ROMPERE IL VASO O LASCIARE LA MELA? (Il Calibano)
13 novembre 2003
Dicono che, in quel del Borneo, per catturare una scimmia si nasconde una mela dentro un vaso con l’imboccatura dell’esatta larghezza del pomo. La scimmia infila la mano, stringe il frutto nel pugno e…il gioco è fatto. La mano non può più essere ritratta finchè resta serrata sul gustoso oggetto del desiderio. L’Irak è il vaso, Saddam è la mela, la scimmia (absit iniuria verbis) è Bush. Per uscire dal pericoloso stallo le possibilità sono due: rompere il vaso-Irak o lasciare la mela nell’Irak-vaso. La scimmia ha la forza necessaria per mandare in frantumi il vaso, ma questa violenta soluzione la coprirebbe di discredito. Se lasciasse che la mela continuasse indisturbata a godersi il suo vaso…la povera scimmia perderebbe la faccia e non sarebbe più credibile…tertium non datur? In questo caso il tertium è datur, è dato fin dall’inizio del conflitto: creare una situazione tale per cui la mela-Saddam trovi più conveniente uscire indisturbata dalla comune ed abbandonare il vaso-Irak ad un futuro di Democrazia. Una soluzione “utopica?”…forse sì, ma non vedo in questo un limite, semmai un pregio, il pregio di superare l’evidenza e dare corpo alla “possibilità”. “ l’Utopia appare dunque lontana dall’idea comune e banalizzata di “ipotesi stravagante”, di “consolazione dell’animo” in mondi favolosi lontani dalla realtà. L’utopista dovrebbe essere, al contrario, un attento realista, un acuto osservatore di “come stanno le cose” per riformare il reale secondo i dettami della ragione critica che, proprio perché critica e antidogmatica, non può accontentarsi di punti di approdo definitivi ed è costantemente volta a trascendersi.”
Il Calibano
Piergiorgio Welby




Rispondi Citando