PANDALIANE (Il Calibano)
9 marzo 2004
Nel 1792 Mary Wollstonecraft scrisse “I diritti delle donne”, il primo manifesto dell'emancipazione femminile. Un anno dopo, uscì il libello satirico di un altro filosofo, intitolato “I diritti dei bruti”, in cui si sosteneva che, se le donne avevano dei diritti, allora si doveva riconoscerne alcuni anche agli animali, "perché donne e animali non sono altro che natura, esseri irrazionali, privi di anima…”. Dopo aver condannato, senza se e senza ma, la razzista e maschilista affermazione del filosofo misogino, bisogna convenire che l’immaginario erotico degli uomini è popolato di gattine, giaguare, tigri, pitonesse, capinere, verghiane lupe e pitigrilliani mammiferi, tanto sconosciuti quanto lussuosi. Un bestiario che ben si presta alle scorribande venatorie perché, si sa, l’uomo, come Atteone, è cacciatore. Un cacciatore un po’ particolare. Avveniva che, una volta venuto in possesso dell’oggetto dei suoi desideri, si affrettasse a mutarne le peculiarità e, trapiantandole due alate appendici e il Verhalten materno, trasformava la ferina preda in un rassicurante “Angelo del focolare”. Il mansionario dell’angelo del focolare è presto detto: occuparsi dei vecchi genitori del cacciatore, tenere pulita e in ordine la sua caverna, e passare la giornata davanti ai fornelli. Ah, dimenticavo! Tra un risotto ed una fricassea deve partorire per, a seconda dei momenti storici e delle necessità, offrire braccia alla terra o soldati alla Patria. Chi per la patria muor, vissuto è assai! Sarà pur vero, ma dopo Caporetto mancano braccia, e gli angeli devono abbandonare il focolare e i fornelli per industriarsi con spolette e granate. “Hestia, per i Greci, è il focolare circolare, fissato nel suolo, è l'ombelico attorno al quale la casa si radica nella terra. Essa, nota Jean-Pierre Vernant, è simbolo e pegno di fissità, di immutabilità, di permanenza. Ed è in quanto centro fermo a partire dal quale lo spazio umano si orienta e si organizza, che Hestia, per i poeti e i filosofi antichi, potrà identificarsi con la terra, immobile al centro del cosmo. La terra intera, casa degli uomini, sarà il focolare fisso del mondo”. Panta rei! Tutto scorre! Ed una volta spezzato l’incantesimo del circolo virtuoso che incatenava l’angelo al focolare, cadono, ad uno ad uno, tutti i capisaldi dell’asse Dio-Patria-Famiglia. Per un ventennio si tenta di conciliare l’angelo con il focolare, la fabbrica e la necessità di riempire le culle, ma –non si trattien lo strale quando dall’arco uscì-. La famiglia è la prima vittima. I nomi che designavano, aritmeticamente, il numero dei figli spariscono. Spariscono dagli appelli scolastici i Quinto, i Settimo, gli speranzosi Ultimo e, per le femminucce, avvizziscono e cadono come foglie morte, le Orientale, Letizia, Decima, Italia, Adua. Anche il maschio, inevitabilmente, dolorosamente muta e si trasforma da indomito cacciatore in domo telespettatore che, al posto del coltello di ossidiana, impugna il telecomando, ultimo simbolo fallico continuamente insidiatogli dall’ex angelo del focolare. Il tasso di natalità varia da 7,3 nati per mille abitanti in Liguria a 11,4 in Campania, rispetto ad una media nazionale di 9,4 per mille. Tra le regioni del Nord-ovest il tasso di natalità più elevato si registra in Lombardia (9,6 per mille). Nelle regioni del Nord-est registrano un tasso di natalità superiore alla media nazionale il Trentino-Alto Adige (10,9 nati per mille abitanti) e il Veneto (9,5 per mille). Le regioni del Centro presentano tutte, tranne il Lazio (9,5 per mille), un tasso di natalità con valori inferiori alla media nazionale. Nelle regioni del Sud, i tassi di natalità più elevati sono quelli di Campania e Puglia (11,4 e 10,0 per mille). Infine, la Sicilia presenta un tasso di natalità superiore alla media nazionale (10,3 per mille) mentre la Sardegna ha un valore pari appena all'8,0 per mille. Ci si avvia, inesorabilmente, ad avere mezzo figlio a testa che, come Trilussa insegna, vuol dire che qualche coppia ha due figli altre niente. Il calo di desiderio del cacciatore, ridotto a furtivo bracconiere in stimolanti Sex Shop o a innocuo uccellatore di formose Veline, sommato alla stressante personalità dell’ex angelo del focolare, trasformatosi in una arrembante amazzone in carriera, contribuiscono a rendere i giovani Italiani più rari del muflone sardo o dell’orso marsicano. È un bene? È un male? Stando a ciò che dice l’ONU è sicuramente un bene. L’ONU ha stimato in 30.000.000 la popolazione ideale per il bel Paese, visto che gli Italiani stanno sfiorando i 60.000.000 non dovremmo preoccuparci eccessivamente, ma c’è chi si preoccupa. Woytila, Ciampi, Socci, Pampers e Chicco hanno dichiarato guerra alle Pandaliane (le Italiane che si riproducono meno dei panda) è al grido di –riempite le culle!- si apprestano a lanciare un “Baby storm” riproduttivo. Se la guerra al figlio unico avrà successo, cosa ne faremo dei 4/7 figli che benediranno ogni coppia? Mah, a qualche cosa serviranno! Ad esempio, nelle campagne fuori Padova, a San Giacomo di Albignasego, la scuola elementare stava per chiudere perché non c'erano più alunni. L' hanno salvata Raffaella Mascherin e Giuseppe Butturini, felicemente sposi, lui professore di storia della Chiesa all'ateneo patavino. «Sì, coi nostri bambini e con quelli di una coppia di nostri amici, 19 in tutto. Per adesso».Di figli i coniugi Butturini ne hanno già otto. Più uno in arrivo. Quindi i nuovi nati serviranno a salvare la scuola ed incrementare il numero dei docenti. Interessa a qualcuno sapere che l’Italia ha quasi la stessa densità di abitanti per chilometro quadrato della Cina? Vabbè, speriamo che le donne restino Pandaliane e non accettino di tramutarsi in Conigliane per far piacere a Woytila, Ciampi, Socci, Pampers e Chicco e…agli insegnanti disoccupati.
Il Calibano
Piergiorgio Welby




Rispondi Citando