RU SEGRETISSIMO*
Fonte delicata
Rapporto Impedian numero 143
Data di emissione: 20 ottobre 1995
Oggetto: "Brigate Rosse" italiane: contatti tra i partiti comunisti di Cecoslovacchia e Italia: 1975 e 1978
Fonte: Un ex ufficiale del KGB di comprovata attendibilità, con accesso diretto ma parziale.
DDI: Fino al 1984.
AVVERTIMENTO: Vedere dicitura
Commento: - "Brigate Rosse" italiane: contatti tra i partiti comunisti di Cecoslovacchia e Italia: 1975 e 1978
1. Nel dicembre del 1975 Yuriy Andropov notificò quanto segue al Comitato Centrale del PCUS:
Il Ministro degli Affari Interni Cecoslovacco, OBZINA, aveva informato il rappresentante del KGB sovietico a Praga di un incontro avvenuto il 16 settembre 1975. L'incontro era stato tra Antonin VAVRUS, Capo del Dipartimento Internazionale del Comitato centrale del Partito Comunista Cecoslovacco e Salvatore CACCIAPUOTI, vice presidente della Commissione Centrale di Controllo del Partito Comunista Italiano (PCI). CACCIAPUOTI affermò di essere stato autorizzato dalla dirigenza del PCI a informare il Comitato centrale del Partito Comunista Cecoslovacco che le agenzie ufficiali italiane erano in possesso di alcuni documenti. Tali documenti confermavano che una delle basi dell'organizzazione terroristica italiana "Brigate RossÈ era ubicata in Cecoslovacchia e che le agenzie di sicurezza cecoslovacche stavano cooperando con essa. Questo fatto poteva essere usato contro il PCI. VAVRUS aveva garantito a CACCIAPUOTI che il Ministero degli Affari Interni Cecoslovacco non aveva alcun contatto con i terroristi italiani.
2. Durante la sua visita a Mosca, OBZINA disse al KGB che il Comitato Centrale del Partito Comunista Cecoslovacco aveva dato una calma ma decisa risposta al Comitato Centrale del PCI.
3. Le "Brigate RossÈ erano un'organizzazione di estrema sinistra fondata da Renato CURCIO nel 1970. Operava su base di illegalità.
4. Il 4 maggio 1978, durante una conversazione con Vladimir KOUCKY Ð Ambasciatore cecoslovacco in Italia, Giorgio AMENDOLA Ð membro del Presidium del Comitato Centrale del PCI, lo invitò ad essere prudente riguardo alle "Brigate RossÈ. AMENDOLA disse che i contatti delle "Brigate RossÈ con la Cecoslovacchia e la loro presenza nel paese avrebbero potuto venir fuori durante un successivo processo a loro carico.
5. Anche Arturo COLOMBI, Presidente della Commissione di Controllo del PCI, aveva messo in guardia l'Ambasciatore cecoslovacco sulle "Brigate RossÈ. Egli aveva criticato il Comitato Centrale del Partito Comunista Cecoslovacco perché non aveva dato risposta a specifiche domande in merito alle "Brigate RossÈ. Tali domande erano state poste da CACCIAPUOTI durante i colloqui di Praga. Il Comitato centrale del PCI non fu soddisfatto del categorico rifiuto sull'esistenza di alcun contatto tra la Cecoslovacchia e le "Brigate RossÈ.
6. KOUCKY era stato particolarmente turbato dal comportamento di Nikita RYZHOV, Ambasciatore sovietico in Italia. Questi rammentava ripetutamente a KOUCKY che aveva messo in guardia i rappresentanti cecoslovacchi in merito ai contatti con le "Brigate RossÈ, ma questi non gli avevano dato ascolto. RYZHOV era convinto che all'interno dell'Ambasciata cecoslovacca ci fosse qualcuno che, alle spalle di KOUCKY, era in contatto con le "Brigate RossÈ. RYZHOV aveva accusato KOUCKY di recare più danni che benefici associandosi con le "Brigate Rosse".
http://www.linearossage.it/133%20-%20150.htm




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