Lo sapremo presto. Attesa per le decisioni del Ministro Castelli sulla vicenda dei 22 agenti Cia che violarono la nostra Sovranità nazionale.ROMA - "Ci sono in gioco gli interessi dello Stato", quindi basta con le "pressioni indebite" da parte dei magistrati sulla vicenda dei 22 agenti Cia accusati dalla Procura di Milano di essere i responsabili del sequestro dell'ex imam della moschea di via Quaranta, a Milano, Abu Omar, il 17 febbraio del 2003. A considerare "indebite" le "pressioni" è stato il Ministro di Grazia e Giustizia, Roberto Castelli, rispondendo a un giornalista che gli ha chiesto la sua opinione sulla lettera di sollecito inviatagli ieri dai pm milanesi a firma dei loro massimi rappresentanti, il procuratore capo Manlio Minale e il procuratore generale Mario Blandini.
"Voglio ricordare che il magistrato é soggetto alla legge - ha detto Castelli - e la legge dà al ministro di Grazia e Giustizia la facoltà di decidere tenendo conto degli interessi dello Stato. Le loro pressioni sono assolutamente indebite. Come loro sono pronti a difendere le loro prerogative e la loro indipendenza, anche il ministro deve difendere le sue. Quindi, per favore, rispettino le decisioni che il Governo prenderà". Ma i magistrati ne fanno una questione di tempi, è stato fatto osservare: "La legge non ne fissa - ha replicato il ministro - quindi saranno quelli che ci vorranno".





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