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Discussione: Lo Stivale Oggi

  1. #1
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    Predefinito Lo Stivale Oggi

    SOMMARIO DI INIZIO 06



    La sfida di oggi: far rientrare in mezza pagina un sommario del degrado e delle sue CAUSE, le quali hanno implicazioni complesse. Ci provo:

    1.Una società malata non puo’ sostenere un‘ economia vigorosa.
    2.Una società che ha messo al bando i VALORI, la serietà, la coerenza, la responsabilità, la selezione per merito ed ha inoltre abbassato il livello di guardia dei comportameni accettabili al livello delle fogne, é una società che degrada, che rischia di non saper più gestirsi.
    3.Se la società indicata in 2. é quella di un popolo per natura flessibile, senza spina dorsale adeguata, pronta alla tolleranza, al compromesso, all’ omertà, all’ inghippo, essa imbocca a fortiori la china discendente.
    4. Se la società indicata in 3. considera estranei o nemici il cittadino e lo stato; se ha usato a lungo come criterio di selezione della classe dirigente la cooptazione per allacci personali, essa rischia di divenire in gran parte lottizzata.
    5. Se la società é lottizzata per lungo tempo e in molti settori, essa cade sotto l’ imperio dei quattro Dittatori. I quali sono: la Confusione, la Rassegnazione, l’Irresponsabilità, l’ Allegra Gestione. Chi non é ancora arrivato, ma si avvicina in punta di piedi: la povertà.

    Tal che lo Stivale é appunto, una ex-economia europea, un souk e.............un dittatore aggiunto ?

    In mancanza di equilibrio, il degrado continua. La vita sociale sarà sempre più difficile, salvo per i Dittatori, i ras, i capibastone e i padrini. Infatti, purtroppo, la società italiana non ha capacità sociali costruttive, né paletti, o valori, o riferimenti positivi.

    La domanda giustificata: sono gli Italiani capaci di costruire di meglio ? Capaci di valutazioni lucide, di organizzazione, di visione e progetti, di programmazione, di associazione, a livello europeo ? Se chiedessimo pareri in merito, avremmo forse risposte di questo tipo:
    - dagli Italiani nello Stivale “Non so..”
    - dagli emigrati “Non più capaci”.

    Antonio Greco
    ANGREMA@wanadoo.fr
    (emigrato, disponibile per presentare le CAUSE del declino italiano)

  2. #2
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    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da Antonio Mansi
    SOMMARIO DI INIZIO 06
    ....

    La domanda giustificata: sono gli Italiani capaci di costruire di meglio ? Capaci di valutazioni lucide, di organizzazione, di visione e progetti, di programmazione, di associazione, a livello europeo ? Se chiedessimo pareri in merito, avremmo forse risposte di questo tipo:
    - dagli Italiani nello Stivale “Non so..”
    - dagli emigrati “Non più capaci”.

    Antonio Greco
    ANGREMA@wanadoo.fr
    (emigrato, disponibile per presentare le CAUSE del declino italiano)
    Sulla prima parte del tuo messaggio potrei essere perfino d'accordo, ma questo finale è davvero sconclusionato. Infatti
    1) Intendi forse lo slogan "Potere agli emigrati"? Va bene: si sono dimostrati capaci nella ricerca, nello studio, nel commercio, nell'industria. Poi torneranno in Italia e scopriremo le loro doti politiche, sulle quali consentirai il mio scetticismo.
    2) Chi e cosa ti fa supporre che alla suddetta domanda, gli italiani risponderbbero "Non so.."

    Prova dunque a porre la domanda su questo forum, e leggiti le risposte. Prova poi a porre la medesima richiesta al tuo amico (emigrato) che con falsi argomenti dileggiava il candidato del centrosinistra sulla mailinglist di tua conoscenza e portaci sul forum il suo contributo. Ed infine vediamo se resti della medesima idea.

    Informauro

  3. #3
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    Predefinito Un Emigrato Racconta

    Ciao Informauro,

    cerco di rispondere ai tuoi punti, comunque grazie per le domande.

    Sono emigrato del ' 82. Come tanti emigrati in Europa, ho trovato carriera, soddisfazione, guadagni, servizi statali efficienti, nuotando in un ambiente sano. Nello stesso periodo il Paese, che aveva qualche stagno, é divenuto pieno di pantani, di ruote grippate. Per colpa di un gruppo di cittadini, che si é ingrossato strada facendo.

    La risposta alla domanda, che era solo enfatica, la propongo io stesso.

    Anzitutto il termine "potere agli emigrati" é fuor di luogo. Quello che gli emigrati, talvolta, non hanno interesse a fare, é lasciare un Paese serio per tornare in Italia oggi.

    Quello che gli emigrati potrebbero fare per il Paese (forse solo loro): indicare i metodi e gli strumenti che sono necessari per:
    - gestire un Pase a livello europeo;
    - far ripartire dopo, come conseguenza, l' economia (che nelle condizioni attuali non puo' proprio ripartire).

    Gli strumenti necessari che intendo, in Italia sono scomparsi. Infatti non c' é più un Patto Sociale, la l' anarchia pura....Si sono persi i valori, quelli indicati nel posto che fa seguito.

    Quanto ai candidati della snst cui accenni, non so niente. Io mi interesso di problemi seri che richiedono soluzioni, come il problema sociale. La politica italiana non mi interessa, perché ho capito che é fatta... all' italiana, cioé senza capacità sociali, ma con molti patti nascosti e furberie e menzogne, spesso negative. E' fatta con tante incapacità e tanta Commedia delle Arte Politica.


    Perché gli Italiani non sono in grado di uscire dalla merda sociale: PERCHE NON HANNO STRUMENTI ADEGUATI, CAPACITA ADEGUATE, ABITUDINI ALLA SERIETA' E NON CONOSCONO LE EFFICIENZE.

    L' Emigrato

  4. #4
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    Predefinito La Lapide

    Premessa.

    Il vostro problema: difficoltà a capire perché la società continua a degradarsi; difficoltà a capire cosa manca per promuovere lo sviluppo economico.

    Conviene aprire gli occhi, poiché il degrado continuerà, se non prendete le contromisure sociali necessarie per acquisire competitività.

    Un emigrato esperto vi potrebbe aiutare.



    LA LAPIDE

    Leggo un quotidiano italiano. Nausea abbondante.

    Decido di scrivere una lettera al giornale, per listare le CAUSE apparenti di tante emergenze, di tanta melma fangosa, che ostacola il cammino di tanti Italiani.

    Mia moglie: “Lascia perdere, il giornale non te lo pubblica”.
    “Perché ?”
    “Perché tu dici la verità ! Il giornale non te la pubblica la verità”.
    “Lascio perdere ?”.
    “Prova con una filastrocca”, lei mi dice.

    Ci provo, sui VALORI. Quelli che sono, fra l’ altro, necessari per far girare le ruote di un Paese, di un’ economia.

    LA FILASTROCCA

    Un emigrato legge il giornale. “Solo valori negativi ! Dove stanno quelli positivi ?”.
    “Positivi ? gli Italiani non amano costruire !”
    Come costruire, se manca la chiarezza ?
    Come reinserire la chiarezza, se manca la coerenza ?
    Come diffondere la coerenza, se si é diffuso il doppio linguaggio ?
    Come eliminare il doppio linguaggio, se lo scopo dei politicanti non é costruire, ma guadagnare....... potere ?
    Come togliere il potere ai politicanti ? Ci vorrebbero i tecnici, i professionali, quelli che non vendono chiacchiere......... ?
    Dove trovare i professionali, se le persone che hanno una buona posizione, che hanno fatto esperienza ad alto livello, sono state scelte col comparaggio e l’ omertà ?

    Come eliminare il comparaggio e l’ omertà, se non ci’ abbiamo una proposta seria per poterlo fare ?
    Come preparare una proposta solida e seria, se non si conosce più, nello Stivale, la chiarezza, la coerenza, l’ efficienza, l’ onestà, la dirittura, il rigore, la responsabilità, il realismo, il valore, il merito che genera impegno ?

    Ritrovare i VALORI , le forze positive? ....... Ma bisogna andare a comprarli in U.E. ?
    Andare a comprare i VALORI in U.E. ? .... Forse, ...ma é proprio quello che fanno gli emigrati !
    Solo che, una volta imparati i VALORI, ci restano, nei Paesi europei. Gli conviene.....
    ............................ anziché rientrare nella melma fangosa.

    Ho capito, ordino una lapide al marmista dietro l’ angolo.
    “Che ci scrivi ?”, chiede la moglie.
    Ci scrivo: “Alla memoria: della chiarezza, la coerenza, l’ efficienza, l’ onestà, la dirittura, il rigore, la responsabilità, il realismo, il valore, il merito e l’ impegno”.

    Che metto in un cimitero italiano. Qualsiasi.

    L’ emigrato

    Antonio Greco
    ANGREMA@wanadoo.fr
    (disponibile per presentare le CAUSE dei guai italici)

  5. #5
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    Predefinito

    Senti una cosa, Antonio, quale è il tuo parere sulla vicenda ENEL?

  6. #6
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    Predefinito Vicenda Enel

    Sulla vicenda ENEL non ho alcun parere, per un motivo ovvio:

    non conosco le regole europee. Quindi mi sarebbe imposs. dire se la Francia fa una cosa accettabile o no.

    Il caso pero' mi ha fatto rilevare la differenza notevole fra la capcità organizzativa francese, che é in grado di organizzare una fusione a tambur battente e la corrispondente capacità pubblica italiana.

    Conosco i Francesi e dubito che preparino una fusione senza un' analisi seria, magari sprecando le notti per l' urgenza di reagire. La classe politica-amministrativa francese non fa, per abitudine, sparate su cose non studiate affatto, o magari non seguite da fatti (quest' ultima specialità é conosciuta in Italia).

    Se volessi dire di più sui Francesi.....

    FRANCIA, IL PAESE DELLE REGOLE
    ITALIA, LE REGOLE SONO COME IL TEMPO: DIPENDE....

    Discorrendo con un altro emigrato a Parigi, facciamo il punto. La crisi in atto in Italia, conveniamo, potrà meglio essere combattuta se facciamo qualche paragone con il resto dell’ Europa. Dopo, sarà più facilmente possibile identificare qualche handicap di cui forse occorrerà liberarsi.

    L’ amico mi dice “le nostre regole sono antiquate”. Gli rispondo: “Prima di dire che abbiamo delle regole, dimostrami che esse non stanno solo sulla carta, ma sono applicate”. Come é in genere nei Paesi della U.E.

    Il dialogo allora si sposta: “Cerchiamo di capire perché gli Italiani sono l’ eccezione della U.E.. Seguono le regole quando ...... il tempo é buono. Ma, se il tempo cambia......”.

    L’ esempio francese.

    Nella cultura e nel DNA dei Francesi ci sono geni latini e geni germanici (i Franchi erano germanici). Dai latini i Francesi hanno ereditato una certa tendenza alla confusione (le bordel, in francese). Ma la loro logica, molto diffusa in ogni angolo del Paese, forse dovuta anche al posto privilegiato che la matematica ha nell’ insegnamento, ha permesso loro di ridimensionare questa tendenza alla confusione. Anche per il grande uso, sempre di derivazione germanica, della disciplina. E con l’ inquadramento di ogni situazione sociale in una casistica o in un quadro esplicativo. E, infine, con molta regolamentazione.

    Nella vita sociale francese, a ogni situazione ci puo’ essere la relativa regola da seguire. Tante regole sembrano inalterate da decenni. Esse infatti danno risultati costanti e possono ostacolare le evoluzioni. Di conseguenza, la vita di un Francese (o almeno di un parigino) non é semplice. Anche perché i Francesi le seguono, le regole. Sarà questo il motivo per cui i Francesi sono stati definiti degli “Italiani di cattivo umore” ? A Parigi, infatti, il cattivo umore é facilmente visibile.

    La stampa nazionale parla del problema, coll’ avvento della U.E., della mancanza di creatività e d’ iniziativa. Con ripercussioni sul quadro economico. Ma non spiega come la creatività e l’iniziativa potrebbero svilupparsi nel Paese delle regole. Nel Paese dove, in classe, é spesso mal tollerato che un alunno prenda la parola.

    Ci si accorge anche, a Parigi, che le variazioni di comportamento fra diverse persone sono limitate. Mi sono persino chiesto se ci sono variazioni nei processi mentali di persone diverse, le quali seguono, con costanza e convinzione, le stesse regole.

    Ma le regole sono troppe. Persino gli alberi dei giardini pubblici sono soggetti ad una regolamentazione. Come le intelligenze sono modellate (si potrebbe dire stampate) dal sistema scolastico, granitico, quasi staliniano (il cui più grosso problema é l’échec scolastico), cosi gli alberi sono standardizzati dai giardinieri. Nei giardini prevalgono i coni e i cubi. Con un po’ di fantasia, un giardiniere puo’ arrischiare una sfera. L’ incanto della natura, dello sviluppo vegetale, con tali eccessi, ha difficoltà ad apparire. Ma, per un Francese, i giardini devono essere cosi, inquadrati. Come la loro vita.

    L’ esempio italiano

    Uno dei motivi per cui la società italiana funziona sempre meno (in talune regioni c’é oggi un’ evoluzione, negativa purtroppo): ognuno puo’ farsi la sua interpretazione personale delle regole. Severgnini ha scritto “tanti Italiani si fanno il proprio codice à la carte”. In tante situazioni sociali, la reazione del sistema alla richiesta del cittadino é, troppo spesso, imprevedibile. Quando non nulla. Un altro fattore che concorre alla inaffidabilità sociale in aumento, ormai. Purtroppo non é il solo.

    La mia valutazione: se le nostre regole fossero scritte come in Francia, chiare, precise, indiscutibili, metalliche, una sola interpretazione, allora gli Italiani forse le seguirebbero. Ma per poter arrivare a tanto, parecchie condizioni sarebbero necessarie. La prima: condannare ed estirpare il doppio linguaggio (in pratica, avvicinarsi all’ Europa). Il quale é una delle tante fonti della inaffidabilità sociale odierna. Occorrerebbe imparare che c’é una sola verità. E anche una sola giustizia. Sarà possibile ? Per ora no, bisognerebbe, io credo, prima eliminare la confusione. Il casino cioé. Ma non é la sola condizione, ce ne sono ben altre.

    Se la società italiana si avviasse verso la chiarezza di espressione (cristalclear), ne avremmo alcune conseguenze. Anzitutto nella vita sociale diminuirebbero i contenziosi. Manderemmo qualche avvocato a spasso, ma forse disintaseremmo i corridoi dei palazzi di giustizia. Quei corridoi ove oggi ci vogliono i semafori. La gestione dei contratti, privati o pubblici, sarebbe meno costosa. L’ interesse privato in atti d’ ufficio, ora diffuso mi sembra, sarebbe meno facilitato. Potremmo persino immaginare che i funzionari pubblici diventino responsabili. Oggi non lo sono, con la regolamentazione e il codice che ci ritroviamo. Nel sistema fiscale poi, per fare un altro esempio, si potrebbe eliminare la specialità italiana del condono, annuale o semestrale. Nelle assemblee infine, di qualsiasi tipo, parlamentari o condominiali, sarebbe più facile concordare delle conclusioni e delle linee di azione. Cioé fare come in Europa........Molto meglio che litigare......

    Un sogno

    Ancora un esempio delle conseguenze della chiarezza (se la instaurassimo un giorno come obbligatoria). Forse sarebbe scoraggiata l’ approssimazione, oggi troppo diffusa. Inoltre non avremmo più il primato europeo dei giorni di sciopero. Ma, sopratutto si potrebbe dire agli Italiani: le regole ora sono chiare, seguitele. Si potrebbe allora cominciare con la severità, buttando dalla finestra l’ impunità garantita.

    La società italiana potrebbe divenire affidabile. L’ economia ne guadagnerebbe.

    E solo un sogno, o potrà essere realtà ?

    Io credo che dipenda dalla maturità di una società. Nel senso che una società matura e responsabile sa rinnovarsi (anche per divenire europea).

    Riletterci su ?

    Italiani e Francesi, popoli cugini. Fratelli, non direi, siamo agli opposti. E se collaborassimo in qualche settore ?

    Allora i Francesi potrebbero mostrarci come si gestisce efficacemente un macrosistema (un Paese, una regione, una multinazionale). Noi potremmo mostrare loro come nasce sui banchi della scuola la creatività, l’ iniziativa. Permetteremmo loro di commercializzare meglio i prodotti della loro organizzazione e della loro industria. Ma soprattutto, essi potrebbero liberarsi, col nostro aiuto, del problema nazionale: l’ échec scolaire.

    Se invece restiamo ognuno col nostro orgoglio, rischiamo di essere stritolati dal Villaggio Globale. Sarebbe come darla vinta agli asiatici.

    Antonio Greco
    ANGREMA@wanadoo.fr

    (disponibile per una presentazione delle cause dei guai italiani)

 

 

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