Sede faccia pressione sulla comunita' internazionale perche' non vengono adottate le stesse misure per tutte le componenti religiose presenti nel nostro paese'' ha denunciato. E ha continuato:''bisogna creare uguaglianza dal rispetto dei diritti umani'' ha insistito.
''L'accordo di Dayton ha fermato la guerra ma non ha portato giustizia e pace vera, perche' non esiste ancora uguaglianza. A dieci anni dall'accordo manca il 45% dei cattolici, sono state distrutte case ed istituti ecclesiastici'' denuncia il cardinale sollecitando ''maggiore sicurezza soprattutto per i profughi a cui viene negata l'opportunita' di tornare nelle proprie case''. ''Questa situazione e' un peccato, e' responsabilita' anche della comunita' internazionale perche' fa il doppio gioco e ignora le ignoranze soprattutto cattoliche'' ha concluso il cardinal Puljic.
L'urgenza e' dunque per una tutela dei diritti individuali dei fedeli delle varie religioni in contrapposizione con l'impianto dell'accordo di Dayton che finora ha privilegiato i diritti collettivi dell'etnia musulmana. Secondo i vescovi cattolici Dayton avrebbe aumentato il solco tra le religioni a discapito della minoranza cattolica.
''Dividi et impera ancora oggi funziona'' denuncia mons. Franjo Komarica, vescovo di Banja Luka ''molta colpa e' della comunita' internazionale. Serve piu' umilta', piu' credibilita' e soprattutto una revisione dell'accordo di Dayton''. Sostiene mons. Komarica.
Sulla stessa linea mons. Pero Sudar, vescovo ausiliare di Sarajevo: ''la Chiesa non si arrende. Vogliamo una Bosnia multietnica e multireligiosa ma con giustizia: la giustizia significa superare le divisioni che si sono create secondo il principio etnico sostenuto dall'accordo di Dayton. Chiediamo la protezione di tutte le componenti religiose e dei popoli'' ha concluso mons. Sudar. (ANSA). GNS-Y28/KWB
22/02/2006 17:26




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