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Discussione: KO la cdl

  1. #41
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    Citazione Originariamente Scritto da salerno69
    febbraio 25, 2006 Il Mondo
    ELEZIONI / PER CHI LAVORANO GLI ESPERTI DELLE PREVISIONI CHE SI DIVIDONO UN MERCATO DA 6 MILIONI

    I sondaggisti più amati dai politici

    Ghisleri e Valente per il Polo, Amadori e Weber per l'Unione. Mannheimer, Piepoli e Pagnoncelli...



    Alla vigilia di ogni elezione finiscono puntualmente nella bufera, evocati o contestati dai politici in campo, trascinati a destra o a sinistra. È successo con il sondaggio americano, commissionato dal premier Silvio Berlusconí. Ma è solo l'ultimo caso. Quando la febbre delle urne sale, i sondaggisti diventano protagonisti. Lo scenario in cui operano oggi presenta qualche novità. Mentre con il sistema maggioritario erano diventati anche consulenti per costruire l'immagine dei propri clienti, cioè i singoli candidati, il ritorno al sistema proporzionale mette l'accento sulle varie formazioni politiche (anche piccole) che decidono le liste dei candidati. E si rivelano grandi acquirenti di cifre. Un mercato che vale 6 milioni di euro, piccola fetta del giro d'affari (circa 500 milioni) delle rilevazioni fatte per le aziende su prodotti e servizi. Queste sono in mano soprattutto a big internazionali specializzati, come Nielsen o Iri Infoscan, che restano fuori dai poli elettorali.
    Per il resto, pochi istituti di ricerche rinunciano a lavorare per la politica, i partiti o le istituzioni. Per esempio per la presidenza del Consiglio è impegnato l'Istituto Piepoli, che fa capo a Nicola Piepoli (2,5 milioni il fatturato 2005). In vista del voto di aprile il sondaggista ha già in mano un contratto per seguire le giornate elettorali con Sky tg 24 e una commessa di circa mezzo milione di euro. Nelle prossime settimane Piepoli sarà impegnato anche sul fronte interno con un riassetto della società. Esce Emilio Gnutti con la sua Earchimede, che oggi controlla il 20,7%: pronti a entrare ci sono Felice Perussia, professore ordinario di psicologia all'università di Torino, la società Creatività nuova di Mario Dondi e la stessa famiglia di Piepoli.
    Sempre per palazzo Chigi sono all'opera anche altri volti noti al grande pubblico come Renato Mannheimer di Ispo e Nando Pagnoncelli, amministratore delegato di Ipsos public affair. Infine nel gruppo che raccoglie dati per la presidenza del Consiglio c'è Alessandra Ghisleri, proprietaria di Euromedia research, società con un giro d'affari (nel 2005) dì 1 milione di euro e dieci dipendenti. Che dice: «Da palazzo Chigì arriva il 10% del nostro fatturato; un altro 10% viene dai partiti». In particolare Ghisleri opera per Forza Italia. Ma il suo istituto si muove anche per banche, compagnie di assicurazione o personaggi dello spettacolo: «Lí aiutiamo a capire come sono percepiti dal pubblico e come collocarsi nei vari media».
    Nel centrodestra, in particolare per l'Udc, è attiva la Lorien consulting, società fondata da Antonio Valente che oggi detiene il 49%, mentre il 51% è del colosso americano Wpp marketing communications. «Nei sondaggi usiamo un sistema di tracking, cioè rilevazioni continue con campioni mobili per vari periodi. E siamo meno esposti alla variabilità dei momenti», dice Valente. Alla Wpp fa capo anche Psb, la società Usa che ha fatto il sondaggio per Berlusconi (e che per la raccolta dei dati con le telefonate, secondo voci di mercato, avrebbe utilizzato la Doxa presieduta da Ennio Salamon).
    Sul fronte del centrosinistra lavora invece la Swg (presidente Roberto Weber), con un giro d'affari superiore ai 6,5 milioni di curo, che ha un rapporto consolidato con i Ds, mentre la Margherita si affida alla Ipsos public affair di Pagnoncelli (un fatturato 2005 attorno ai 3,2 milioni di euro). Che ha introdotto in Italia il metodo multiclient: i sondaggi cioè non sono in esclusiva ma possono essere venduti ad altri clienti. E ì costi per i partiti scendono molto. Tra le formazioni minori, l'Udeur di Clemente Mastella ha messo al lavoro la Coesis research (fatturato 2005 di 1 milione) di Alessandro Amadori. Che ha fatto rilevazioni anche per il candidato del centrosinistra Romano Prodi. Ma Amadori sta cercando di guardare oltre i partiti: «In questo periodo», dice, «un'area di business interessante sono l'editoria e le televisoni locali». Sul piano nazionale, invece, la Rai ha affidato. come nel 2005, exit poll e proiezioni alla Dinamiche di Paolo Sari, che manderà in video ancora Fabrizio Masia. «La principali difficoltà», dice Sari, «sarà l'attribuzione dei seggi regionali al Senato, che è basato su un premio di maggioranza Regione per Regione. Ma ci sono altre novità rispetto al passato, come lo sbarramento previsto per i piccoli partiti». Oltre alle elezioni politiche, Sari lavora anche per rafforzare Dinamiche, nata l'anno scorso e che ha chiuso il 2005 con 2,5 milioni di fatturato. E pensa alla fusione con alcune realtà del settore: la prima è Marcam, istituto di ricerca che fa capo a Stefano Mazza Galanti e opera con indagini per le società della grande distribuzione. Ci sono poi trattative per aggregare un'altra società attiva nel campo delle rilevazioni demoscopiche per realtà del mondo finanziario: «L'obiettivo è creare un piccolo polo tutto italiano», dice Sarí, «con diverse specializzazioni e un fatturato che possa arrivare ai 10 milioni».
    Più defilato rispetto alla politica dei partiti è Andrea Cimenti, ex ricercatore del gruppo Cirm che nel 2005 ha creato Acqua srl, Non raccoglie solo dati ma elabora strategie di comunicazione per i clienti. Tra i primi che sì sono affidati alla società di Cimenti c'è il principe Emanuele Filiberto con la sua associazione Valori e futuro. Che oggi è soltanto un club a carattere culturale. Domani chissà.
    Fabio Sottocornola
    Il Mondo, 24-02-2006
    Il fatto che ci siano sondaggisti ''più amati'' la dice lunga su questo infimo sottoprodotto della Statistica, una brutta ... scoria (la scienza non si ama o si odia, essa fornisce dei verdetti certi o estremamente probabili, la '' sondaggistica'', purtroppo, non è una scienza, ma fornisce risultati molto approssimativi)!
    In ogni caso, quando, come in questo caso, il distacco rilevato da più fonti è abbastanza sensibile, si può affermare, con ragionevole certezza o, meglio, con elevata probabilità, che l'Unione dovrebbe vincere ed anche con un margine minimo di 2/3 punti percentuali (il v.m. calcolato è di 4/5 punti).
    Non credo che ci saranno grandi rimonte: gli italiani non sono americani ed una volta che hanno scelto ...

  2. #42
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    Citazione Originariamente Scritto da vend. solitario
    Il fatto che ci siano sondaggisti ''più amati'' la dice lunga su questo infimo sottoprodotto della Statistica, una brutta ... scoria!
    In ogni caso, quando, come in questo caso, il distacco rilevato da più fonti è abbastanza sensibile, si può affermare, con ragionevole certezza o, meglio, con elevata probabilità, che l'Unione dovrebbe vincere ed anche con un margine minimo di 2/3 punti percentuali (il v.m. calcolato è di 4/5 punti).
    Non credo che ci saranno grandi rimonte: gli italiani non sono americani ed una volta che hanno scelto ...
    Con la vecchia legge, avremo avuto 200 parlamentari in più! Ecco perchè l'hanno cambiata:SAPEVANO DI PERDERE!

  3. #43
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  4. #44
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    febbraio 27, 2006 Istituto Piepoli


    Unione davanti, Per la Cdl corsa contro il tempo. Situazione ancora fluida in attesa del voto

    I SONDAGGI DELL’ULTIMA SETTIMANA




    Le elezioni del 9-10 aprile si avvicinano ed è corretto fare un po' di chiarezza sui sondaggi pre-elettorali in corso cercando di vederli a confronto e cercano soprattutto di giudicarli senza pregiudizi positivi o negativi che siano.
    Prendendo in esame tre sondaggi usciti la settimana scorsa, il sondaggio Tns Abacus, il sondaggio Ipr Marketing e il sondaggio Swg.
    I metodi dei tre sondaggi sono simili anche perché le tecniche di ponderazione per Tns Abacus e Ipr Marketing sono fondamentalmente le stesse e quelle di Swg sono largamente simili. Come è noto infatti, le informazioni pre-elettorali che gli Istituti operanti in Italia danno sono «corrette» secondo indicatori che cercano di rendere probabili le informazioni raccolte attraverso un modello matematico, in cui si fa la proporzione tra i risultati delle ultime elezioni e ciò che gli elettori ricordano di aver votato nelle ultime elezioni, riproporzionando su questo parametro l'intenzione di voto espressa dagli elettori oggi. La media dei risultati dei tre istituti conferma che i modelli adottati sono simili in quanto c'è assoluta similitudine nell'informazione data ai committenti.
    E’ stato inoltre preso in considerazione il sondaggio eseguito dalla Psb su incarico del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi. Nell'elaborazione dei numeri, la Psb avrebbe utilizzato un metodo diverso rispetto a quello applicato dai tre istituti italiani. La vicinanza alle risposte date dagli intervistati nel sondaggio Psb è messa in rilievo dalle intenzioni di voto dei maggiori partiti (Forza Italia e Ds) che risultano essere mediamente più elevate da quelle indicate dagli istituti italiani.
    Per la stessa ragione le informazioni che Psb dà dei piccoli partiti sono più prudenti, rispetto alle informazioni date dai tre istituti italiani. In ogni caso, tutto si può dire del sondaggio Psb, salvo che le informazioni sarebbero state estorte agli intervistati. Si tratta di un sondaggio qualitativamente non inferiore a quelli fatti qui in Italia. A questo punto sono stati messi a confronto dando probabilità 0,5 i tre sondaggi «made in Italy» con il sondaggio americano cui è stato dato pure probabilità 0,5.
    Ne è uscito un quadro in cui, vi è forte probabilità che i voti assegnati ai singoli partiti sia di destra, sia di sinistra corrisponderanno al risultato delle elezioni, mentre rimane qualche perplessità sul risultato complessivo delle coalizioni e quindi sul numero dei seggi finali nel prossimo Parlamento (una risicata vittoria del centrosinistra sul centrodestra, per due punti percentuali, cioè 800.000 voti reali probabili). Se dovessero risultare esatte queste ipotesi significherebbe che le sorti della campagna elettorale in corso non sono ancora stabilite e che la partita tra le due coalizioni è ancora tutta da giocare. Anche perché, per quanto breve, il mese e mezzo che manca al voto può riservare, se i dati saranno confermati, molte sorprese. Nicola Piepoli La Stampa 27-02-2006

  5. #45
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    febbraio 28, 2006 L'Osservatorio di Renato Mannheimer


    La partita degli indecisi Centrosinistra favorito

    Unione avanti di 3-5 punti, si ferma la crescita della Cdl
    Alla Lega nessun vantaggio elettorale dal caso Calderoli


    Il 20-30% non voterebbe un partito diverso dal suo
    Nel centrosinistra, favoriti Ds e Di Pietro
    Nelle scorse elezioni solo il 4% cambiò coalizione


    A sole sei settimane dal voto, il centrosinistra conserva un vantaggio tra i 3 e i 5 punti. E la Cdl sembrerebbe avere arrestato, non sappiamo se temporaneamente o meno, la crescita del periodo precedente. Nemmeno la Lega avrebbe tratto, per ora, un beneficio significativo dal caso Calderoli. Al tempo stesso, il governo e il presidente del Consiglio godono di giudizi positivi in crescita, anche se essi vengono tuttora visti criticamente dalla maggioranza dell'elettorato. Ma il risultato delle elezioni non è per nulla scontato e dipenderà dal grado di mobilità dell'elettorato rispetto alla situazione attuale. Soprattutto dal comportamento di chi non dichiara oggi il proprio orientamento e di chi, pur manifestandolo, afferma di essere disponibile a cambiarlo.
    I primi vengono spesso definiti «indecisi» — anche se lo sono solo in una certa misura — e rappresentano il 25-30 per cento. Richiesti di indicare quantomeno un orientamento, la maggioranza relativa privilegia comunque il centrosinistra (specialmente l'Italia dei Valori e i Ds). Ma non tutti andranno a votare: almeno la metà preannuncia la diserzione dalle urne e in realtà è probabile che si astengano in misura ancora maggiore. L'esito «vero» dipenderà dunque soprattutto dall'intensità con cui gli schieramenti riusciranno a mobilitare questo segmento. Per questo, è ad esso che, in questo momento, le forze politiche (specie la Cdl che ha ottenuto qui qualche buon risultato nelle ultime settimane) rivolgono maggiore attenzione. Ma esiste anche un mercato potenziale — più difficile da affrontare — tra chi dichiara di avere già un orientamento di voto. Vanno naturalmente esclusi i «sicurissimi», che non voterebbero nessun partito diverso dal proprio. Un tempo costituivano la prevalenza, ma sono oggi una solo consistente minoranza, il 20-30%, con una diffusione maggiore nella Lega e, a causa del declino del potere persuasivo delle ideologie, una presenza minima in partiti come Rifondazione comunista e An.
    La maggioranza dell'elettorato, invece, pur esprimendo una preferenza di partito, ne prende in considerazione anche altri della medesima coalizione e non ha ancora scelto definitivamente. Questo ampio segmento rappresenta una minaccia — ma anche una opportunità — per i singoli partiti, che possono vedere modificato anche significativamente il loro seguito, pur senza mutare il peso complessivo della coalizione.
    Ma ai fini della vittoria dell'uno o dell'altro polo, risulterà determinante chi, benché orientato ad uno specifico partito, non esclude la possibilità di votarne un altro, anche della coalizione opposta. Teoricamente la pensa così una quota rilevante: circa il 20 per cento. In realtà, in tutte le scorse elezioni, il passaggio da una coalizione all'altra è stato attuato da una percentuale minima: grosso modo il 4 per cento. Per la sua esiguità e per la difficoltà della conquista, pochi si rivolgono a questo segmento. Ma, dal punto di vista potenziale, esso rappresenta un mercato assai appetitoso, presente specialmente all'interno delle forze che si collocano al centro, con una accentuazione nell'Udc.
    Il quadro che emerge dall'insieme è dunque sin qui favorevole al centrosinistra. Ma la mobilità potenziale rilevata è tale da suggerire, ancora una volta, grande cautela nel formulare previsioni.
    dal Corriere - 28 febbraio 2006
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  6. #46
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  7. #47
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    Citazione Originariamente Scritto da salerno69
    Con la vecchia legge, avremo avuto 200 parlamentari in più! Ecco perchè l'hanno cambiata:SAPEVANO DI PERDERE!
    a parte il fatto che era ovvio che facevano sta legge per rimediare alla possibile.. che dico.. certa batosta, sarebbe curioso calcolare effettivamente quanti seggi perdiamo grazie a quella boiata del proporzionale..

  8. #48
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    Citazione Originariamente Scritto da Adnalo
    a parte il fatto che era ovvio che facevano sta legge per rimediare alla possibile.. che dico.. certa batosta, sarebbe curioso calcolare effettivamente quanti seggi perdiamo grazie a quella boiata del proporzionale..
    L'altra volta con l'uno per cento in più la banda del nano prese 100 parlamentari in più....

  9. #49
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    Citazione Originariamente Scritto da ItaloConservatore
    senti, sei uno sfigato parassita che passa 24 ore al giorno nel forum, non sei capace di cercare in rete? o di spendere qualche euro e comprarti l'espresso?

    ma tu guarda se devo fare il lavoro per te; comunque... eccoti accontentato, i primi due link che ho trovato.

    http://redazione.romaone.it/4Daction...D=72223&doc=si

    http://www.canisciolti.info/modules....ticle&sid=5719

    oppure ripeto vai in edicola e comprati l'espresso che c'e' tutta la tabella.

    PS. e vedi di uscire ogni tanto che hai il cervello ormai pieno di polvere.
    Tu ti "attacchi" sempre a tutto, eh?

  10. #50
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    Citazione Originariamente Scritto da salerno69

 

 
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