
Originariamente Scritto da
MetaPapero
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I dettagli della proposta per l'introduzione di nuovi strumenti di sostegno alla famiglia, presentata ieri a Napoli.
Oggi il sostegno alla famiglia è affidato a tre strumenti principali per un costo complessivo di circa 14 miliardi di euro.
Nel dettaglio si tratta di :
1. assegno al nucleo famigliare la cui fruizione è limitata alle famiglie dei lavoratori dipendenti ed è erogato sulla base del reddito complessivo;
2. assegno per nuclei a partire da 3 figli. Introdotto dai governi di centrosinistra. Strumento universale erogato sulla base del reddito;
3. deduzioni per oneri di famiglia all’interno dell’IRPEF, il cui ammontare decresce sulla base dell’andamento del reddito individuale rilevante ai fini dell’IRPEF
Tali deduzioni non sono usufruite dai cittadini più poveri, quelli che non posseggono redditi imponibili, i cosiddetti incapienti.
E’ un sistema che di fatto esclude un gran numero di famiglie. In particolare le famiglie dei lavoratori precari, degli autonomi e le famiglie più povere.
Il nostro obiettivo è rendere il sostegno alla famiglia universale anche se modulato sul reddito del nucleo famigliare. Universale e selettivo, dunque più equo e rivolto a sostenere i redditi medio bassi.
Si tratta di riconoscere il diritto e il valore sociale della paternità e della maternità, a prescindere dalla condizione lavorativa dei genitori.
La nostra proposta è quella di creare un unico strumento di sostegno alla famiglia che assorba le tre forme oggi previste, in modo da estendere i benefici anche ai lavoratori autonomi e precari e agli incapienti.
Pensiamo a un contributo che si restringa a seconda del reddito familiare. La scansione temporale con cui rendere universali i nuovi strumenti per la famiglia dipenderà dalla situazione del bilancio ma è chiaro che per noi questa rappresenta una forte priorità.
Per questo sin dalla prima Finanziaria ci impegneremo a rafforzare il sostegno economico, con un assegno pari a circa 2.500 euro all’anno, per ogni bambino da zero a tre anni, fino alla maggiore età.
E’ un intervento strutturale, che offre la certezza di un sostengo continuo anche a chi oggi non percepisce nessun aiuto e che sostituisce gli interventi spot e le una tantum adottati del governo Berlusconi.
Si tratta di considerare una spesa aggiuntiva, rispetto agli oneri attuali, di circa 800 milioni di euro per il primo anno, con un aumento di 270 milioni all’anno, negli anni successivi.
Fermo restando che chi oggi ne ha diritto continuerà a percepire gli assegni familiari, IL NOSTRO IMPEGNO E' QUELLO DI ESTENDERE PROGRESSIVAMENTE LA PLATEA DEI BENEFICIARI, IN FUNZIONE DEL BILANCIO, A TUTTI I NATI NEGLI ANNI PRECEDENTI FINO A COPRIRE TUTTE LE FAMIGLIE CON MINORI.
Riteniamo di raggiungere questo obiettivo nell’arco della legislatura.