Maurizio Blondet
22/02/2005
Venditori di galline dormono vicino ai loro animali in un mercato di Shangai. La promiscuità tra volatili e uomini è una delle cause dei contagi fatali nel sudest asiaticoAids, Ebola, febbre emorragica Marburg, Sars hanno una terribile caratteristica comune: sono infezioni originariamente confinate agli animali, che hanno superato la «barriera interspecifica», divenendo capaci di contagiare l'uomo.
La stessa possibilità che si teme imminente per l'influenza aviaria.
Il «salto» da specie animali all'uomo avviene ad un ritmo mai visto prima, ha dimostrato Mark Woolhouse, dell'università di Edimburgo.
Negli ultimi 25 anni sono apparsi 38 nuovi patogeni umani, tre quarti dei quali provengono da animali, al ritmo di un nuovo virus o batterio all'anno.
Woolhouse ha identificato 1.400 patogeni che possono fare ammalare l'uomo, di cui 800 hanno superato la barriera interspecifica.
Non è chiaro se ad accelerare è la frequenza del «salto» di barriera specifica, oppure se è aumentata l'esposizione dell'uomo a nuovi patogeni.
Si ritiene tuttavia che i fenomeni della globalizzazione - spostamento di masse umane, facili viaggi ai Tropici, agricoltura intensiva e riscaldamento globale - abbiano una parte nel processo, moltiplicando le possibilità di contatto fra ambiente naturale e fra esseri umani, prima relativamente isolati.
La rapidità e quantità dei «salti» da specie a specie non dà il tempo agli organismi umani di adattarsi e reagire ai nuovi assalti, ha spiegato Woolhouse in una conferenza all'American association for advancement of Science (AAAS) di Saint Louis.
Il rischio è di essere soverchiati dagli agenti patogeni «nuovi», specie in un periodo in cui gli antibiotici diventano sempre meno efficaci.
Il virus dell'Aids era originariamente confinato ad alcune scimmie africane, i coronavirus della SARS vengono da animali, come Ebola e Marburg.
Il virus del Nilo (West Nile virus) è ora divenuto endemico in USA.
La febbre gialla, africana, è comparsa in Centro America.
Nella maggior parte dei casi, sono i RNA virus - come quello della comune influenza - a saltare più facilmente dagli animali all'uomo, perché hanno piccoli genomi rapidamente mutanti e adattabili.
Alla conferenza di Saint Louis è stata raccomandata una nuova collaborazione fra veterinaria e medicina nella lotta ai nuovi contagi.
«I virus non distinguono fra uomo e animale, mentre le nostre università continuano a distinguere fra veterinaria e medicina umana», ha detto Woolhouse; «bisogna insegnare agli studenti di veterinaria a valutare gli aspetti di sanità pubblica del loro campo, e a collaborare coi medici».
Notevole l'intervento di Nina Marano, del Center for Disease Control, il CDC di Atlanta: ha rivelato che undici sui dodici più letali agenti biologici elaborati come bio-armi nei laboratori militari sono di origine animale.
Resta senza risposta la domanda: quante delle nuove infezioni virali apparse «spontaneamente» vengono - o sono sfuggite - da quei laboratori?
Fra le certezze che rendono l'uomo moderno così sicuro di sé, c'è la convinzione che la scienza e la medicina lo proteggano ormai in modo definitivo dalle epidemie e dalle pestilenze.
E' come se ora una mano lo spogliasse delle sue arroganti sicurezze, una ad una.
Tornerà mai a pregare, come nel Medio Evo, «a peste fame et bello libera nos Domine»?
Maurizio Blondet
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