

Ultima modifica di Troll; 19-08-11 alle 16:48


La chiesa come struttura politica ha rappresentato un blocco al progresso delle scienze , prima del 1200 è improprio parlare di scienza in occidente e successivamente quando incominciarono i primi vagiti (vedi teoria dell'impeto) questi vennero sempre soffocati dalla tendenza a sottoporre la filosofia alla teologia (vedi iniziale condanna nel '200 delle opere di Aristotele che venivano via via tradotte).
Il caso copernicano con il seguito di Galileo è storia della scienza insieme all'indice dei libri proibiti.
La chiesa dei credenti non ha influenzato lo sviluppo della scienza se non con doppia valenza (da un lato positivo e da un lato negativo) , il primo positivo legato alla credenza di un mondo ordinato con una logica da Dio ha sicuramente ben predisposto alla ricerca di leggi naturali che governino il mondo dall'altro una visione teleologica che imponeva ed impone una visione antropocentrica dell'universo stesso è stato un freno alla ricerca.
A tutt'oggi uno scienziato può benissimo essere un buon credente ed un buon scienziato a patto che lasci le sue credenze fuori dalla porta del laboratorio e del suo ufficio.




Darwin di questo sono in accordo .................la chiesa stessa mischiando trascendente e immanente ha tradito Tommaso D Aquino. Storicamente la chiesa ha bloccato la scienza, ripeto la chiesa non la Fede . Storicamente..poichè oggi le cose sono cambiate. Molti uomini di scienza sono cattolici..questo vorrà pur dir qualcosa?:giagia:




Vuol dire che a livello personale non sono incompatibili , con l'avvertenza di separare bene i due campi quando si entra nell'operatività ( a livello dei massimi sistemi possono ancora mischiarsi ad esempio vedi nella preferenza fra vari modelli alternativi dell'universo)
E' sintomatico però il fatto già tante volte evidenziato di come la percentuale di scienziati credenti sia significatamente più bassa rispetto a quella della società di provenienza ed anche come tale percentuale tenda a calare in proporzione al grado di impegno e di successo scientifico.
Cosa dipenda da cosa (se l'utilizzo sistematico del metodo scientifico faccia scemare la predisposizione con altre metodologie e quindi la tendenza alla fede aprioristica oppure che la non professione di fede aiuti o meglio predisponga all'utilizzo del metodo scientifico) è difficilmente comprensibile almeno dalle statistiche in nostro possesso.


Anche qui i margini di previsione delle conseguenze a fronte di determinati comportamenti sociali ci sono ed anche attendibili.
E' ovvio che il 'peso' da dare alle conseguenze è variabile a seconda delle 'visioni' e quindi , a meno di fissarlo aprioristicamente , relativo.


La scienza si occupa del come (del come si è formato l universo...il Big ben, l evoluzionismo ecc...). La Fede del perchè (volontà di Dio).
Sai benissimo che sono sia cattolico e sia evoluzionista.....vi è una discussione su "cattolici" che tratta di evoluzionismo e creazionismo : Credimi non sono mai riuscito a capire che ci azzecca con la fede:gratgrat:


Probabilmente ci azzecca con logiche di politica interna alla chiesa , anche se in questo caso dal punto di vista ufficiale come evoluzionista sei allineato e coperto con la gerarchia , altrimenti non si spiegherebbe la nomina a presidente della accademia pontificia delle scienze di Werner Arber , la cui posizione pro evoluzionismo darwinista è ancora più esplicita del suo predecessore il fisico Cabibbo Cabibbo: creazionismo lottizzato al Cnr


Possiamo perdonare un bambino quando ha paura del buio. La vera tragedia della vita è quando un uomo ha paura della luce.