Gio, 2 Mar 2006 2:40:41
Notiziario del Campo Antimperialista ... 1 marzo 2006 ... http://www.antiimperialista.org
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NOI VOTIAMO IL 18 MARZO!
Nel terzo anniversario dell’aggressione all’IRAQ, i movimenti contro la guerra hanno indetto per il 18/3 una giornata mondiale di protesta. IMPEGNAMOCI TUTTI affinche’ la manifestazione di ROMA sia GRANDE, unitaria e combattiva. Gli antimperialisti si fermeranno a P.zza Venezia coi COMITATI IRAQ LIBERO dove prendera’ la parola Jabbar al-Kubaysi, esponente della RESISTENZA IRACHENA, scarcerato dopo un anno di prigionia a Bagdad.
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Questo Notiziario contiene:
1. CHE SCHIFO! Berlusconi in America
2. VIA I TABU’! Riguardo al 18 marzo
3. RIFONDAZIONE SOTTO SCOPA....
4. DILIBERTO PURE...
5. BELGIO: CONDANNATI ALTRI COMPAGNI DEL DHKC
1. CHE SCHIFO!
Berlusconi in America
«Per la mia generazione gli Stati Uniti rappresentano il faro della libertà e del progresso economico. E sarò sempre grato agli Stati Uniti di avere salvato il mio paese dal fascismo e dal nazismo a costo di tante vite americane. Inoltre sono grato agli Usa di aver difeso l'Europa dalla minaccia sovietica negli anni della guerra fredda. E sarò sempre grato agli Usa di avere aiutato il mio Paese a raggiungere la prosperità dopo la guerra. Grazie per il piano Marshall. E sarò sempre grato agli Usa per l'alto prezzo di vite umane che continuano a pagare per garantire la nostra sicurezza nella lotta contro il terrorismo in tutto il mondo. E non mi stancherò mai di ripetere che quando vedo la vostra bandiera non vedo solo la bandiera di un grande paese, ma vedo soprattutto un simbolo universale di libertà e di democrazia».
Queste sono le parole pronunciate da Berlusconi davanti al Congresso USA. APPLAUSI A SCENA DA PARTE DI REPUBBLICANI E DEMOCRATICI. L’italeitta delle banane non poteva essere meglio raffigurata. Mai un primo ministro italiano aveva fatto un discorso tanto retorico e servile I cittadini italiani con un briciolo di dignita’ si sentono offesi, vilipesi, umiliati. I capi del centro-sinistra hanno detto che si e’ trattato di uno spot elettorale. E’ molto di piu’, ‘ un programma, il distillatro della visione (americanista) del mondo. Ma i capi del centrosinistra non possono dirlo, la buttano sullo spot poiche’ delle frasi di Berlusconi sottoscrivono parola per parola. E’ anche loro quella visione del mondo. Essi solo la declinano in un modo meno cialtronesco, politicamente piu’ corretto. Americanismo bipartian. Nel pantano preelettorale in cui si fa fatica a capire cosa separi davvero i due schieramenti, Berlusconi, rompendo gli indugi, ha calato il carico da undici, vestendo i panni dell’alfiere intransigente degli USA. Sapeva infatti che i suoi avversari non avrebbero contestato la sostanza del suo discorso.
In questo desolante panorama l’antiamericanismo non e’ solo una necessita’, e’ un dovere. Chiunque odi la guerra, a prepotenza, l’arroganza, la cafonaggine, anche se non lo ammette per pudore o per paura e’, nel suo animo piu’ profondo, antiamericanista. Lo e’ come lo furono gli indiani nativi sterminati dalla nascente democrazia americana; come lo furono i neri schiavizzati e segregati; come lo fuorno gli operai anarchici e i socialisti del cui sangue si nutri la bestia; come lo furono Malcom X e le pantere nere; come lo sono tutti i popoli ribelli del mondo.
Noi ci sentiamo vicini a tutti coloro che nei secoli, col loro sacrificio, hanno nutrto questo Moloch imperialista. Come oggi giorno ci sentiamo vicini a tutte le RESISTENZE. Ci sono diversi futuri possibili, quello piu’ orrendo, il primo verso il quale proviamo il disprezzo piu’ smisurato e’ un mondo americanizzato. Preferite forse vivere in una repubblica islamica? Signori! Non sono le armate islamiche che terrorizzano i popoli, che aggrediscono le nazioni, che tengono la civilta’ appesa al nodo scorsoio della metastasi del turbocapitalismo. Che puntano una pistola alla tempia dell’ecosistema col loro modello di sviluppo dissennato e genocida. Fino a quando gli Stati Uniti saranno la unica superpotenza, fino a quando essi pretenderanno come banditi di dettare legge, quest’America non puo’ che essere il nemico principale. E in quanto tale va combattuto. Ma cos’e’ questa storia? Ancora credete alla idea antiquata del nemico principale? Si, come ci credono tutti quei popoli in lotta per la loro emancipazione e che si trovano alle prese con le armate imperiali a stelle e striscie, loro Quisling e i loro Ascari.
Se gli USA sono il vero pilastro dell’ordine imperialistico mondiale. Chi e’ contro la pax americana non puo’ che battersi per sfasciare questo pilastro. Il cui crollo soltanto aprirebbe nuovi orizzonti alla civilta’mondiale. A chi si gingilla con capziosi discorsetti sul caos che verrebbe dopo questo crollo, rispondiamo con le parole di Guy Debord: «Il futuro spetta a chi, pur senza amarlo, saprà creare disordine, poiché è da esso che sorgerà un ordine nuovo».
2. VIA I TABU’!
Riguardo al prossimo 18 marzo
Ci e’ stato chesto da piu’ parti come mai I COMITATI IRAQ LIBERO abbiano annunciato, in occasione della manifestazione del 18 marzo prossimo, di compiere un gesto <separatista>, fermandosi a P.zza Venezia invece di confluire con tutti gli altri a P.zza Navona. Abbiamo risposto che questo e’ necessario per dare la parola alla Resistenza irachena, ovvero ad uno dei suoi esponenti di peso: Jabbar al-Kubaisi. Non sono I COMITATI IRAQ LIBERO a porre veti e rifiutare la massima unita’. Sono alcuni che pretendono di rappresentare il movimento per la pace. Se il costo dell’unita’ e’ quello di accettare il ricatto dei partiti del centrosinistra (che alle porte delle elezioni non vogliono ne’ una grande manifestazione contro la guerra ne’ tantomeno una manifestazione che esprima la sua solidatieta’ alla Resistenza irachena e al popolo di Palestina), noi non possiamo accettarlo. Siamo dunque <separatisi> per necessita’, non per nostra scelta. In una manifestazione che ricorda il terzo anniversario dell’aggressione all’Iraq il minimo che si possa fare e’ dare la parola a chi sta resistendo contro quella aggressione. Noi non esageriamo le nostre forze. Non vogliamo tuttavia essere compartecipi della trasformazione della manifestazione del 18 marzo in una stanca e innocua liturgia pacifista. Se il Comitato promotore vuole, puo’ far parlare Kubaisi, ovviamente assieme ad altri esponenti, a P.zza Navona. Purtroppo all’incontro preparatorio di Firenze ci e’ stato risposto, tranne alcune eccezioni, con un secco no. Ove coloro che ci hanno risposto picche fossero disposti a non soccombere ai ricatti del ceto politico del centro sinistra; ove cioe’ si decidessero a svolgere una manifestazione seria (facendo cadere il tabu’ per cui la Resistenza non e’ terrorismo), saremo ben lieti di non fermarci a P.zza Venezia e di ascoltare la voce della Resistenza a P.zza Navona. Nel frattempo ci rivolgiamo non solo agli antimperialisti ma a tutti i compagni, a tutti coloro che vogliono continuare a manifestare contro la guerra, di partecipare massicciamante al corteo del 18. Tutti dobbiamo lavorare, anzitutto, affinche’ sia un grande successo. E’ in questa cornice di impegno unitario, non contro, che si vuole infine offrire a tutti la possibilita’ di ascoltare una voce del popolo iracheno che resiste.
3. RIFONDAZIONE SOTTO SCOPA....
«E' una vergogna per l'Italia e per i palestinesi che il Prc candidi Alì Rashid», ha tuonato minaccioso l'ambasciatore israeliano Ehud Gol. E’ l’ennesima intrusione sionista nella vita politica italiana, intrusione che cihissa’ perche’, a sinistra, fa incazzare meno di quelle clericali cattoliche. Queste parole hanno fatto infuriare l’inFausto che ha affermato: «E' una vergognosa aggressione!»
Che ipocrita! Il linciaggio di Marco Ferrando non era forse anche quello un’aggressione? E perche’ la direzione del partito invece di difendere un suo candidato l’ha mollato abbassando la guardia, anzi spalancando tutte le porte al partito sionista trasversale? MA E’ CHIARO: PERCHE’ FERRANDO, A DIFFERENZA del mansueto Alì Rashid, avrebbe dato filo da torcere al PRC penosamente allineato nell’eventuale governo di centrosinistra. Due pesi e due misure dunque, com’e nello stile inglese di Bertinotti, che non vuole tra i piedi persone che possano tenergli testa. Tanto piu’ in vista dei suoi futuri salti mortali.
4. DILIBERTO PURE...
Nuove grane per i Comunisti Italiani dopo la manifestazione del 18 febbraio. Non sono bastati i mea culpa pronunciati da Diliberto. La potente e sfacciata lobby sionista, ha preso per bersaglio il suo partito, con l’obbiettivo di ammansirlo o quantomeno di fargli pagare un alto prezzo per le sue posizioni “troppo” filopalestinesi.
Citiamo da agenzia: “L’Associazione Vittime del Terrorismo ha infatti deciso di sporgere una denuncia formale nei confronti di Oliviero Diliberto e di Marco Rizzo in relazione all’esposizione di striscioni inneggianti al terrorismo iracheno durante la manifestazione indetta sabato scorso a Roma dal Partito dei Comunisti Italiani a sostegno della causa palestinese. La denuncia, presentata ieri dal presidente delle Forze Cristiane per le Vittime del Terrorismo Bruno Berardi e dai due legali Luciano e Annunziato Randazzo fa anche accenno ai ripetuti ed ossessivi slogan con cui i 19 caduti di Nassiryia sono stati ricordati non certamente come martiri del terrorismo omicida ma come degni depositari di un interesse imperialistico e colonialistico e come tali giusti obiettivi del terrorismo...”
Invece di tenere la schiena diritta, anche in questa occasione il PdCI ha capitolato. Sentiamo quanto ha fulmineamente affermato Jacopo Venier: “Come comunisti e uomini di pace abbiamo provato un dolore immenso di fronte ai morti italiani a Nassiriah e sentiamo la grande responsabilità di non essere riusciti, fermando la guerra, a salvare le loro vite. Ogni giorno cresce il macabro bilancio di vite buttate in una guerra illegale, di ragazzi caduti al fronte per ordine di Governi bugiardi. Nella morte anche i marines USA portati a casa nei sacchi neri sono fratelli delle decine di migliaia di iracheni uccisi, bruciati, torturati in nome della democrazia e dei diritti umani.”
Come le bestie carnivore che si accaniscono sulla preda ferita sono entrati in campo i radicali (l’avanguardia del fronte sionista e americanista in Italia). Siccome Diliberto ha annunciato di querelare il portavoce della comunita’ sionista milanese Yasha Reibman, Daniele Capezzone, l’indegerrimo paladino di Israele ha intimato a Diliberto di ritirare la querela sporta e di chiedere scusa al sionista milanese. Questa volta Jacopo Venier ha tenuto la schiena diritta: «Non accettiamo critiche da una forza che ha sostenuto le posizioni più oltranziste del governo Sharon».
5. BELGIO: CONDANNATI ALTRI COMPAGNI DEL DHKC
Martedi scorso il tribunale di Bruges ha processato 11 compagni e compagne del Fronte Rivoluzionario del Popolo di Turhia (DHKC). Solo quattro sono stati assolti. Tutti gli alatri condannati a pene da 4 a 6 anni di galera. Tra loro il dirigente Dursun Katatas e Bahar, che tutti gli antimperialisti italiani hanno conosciuto a causa della sua infaticabile attivita’ di controinformazione sulla lotta popolare e rivoluzionaria in Turchia.
La sentenza e’ gravissima perche’, dopo l’inchiesta italiana del 1 aprile ai danni del Campo, e’ la seconda in Europa che usa il dispositivo infame di “appartenenza ad associazine terroristica internazionale”.
In attesa di informazioni piu’ dettagliate esprimiamo la piena solidarieta’ ai compagni turchi.
Per saperne di piu’ vai al sito del Campo: www.antiimperialista.org




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o , appena ragazzo, ero restato bloccato dal terrore);