ADN Kronos
Roma, 2 mar . (Adnkronos/Ign) - Crolla il reddito imponibile del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi che resta comunque il parlamentare più ricco, ma di poco. In base alla denuncia dei redditi del 2005 relativa alla situazione patrimoniale del 2004, resa nota oggi insieme a quelle di tutti i parlamentari, il premier, che l'anno precedente aveva dichiarato 12.762.234 di euro, 12 mesi dopo passa a un imponibile di 3.550.391 di euro, con un'imposta pari a 1.585.717 di euro. Il reddito del Cavaliere supera solo di 262.099 euro quello del senatore di An Giuseppe Consolo, che si ferma a 3.288.292 euro e che aumenta di 52.959 euro l'imponibile dell'anno precedente. Il presidente del Consiglio non denuncia variazioni per quanto riguarda i beni immobili e la proprietà di automobili e imbarcazioni. Vengono poi dichiarati proprietà e passaggi di pacchetti azionari relativi alla Fininvest, alla società 'Dolcedrago' e a una serie di 'holding italiane' differenziate per numero ordinale (prima, seconda, terza, ecc.). Berlusconi infine, dopo l'entrata in vigore della legge sul conflitto d'interessi, conserva la presidenza del cda della Fondazione 'Luigi Berlusconi', mentre ha lasciato quella del Milan e della società 'Dolcedrago'.
Complessivamente sono otto i milionari tra Camera e Senato . Dopo il Cavaliere e il senatore Consolo, si piazza Publio Fiori, deputato, con un imponibile di 1.441.965 euro, che precede di un'incollatura Marcello Dell'Utri, senatore, fermo a 1.440.391. Seguono quattro deputati: Lorenzo Acquarone, unico del centrosinistra, che dichiara 1.380.876; gli esponenti di Forza Italia, Niccolò Ghedini, 1.278.284; Maurizio Paniz, 1.112.152 e Gaetano Pecorella, 1.082.575.
Quasi un 'testa a testa' tra i i presidenti di Camera e Senato sul fronte delle dichiarazioni dei redditi. Nel 2004 il presidente del Senato Marcello Pera ha guadagnato 225.864 euro, sopravanzando di 15 mila euro il presidente della Camera Pier Ferdinando Casini, che ha denunciato 210.891 euro. Il primo inquilino di Montecitorio ha inoltre effettuato cessioni azionarie di varie società, come Tim, Eni, Generali, Mediaset, Unipol, Snam, Fiat. Il presidente del Senato, invece, non ha registrato alcun movimento borsistico. Per la seconda e terza carica dello Stato, comunque, vi è stato un leggero incremento di reddito rispetto all'anno precedente: Pera aveva infatti denunciato 215.688 euro, Casini 203.985.
(Adnkronos)
Quante manganellate sul groppone che gli darei...
Poi via con la requisizione dei beni, redistribuzione e impiego coatto a pulire i cessi.


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