
Originariamente Scritto da
tolomeo
L’economia incredibile di Prodi
di Pietro Di Muccio De Quattro
E’ noto che nessun economista può essere un grande economista se resta solo un economista. Ma è vero pure che l’economia non è altro che il buon senso applicato per alleviare la povertà. Il buon senso è la qualità che maggiormente difetta ai dottrinari dell’interventismo che però sarebbe meglio chiamare manipolatori della struttura naturale della cooperazione umana. Se, per comodità espositiva, chiamiamo “socialisti” quelli che vogliono costruire nel breve periodo una statica società a loro immagine e somiglianza, e chiamiamo invece “liberali” quelli che credono che, alla lunga, l’applicazione dei principi catallattici determina il miglior assetto sociale dinamico, facilmente constatiamo che il cuneo fiscale è figlio legittimo dei socialisti, i quali adesso lo criticano come se fosse una novità. Troppo tardi e troppo comodo! Il cuneo fiscale è un’espressione sbagliata. La dizione giusta è tassa sull’occupazione: la paga l’imprenditore; la subisce il lavoratore. Comprende gli oneri che gravano sull’occupato, che così costa 200 al datore di lavoro ma intasca solo 100. Gli interventisti, in tutti i Paesi, non hanno messo immediatamente le mani nelle tasche dei lavoratori per prendersi tutto questo 100. Neanche per idea. Hanno proceduto per gradi nel secolo scorso, cominciando da infime percentuali ed arrivando lentamente, ma progressivamente all’attuale 50% circa.
Questa bella metà del salario, proprietà dei lavoratori, viene coattivamente prelevata e versata ad enti burocratici che dovrebbero proteggere gli assistiti. Invece tutti sanno che le pensioni non bastano e la sanità, quando sono in ballo malanni impellenti, bisogna pagarsela in contanti. Adesso si è aggiunto anche l’altro drammatico risvolto del costo del lavoro, che aumenta al crescere della tassa sull’occupazione. E siccome le nostre merci competono con prodotti a basso costo, il cuneo fiscale ci mette fuori mercato. Ecco a cosa ha portato la malintesa socialità della sinistra: lavoratori espropriati di metà stipendio e prodotti che non reggono la concorrenza. Chi ha creato la situazione? I “socialisti” d’ogni colore, comunque denominati, che hanno sgovernato l’Italia. Ebbene, tutti costoro adesso marciano sotto le bandiere dell’Unione. E dovremmo credere al loro rinsavimento? Dovremmo fidarci delle loro proclamate intenzioni di ridurre il peso dello Stato assistenziale sul quale campano i clienti che li votano? Ma ce lo vedete Prodi, scortato da Bertinotti, che riduce il carrozzone? La rete di sicurezza stesa pure per i beneficiari perfettamente in grado di sostenersi da soli costituisce il perverso capolavoro degli pseudoeconomisti associati nella ditta “Socialismo & C.”
Lest we forget..
