
Originariamente Scritto da
salerno69
febbraio 25, 2006 Il Mondo
ELEZIONI / PER CHI LAVORANO GLI ESPERTI DELLE PREVISIONI CHE SI DIVIDONO UN MERCATO DA 6 MILIONI
I sondaggisti più amati dai politici
Ghisleri e Valente per il Polo, Amadori e Weber per l'Unione. Mannheimer, Piepoli e Pagnoncelli...
Alla vigilia di ogni elezione finiscono puntualmente nella bufera, evocati o contestati dai politici in campo, trascinati a destra o a sinistra. È successo con il sondaggio americano, commissionato dal premier Silvio Berlusconí. Ma è solo l'ultimo caso. Quando la febbre delle urne sale, i sondaggisti diventano protagonisti. Lo scenario in cui operano oggi presenta qualche novità. Mentre con il sistema maggioritario erano diventati anche consulenti per costruire l'immagine dei propri clienti, cioè i singoli candidati, il ritorno al sistema proporzionale mette l'accento sulle varie formazioni politiche (anche piccole) che decidono le liste dei candidati. E si rivelano grandi acquirenti di cifre. Un mercato che vale 6 milioni di euro, piccola fetta del giro d'affari (circa 500 milioni) delle rilevazioni fatte per le aziende su prodotti e servizi. Queste sono in mano soprattutto a big internazionali specializzati, come Nielsen o Iri Infoscan, che restano fuori dai poli elettorali.
Per il resto, pochi istituti di ricerche rinunciano a lavorare per la politica, i partiti o le istituzioni. Per esempio per la presidenza del Consiglio è impegnato l'Istituto Piepoli, che fa capo a Nicola Piepoli (2,5 milioni il fatturato 2005). In vista del voto di aprile il sondaggista ha già in mano un contratto per seguire le giornate elettorali con Sky tg 24 e una commessa di circa mezzo milione di euro. Nelle prossime settimane Piepoli sarà impegnato anche sul fronte interno con un riassetto della società. Esce Emilio Gnutti con la sua Earchimede, che oggi controlla il 20,7%: pronti a entrare ci sono Felice Perussia, professore ordinario di psicologia all'università di Torino, la società Creatività nuova di Mario Dondi e la stessa famiglia di Piepoli.
Sempre per palazzo Chigi sono all'opera anche altri volti noti al grande pubblico come Renato Mannheimer di Ispo e Nando Pagnoncelli, amministratore delegato di Ipsos public affair. Infine nel gruppo che raccoglie dati per la presidenza del Consiglio c'è Alessandra Ghisleri, proprietaria di Euromedia research, società con un giro d'affari (nel 2005) dì 1 milione di euro e dieci dipendenti. Che dice: «Da palazzo Chigì arriva il 10% del nostro fatturato; un altro 10% viene dai partiti». In particolare Ghisleri opera per Forza Italia. Ma il suo istituto si muove anche per banche, compagnie di assicurazione o personaggi dello spettacolo: «Lí aiutiamo a capire come sono percepiti dal pubblico e come collocarsi nei vari media».
Nel centrodestra, in particolare per l'Udc, è attiva la Lorien consulting, società fondata da Antonio Valente che oggi detiene il 49%, mentre il 51% è del colosso americano Wpp marketing communications. «Nei sondaggi usiamo un sistema di tracking, cioè rilevazioni continue con campioni mobili per vari periodi. E siamo meno esposti alla variabilità dei momenti», dice Valente. Alla Wpp fa capo anche Psb, la società Usa che ha fatto il sondaggio per Berlusconi (e che per la raccolta dei dati con le telefonate, secondo voci di mercato, avrebbe utilizzato la Doxa presieduta da Ennio Salamon).
Sul fronte del centrosinistra lavora invece la Swg (presidente Roberto Weber), con un giro d'affari superiore ai 6,5 milioni di curo, che ha un rapporto consolidato con i Ds, mentre la Margherita si affida alla Ipsos public affair di Pagnoncelli (un fatturato 2005 attorno ai 3,2 milioni di euro). Che ha introdotto in Italia il metodo multiclient: i sondaggi cioè non sono in esclusiva ma possono essere venduti ad altri clienti. E ì costi per i partiti scendono molto. Tra le formazioni minori, l'Udeur di Clemente Mastella ha messo al lavoro la Coesis research (fatturato 2005 di 1 milione) di Alessandro Amadori. Che ha fatto rilevazioni anche per il candidato del centrosinistra Romano Prodi. Ma Amadori sta cercando di guardare oltre i partiti: «In questo periodo», dice, «un'area di business interessante sono l'editoria e le televisoni locali». Sul piano nazionale, invece, la Rai ha affidato. come nel 2005, exit poll e proiezioni alla Dinamiche di Paolo Sari, che manderà in video ancora Fabrizio Masia. «La principali difficoltà», dice Sari, «sarà l'attribuzione dei seggi regionali al Senato, che è basato su un premio di maggioranza Regione per Regione. Ma ci sono altre novità rispetto al passato, come lo sbarramento previsto per i piccoli partiti». Oltre alle elezioni politiche, Sari lavora anche per rafforzare Dinamiche, nata l'anno scorso e che ha chiuso il 2005 con 2,5 milioni di fatturato. E pensa alla fusione con alcune realtà del settore: la prima è Marcam, istituto di ricerca che fa capo a Stefano Mazza Galanti e opera con indagini per le società della grande distribuzione. Ci sono poi trattative per aggregare un'altra società attiva nel campo delle rilevazioni demoscopiche per realtà del mondo finanziario: «L'obiettivo è creare un piccolo polo tutto italiano», dice Sarí, «con diverse specializzazioni e un fatturato che possa arrivare ai 10 milioni».
Più defilato rispetto alla politica dei partiti è Andrea Cimenti, ex ricercatore del gruppo Cirm che nel 2005 ha creato Acqua srl, Non raccoglie solo dati ma elabora strategie di comunicazione per i clienti. Tra i primi che sì sono affidati alla società di Cimenti c'è il principe Emanuele Filiberto con la sua associazione Valori e futuro. Che oggi è soltanto un club a carattere culturale. Domani chissà.
Fabio Sottocornola
Il Mondo, 24-02-2006